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lunedì 17 giugno 2019

Luca Conti, Un titolo vale l'altro (poesie 2016-18)


Con molta soddisfazione, dopo qualche mese di lavoro, abbiamo stampato. Io e Eddy, di Carta canta print shop, in piazza dell'Ateneo Salesiano, che consiglio caldamente, dai menù ai libri d'arte alle magliette serigrafate. La carta della copertina è fabbricata a mano in un mulino a vento olandese. Nulla è stato lasciato al caso. Un sacco di bozze, in cui poesie entravano, uscivano, cambiavano.


Includo in questa presentazione anche un testo, una poesia dedicata in qualche modo alla bici, l'unica del libello su questo tema. Ah, il libro non ha prezzo, non ha editore, non ha isbn ed è stato stampato in 60 copie.





Pedalare nella Via Lattea


Pedalare nella Via Lattea,
lanciando alle stelle molliche di pane
e grida di avvertimento agli incroci.

Quando la pelle suda
e passa tra un frastuono amplificato,
nelle nubi di vapore e il metallo dissepolto
c'è il mistero di questo universo,

antico, profondo, freddo e buio,
inesplorato e inaccessibile ai
suoi innumerevoli abitanti, abbarbicati in misura
variabile a masse planetarie da reinventare,
mentre altri si accontentano, esistono
e non implorano, neanche chiedono, adesso.

Su, su, portami a spasso,
drin, drin,
spostatevi all'incrocio,
l'incrocio galattico
ora è mio. 



                                                           (ottobre 2017)


mercoledì 12 ottobre 2016

Scrivere a mano fa bene alla mente

Comunicato Franco Angeli Editore


SCUOLA 1. SCRIVERE A MANO, IN CORSIVO FA BENE ALLA MENTE E AL LINGUAGGIO. I RISULTATI DI UN ESPERIMENTO

I BAMBINI E LA SCRITTURA L'esperimento Nulla dies sine linea di Benedetto Vertecchi, Franco Angeli Editore. I risultati di un esperimento ideato e coordinato dal pedagogista Benedetto Vertecchi che ha coinvolto circa 400 bambini di 3a, 4a e 5a elementare di due scuole romane. Per 4 mesi, un quarto d'ora al giorno, è stato chiesto ai bambini di scrivere con la penna, in corsivo, brevi testi e pensieri di quattro, cinque righe. Il risultato è una mole di 28.000 documenti manoscritti che dimostrano come alla diminuzione della capacità di scrittura manuale corrisponda una minore coordinazione tra pensiero e azione. Ma anche un peggioramento nell'organizzazione del discorso, un impoverimento del linguaggio e della memoria. Al contrario, man mano che i bambini si abituano ad usare la penna, sono visibili progressivi migliora menti: nell'accuratezza e ricchezza del linguaggio, nella struttura della frase, addirittura nell'ortografia. Segno che nella scrittura corsiva il pensiero corre fluido dalla testa alla mano. Una continuità virtuosa, quella tra attività mentale e motoria, tra percezione e manualità, che rischia di perdersi con i dispositivi utilizzati per la scrittura digitale. 

lunedì 11 aprile 2016

Blu cancella, e la scritta saluta...

Sapete che il writer Blu ha cancellato tutti i suoi murales a Bologna, perché li volevano portare allo zoo. Su uno dei muri è apparsa una scritta bellissima, la allego, notando con piacere che è stata allegata anche una bici, il veicolo più anarchico che ci sia. La frase è citata in un libro di Pino Cacucci, un nostro grande scrittore, attribuita all'anarchico e rapinatore francese Jules Bonnot, ucciso dalla polizia nei primi del Novecento. Figura nel libro In ogni caso nessun rimorso, del 1994.

mercoledì 24 febbraio 2016

Pedaloso


Il termine "petaloso" è entrato nel vocabolario. L'Accademia della Crusca ha detto che va bene. Anche i social hanno confermato la gradevolezza e l'utilità del termine, inventato da un bambino. Ma un altro bambino ha inventato un'altra parola: pedaloso. Cioè qualcosa che funziona, che gira, che va avanti senza fare troppo rumore e anche bruciando calorie. Annotatevi la nuova parola: pedaloso. Nei social, votatela, nella vita, usatela con disinvoltura..

Siamo riusciti a prendere visione del tema del bambino che ha scritto "pedaloso". Eccone uno stralcio:

"Le biciclette sono mezzi "pedalosi" e anche quando devi fare una salita devi essere pedaloso.
Quando senti il telegiornale ti vengono le madonne e rimedi diventando pedaloso. Quando poi va alla asl e alla posta passano ore a fare il pedaloso, poi bestemmi ad alta voce. E torni a casa, pedalando. Poi accendi il computer, vedi che il termine gira, oh, ci fosse uno che ringrazi. Poi urti con la tibia il pedale, che risulta pedaloso, 'orcoio".


Il bambino, di cui si sarà notata l'indole sanguigna, ha scritto anche una poesia, la aggiungiamo a questo post, già molto letto e ricopiato sui social.

Ps, ps
Peso
peloso,
pedaloso.

