La domanda mondiale di petrolio cresce ogni mese. Per i produttori il traguardo è quello di 100 milioni di barili al giorno. L'anno scorso, consumi in rialzo di 1,4 milioni di barili quotidiani. Nel 2018, si prevede di arrivare a 99,4 milioni di barili.
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martedì 31 luglio 2018
martedì 22 novembre 2016
Presentato a Londra il piano industriale 2017-2019 dell'Enel. "E' in atto una vera e propria rivoluzione dell'energia, si prevede un aumento del consumo di energia elettrica entro il 2050 dell'11% rispetto al 2013, e l'urbanizzazione sembrerebbe essere inarrestabile, tutti vogliono vivere nelle citta'". Lo ha detto l'amministratore delegato di Enel, Francesco Starace.
mercoledì 2 luglio 2014
Un prodotto su tre venduto con etichetta mancante o sbagliata
Notizia
23 giugno 2014 13:31
Le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica sono "una delle piu' grandi operazioni ambientali della storia - aggiunge Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente -. La loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia. Purtroppo, pero', queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni sono meno efficienti di quanto dichiarato sull'etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico".
Sono stati analizzati 5 tipi di prodotto (tv, frigoriferi, refrigeratori per il vino, forni elettrici e condizionatori) e quattro tipi di negozi: le grandi superfici di vendita di mobili, ipermercati con un corner per gli elettrodomestici, grandi superfici specializzate e online stores. Dalla ricerca e' emerso che su un totale di 2.522 prodotti il 30% dei prodotti presi in esame nei negozi fisici non e' etichettato correttamente. Piu' grave la situazione per i negozi online dove soltanto il 10% dei prodotti - o poco piu' - riporta le informazioni energetiche in maniera esaustiva e corretta. Frigoriferi, freezer, forni elettrici risultano essere i prodotti venduti quasi sistematicamente con l'etichetta, mentre televisioni, cantinette e condizionatori sono invece quelli hanno un livello di etichettamento molto inferiore e cio' dipende dal punto di vendita. Le cantinette sono state scelte perche' legate a un prodotto iconico per l'Italia come il vino, e per avere nel paniere anche un prodotto che si riferisce a un consumo non strettamente domestico. Il condizionatore vanta, invece, il maggiore trend di diffusione degli ultimi anni, responsabile, infatti, dei picchi di consumo estivi (che corrispondo anche ai picchi di consumo massimi annuali).
Per quanto riguarda le tipologie di non conformita' riscontrate, dalla ricerca emerge che le principali non conformita' delle vendite nei negozi riguardano piu' che altro il mal posizionamento dell'etichetta, spesso collocata in angoli ciechi o a piu' di due metri di altezza rendendo difficile o delle volte impossibile la lettura. E' poi possibile imbattersi in etichette fotocopiate, scritte a mano o al computer dal personale del negozio. Invece altre etichette, anziche' esplicare i contenuti, confondono il consumatore. Per quanto riguarda i negozi online, le irregolarita' che emergono dalla ricerca sono differenti essendo diverse le modalita' di comunicare il contenuto delle etichette. Nei negozi online, dove e' maggiore la quantita' di prodotti privi di etichetta rispetto a quelli fisici, si riscontra pero' una frequente dispersione delle informazioni di base in piu' pagine, con alcune informazioni disponibili subito a fianco dell'immagine del prodotto, altre reperibili nella stessa pagina ma piu' in basso, altre reperibili con un click in una scheda tecnica, altre ancora in una scheda "caratteristiche". Altre volte invece si riscontra casi di informazioni limitate, come ad esempio la sola classe energetica, ma senza il consumo annuale, oppure prive del dato sul rumore, laddove previsto, o dei coefficienti prestazionali (SCOP/SEER) per i condizionatori.
venerdì 27 giugno 2014
Comunicato Greenpeace
GREENPEACE A RENZI: L’ITALIA NON DEVE GIOCARE IN RETROGUARDIA SULL’ENERGIA
GENOVA, 27.06.14 – Oggi la nuova Rainbow Warrior, la nave simbolo di Greenpeace, apre la sua tre giorni a Genova, dopo la conferenza stampa di Savona-Vado Ligure e la spettacolare azione di mercoledì a La Spezia, dove è stata scalata e occupata una delle gru di movimentazione del carbone per la locale centrale termoelettrica. Questa mattina si è tenuta una conferenza stampa a bordo, durante la quale è stato presentato il tour “Non è un Paese per Fossili”, che vede la nave impegnata lungo tutte le coste del Paese per promuovere una profonda trasformazione energetica, in Italia e in Europa.
