lunedì 8 aprile 2013

Referendum per tortura, carceri, droga

Notizia Aduc

Tre leggi per la giustizia e i diritti: tortura, carceri, droghe. E' quanto propongono numerose organizzazioni, tra le tante A Buon diritto, Acat Italia, Adu, A Roma, Coordinamento dei Garanti dei diritti dei detenuti, Il detenuto ignoto, Medici contro la tortura, Ristretti Orizzonti, Societa' italiana di Psicologia penitenziaria, Unione Camere penali italiane. ''Ci appelliamo ai cittadini, agli operatori della giustizia, ai parlamentari perche' firmino le tre proposte - scrivono in una nota gli organizzatori - Sarebbe un bel segnale se martedi' prossimo anche esponenti delle forze politiche si recassero davanti ai tribunali a sottoscrivere le nostre proposte tutte nel segno della giustizia, della democrazia, dei diritti umani.'' L'appuntamento e' per martedi' prossimo davanti ai tribunali di queste citta': Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catanzaro, Chieti, Ferrara, Firenze, Genova, Lecce, Livorno, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pisa, Potenza, Roma, Taranto, Tivoli, Torino, Trento, Trieste, Udine, Urbino, Velletri, Venezia. Sara' possibile firmare le tre proposte di legge di iniziativa popolare "dirette rispettivamente a introdurre il delitto di tortura nel codice penale - spiega la nota - a cambiare la legge Fini-Giovanardi sulle droghe, a ripristinare la legalita' nelle carceri affollate".
"Le proposte costituiscono un vero e proprio programma di governo per ripristinare la legalita' nel nostro sistema penale e penitenziario - continua la nota dei promotori dell'iniziativa - La prima, Introduzione del reato di tortura nel codice penale, vuole sopperire ad una lacuna normativa grave. In Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso. Il testo prescelto e' quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite. La proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico". La seconda, Per la legalita' e il rispetto della Costituzione nelle carceri, "vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell'affollamento penitenziario, rafforzando il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l'introduzione di una sorta di ''numero chiuso'' sugli ingressi in carcere, affinche' nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Insieme alla richiesta di istituzione di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti, viene anche proposta l'abrogazione del reato di clandestinita'". Infine la terza proposta, "modifiche alla legge sulle droghe: depenalizzazione del consumo e riduzione dell'impatto penale, vuole modificare la legge sulle droghe che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese. Viene superato il paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralita' ai servizi pubblici per le tossicodipendenze"

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