Il bambino, evidentemente adepto delle avanguardie storiche, con tutto quel che ne consegue, ha scritto anche un'altra poesia. Ve la proponiamo, anche se ci sembra che inizi a emergere un certo manierismo e che non si tratti di un bambino, vista la descrizione di peli sui piedi....

Poso
il piede
peloso
sul pedale
pedaloso.
E so che
il pedale
pedaloso.
Dopo, sì,
oso:
"Ps ps",
PD, un coso
doloso.
Il dodo
è il pollo.

Ancora un altro componimento, emerso fra appunti sparsi, le poesie del bambino stanno chiaramente entrando nella loro fase decadente, nonostante la sua giovane età. Lui sa che il termine ormai è diventato celebre e un po' ne approfitta, come certe boy band, che falliscono presto, e non credono più neanche loro a quel che dicono:

Pedalo
nel dedalo.
Doso
il piede
sodo
e peloso:
è pe-da-lo-so.


Ed ecco finalmente il prodotto finale della saga di pedaloso, la poesia ispirata al neologismo, che il giovane rabbiosamente e pazientemente ha composto. Buona lettura



Pedaloso

Leo siede disilluso e suda lipidi
sui sedili della dolosa Audi diesel
col piede peloso (lo depila), e loda il PD.

Passo dopo passo, pedalo e siedo sulla sella.
Solo sul passo, saldo e pedaloso.
Duole alle palle, sale il peso e l'odio, oddio.

Poi dopo il dosso, la pialla di Lodi:
I silos, le api, io, lei, il desìo...

Loda il doloso dedalo
e dilapida la pila del led e i soldi.
A Lodi, al Polo della palla, a Lhasa e poi
sull'isola: salpo disilluso e pio.

Sale la lode al Sole e passo
sulle polle del lido, lepido.
Addio.


17 maggio 2016

sabato 25 luglio 2015

Calligrafia sulle magliette con varecchina


Un'attività molto divertente, in cui l'unico, vero problema è l disponibilità di magliette. Olrte al fatto che non si può sbagliare, anzi puoi farlo, ma non puoi cancellare. Per scrivere ho impiegato come pennello un pennarello Tombow scarico, ma si possono usare oggetti di ogni tipo. La maglietta va tirata su un supporto per non far debordare la varecchina anche sull'altro lato. A volte bisogna aiutarsi con l'altra mano per non far piegare il tessuto. Sono solo all'inizio, presto, datemi altre magliette...
Eccone una seconda:

E una terza.

martedì 17 marzo 2015

Penna a sfera gigante


Per vedere l'effetto e per spiegare il funzionamento della penna a sfera, ho riempito d'inchiostro un vecchio flacone di deodorante (puzzolentissimo, in realtà). L'inchiostro non è quello giusto, non ha la sufficiente viscosità di quello che si trova nelle penne Bic, per intenderci. L'argomento dell'inchiostro delle penne a sfera mi interessa molto, perché se si imparasse a fabbricarne in casa uno decente si eviterebbe di buttare al secchio tanta plastica. Ne parlerò in un'altra occasione. Qui ho impiegato del normale inchiostro per penna stilografica che, quindi, per questo scopo è troppo liquido e scivoloso. Una prova, mischiato a altri strumenti, lo conferma inutilizzabile, almeno per un uso semantico della grafìa .     


giovedì 15 gennaio 2015

Bicicletterario: concorso letterario dedicato alla bicicletta


Bicicletterario 

Parole in Bicicletta, il primo concorso letterario per promuovere la mobilità sostenibile. La simpatica iniziativa è promossa da CO.S.Mo.S, associazione di Minturno (LT) un concorso letterario a favore dell’ambiente. L'intervista a una delle organizzatrici sta qua. C'è tempo fino al 31 gennaio per partecipare. La premiazione il 21 marzo a Minturno, luogo sensibile ai temi della bici e della mobilità (vi si  svolge anche la Critical Mass). Buona scrittura!

martedì 29 luglio 2014

Calamo

È la penna più antica dell'umanità, il qualam arabo. Basta un pezzo di bambù, ci si può aggiungere un serbatoio interno, che è un minuscolo pezzo di metallo che allunga incredibilmente la quantità di inchiostro di china trattenuto.

Cola pen

Bellissimo oggetto che ci si può costruire con pezzi di lattina (ma le lattine non sono più quelle di una volta). Si chiama cola pen, distrae qasi tutti gli studenti di calligrafia. Qui un esempio di uso creativo della cola pen da parte di Francesca Gandolfi.
La cola pen, oltre ad altri oggetti, nelle mani di due altri calligrafi italiani, Fiancesca Biasetton e Luca Barcellona, qua.

lunedì 18 febbraio 2013

Matita di piombo


Impiegando materiali raccolti per strada 100%, ho realizzato una matita di piombo. Fino al Seicento, quando venne gradualmente introdotta la grafite, era uno dei materiali preferiti per disegnare. Lo stock di vecchia carta da parati serve per fare le prove, ma è troppo ruvido. Il piombo è preso da vecchie tubature, che alcuni hanno pensato bene di gettare davanti a un cassonetto. Anche la matita l'ho trovata per terra, l'ha persa qualcuno, era rotta.
Dicono gli esperti che il grigio poi s'arrossisce. Bello. Dicono altri che il piombo è tossico, ma mica lo mangio.