Sempre oggi, infatti, inizia il Consiglio Europeo, a Bruxelles, in cui i leader UE discuteranno di come accrescere la sicurezza energetica europea, dopo la crisi tra Ucraina e Russia. Sul tavolo dei negoziati ci sono anche i target che l’Europa si darà per la difesa del clima. Greenpeace esprime preoccupazione per la posizione incerta del governo italiano che, tra l’altro, si appresta ad assumere la presidenza di turno dell’Unione europea. «Quelli che ci giungono dal governo Renzi non sono buoni segnali» dichiara Andrea Purgatori, alla sua prima uscita pubblica come presidente di Greenpeace Italia. «Tra pochi giorni comincia il semestre di presidenza italiano in Europa: rischiamo ancora una volta che il nostro Paese giochi una partita di retroguardia quando l’Italia e l’Europa hanno bisogno di investire su rinnovabili ed efficienza energetica. Si tratta di settori in cui abbiamo un ottimo posizionamento strategico e non ha senso che sia proprio l’Italia a rallentare questo processo».
Greenpeace ha incontrato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che ha assicurato il suo sostegno a obiettivi ambiziosi a tutela del clima: riduzione delle emissioni, sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Tuttavia, le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi (che non ha ancora dato la disponibilità a incontrare Greenpeace) e le scelte del governo italiano sembrano puntare in altra direzione: i tagli alle rinnovabili previsti nel provvedimento “spalma incentivi” rischiano di mettere in ginocchio un intero settore, allarmando gli investitori stranieri ed esponendolo alla speculazione finanziaria. D’altro lato, il ministro Guidi continua a promuovere lo sfruttamento del petrolio sui fondali dei nostri mari, quando di petrolio ce n’è pochissimo e di pessima qualità, con riserve che nel migliore dei casi coprirebbero pochi mesi di fabbisogno nazionale. Nessuno, inoltre, sembra valutare i danni che l’estrazione di queste riserve arrecherebbe a turismo, pesca sostenibile, ambiente.
Le rinnovabili e l’efficienza energetica sono la prossima frontiera dello sviluppo, in Italia e nell’UE, come mostrano tutte le ricerche più avanzate. Ma la politica sembra ancora attardarsi su vecchi modelli energetici. «In questi mesi – spiega Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – abbiamo prodotto una serie di rapporti che mostrano il peso delle fonti fossili nell’economia europea. Solo in Italia, per importare petrolio, gas e carbone spendiamo oltre 60 miliardi di euro l’anno. Tutto questo di certo è nell’interesse delle grandi compagnie energetiche ma non dei cittadini europei. I leader UE devono far vedere a chi rispondono: hanno la possibilità di ascoltare la voce dei cittadini, sottrarsi alle pressioni delle lobby fossili e salvare il clima, l’ambiente, l’economia. Insieme all’occupazione».
La nuova Rainbow Warrior proseguirà nelle prossime settimane il suo tour “Non è un Paese per fossili”, continuando gli incontri con le comunità colpite dalle minacce delle fonti energetiche ‘sporche’. Greenpeace, in occasione del tour, ha lanciato una petizione online (http://www.greenpeace.org/italy/non-fossilizziamoci) per chiedere ai cittadini di firmare una Dichiarazione di Indipendenza dalle fonti fossili, in favore di energie rinnovabili ed efficienza. In pochi giorni ha già raccolto oltre 30 mila firme.
APPUNTAMENTO AL PORTO VECCHIO DI GENOVA
La Rainbow Warrior resterà a Genova sino a domenica 29 giugno.
Sabato 28 (dalle 11 alle 20) e domenica 29 (dalle 10 alle 18) chiunque lo desideri potrà salire a bordo e effettuare visite guidate gratuite della nave.
GREENPEACE A RENZI: L’ITALIA NON DEVE GIOCARE IN RETROGUARDIA SULL’ENERGIA
GENOVA, 27.06.14 – Oggi la nuova Rainbow Warrior, la nave simbolo di Greenpeace, apre la sua tre giorni a Genova, dopo la conferenza stampa di Savona-Vado Ligure e la spettacolare azione di mercoledì a La Spezia, dove è stata scalata e occupata una delle gru di movimentazione del carbone per la locale centrale termoelettrica. Questa mattina si è tenuta una conferenza stampa a bordo, durante la quale è stato presentato il tour “Non è un Paese per Fossili”, che vede la nave impegnata lungo tutte le coste del Paese per promuovere una profonda trasformazione energetica, in Italia e in Europa.
Sempre oggi, infatti, inizia il Consiglio Europeo, a Bruxelles, in cui i leader UE discuteranno di come accrescere la sicurezza energetica europea, dopo la crisi tra Ucraina e Russia. Sul tavolo dei negoziati ci sono anche i target che l’Europa si darà per la difesa del clima. Greenpeace esprime preoccupazione per la posizione incerta del governo italiano che, tra l’altro, si appresta ad assumere la presidenza di turno dell’Unione europea. «Quelli che ci giungono dal governo Renzi non sono buoni segnali» dichiara Andrea Purgatori, alla sua prima uscita pubblica come presidente di Greenpeace Italia. «Tra pochi giorni comincia il semestre di presidenza italiano in Europa: rischiamo ancora una volta che il nostro Paese giochi una partita di retroguardia quando l’Italia e l’Europa hanno bisogno di investire su rinnovabili ed efficienza energetica. Si tratta di settori in cui abbiamo un ottimo posizionamento strategico e non ha senso che sia proprio l’Italia a rallentare questo processo».
Greenpeace ha incontrato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che ha assicurato il suo sostegno a obiettivi ambiziosi a tutela del clima: riduzione delle emissioni, sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Tuttavia, le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi (che non ha ancora dato la disponibilità a incontrare Greenpeace) e le scelte del governo italiano sembrano puntare in altra direzione: i tagli alle rinnovabili previsti nel provvedimento “spalma incentivi” rischiano di mettere in ginocchio un intero settore, allarmando gli investitori stranieri ed esponendolo alla speculazione finanziaria. D’altro lato, il ministro Guidi continua a promuovere lo sfruttamento del petrolio sui fondali dei nostri mari, quando di petrolio ce n’è pochissimo e di pessima qualità, con riserve che nel migliore dei casi coprirebbero pochi mesi di fabbisogno nazionale. Nessuno, inoltre, sembra valutare i danni che l’estrazione di queste riserve arrecherebbe a turismo, pesca sostenibile, ambiente.
Le rinnovabili e l’efficienza energetica sono la prossima frontiera dello sviluppo, in Italia e nell’UE, come mostrano tutte le ricerche più avanzate. Ma la politica sembra ancora attardarsi su vecchi modelli energetici. «In questi mesi – spiega Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace – abbiamo prodotto una serie di rapporti che mostrano il peso delle fonti fossili nell’economia europea. Solo in Italia, per importare petrolio, gas e carbone spendiamo oltre 60 miliardi di euro l’anno. Tutto questo di certo è nell’interesse delle grandi compagnie energetiche ma non dei cittadini europei. I leader UE devono far vedere a chi rispondono: hanno la possibilità di ascoltare la voce dei cittadini, sottrarsi alle pressioni delle lobby fossili e salvare il clima, l’ambiente, l’economia. Insieme all’occupazione».
La nuova Rainbow Warrior proseguirà nelle prossime settimane il suo tour “Non è un Paese per fossili”, continuando gli incontri con le comunità colpite dalle minacce delle fonti energetiche ‘sporche’. Greenpeace, in occasione del tour, ha lanciato una petizione online (http://www.greenpeace.org/italy/non-fossilizziamoci) per chiedere ai cittadini di firmare una Dichiarazione di Indipendenza dalle fonti fossili, in favore di energie rinnovabili ed efficienza. In pochi giorni ha già raccolto oltre 30 mila firme.
APPUNTAMENTO AL PORTO VECCHIO DI GENOVA
La Rainbow Warrior resterà a Genova sino a domenica 29 giugno.
Sabato 28 (dalle 11 alle 20) e domenica 29 (dalle 10 alle 18) chiunque lo desideri potrà salire a bordo e effettuare visite guidate gratuite della nave.
giovedì 27 marzo 2014
Carica-batterie per usa e getta
Comunicato ReVita
In arrivo la nuova
versione di ReVita: nuova vita alle pile scariche. Anche le tradizionali “usa e
getta”.
ReVita è un
caricabatterie in grado di rigenerare e ricaricare anche le normali batterie
alkaline “usa e getta” da 1.5V che è ora disponibile in versione ancora più
performante (2700 mAh!). La tecnologia ReVita è coperta da brevetti
internazionali e rappresenta un rivoluzionario passo in avanti nelle soluzioni
di ricarica: innovativa, conveniente, performante,
ecologica.
25 marzo 2014,
Milano
E’
arrivata sul mercato la nuova e più performante versione di ReVita, una linea di
caricabatterie destinata a cambiare per sempre le abitudini dei consumatori.
Stiamo parlando di una versione a 2700 mAh, sensibilmente al di sopra dei comuni
standard di mercato che si attestano normalmente attorno i 2400
mAh.
Con ReVita è
possibile rigenerare e ricaricare in totale sicurezza e semplicità anche le
normali batterie alkaline stilo e ministilo “usa e getta” da 1.5V. Quelle che
tutti noi, dopo averle utilizzate, gettiamo nella spazzatura e che sono una
importante causa di inquinamento ambientale.
Si tratta di una
innovazione che non passerà certamente sotto silenzio e che porterà indubbi
vantaggi anche sul piano del rispetto per l’ambiente.
ReVita
ricarica ovviamente anche le batterie ricaricabili NiMh o NiCd da 1.2 V e lo fa
in 4 ore circa.
Cos’è ReVita?
A differenza dei
comuni carica batterie ReVita dispone di una circuiteria molto complessa divisa
in quattro sezioni.
Ogni batteria è
caricata individualmente ed ogni circuito è controllato da un apposito
microprocessore il quale verifica la temperatura e la tensione durante tutto il
ciclo di carica. Questo sistema garantisce efficacia e sicurezza di
utilizzo.
Quali i punti di
forza di ReVita?
- ReVita è
innovativo, si tratta di una soluzione unica sul mercato e per di più
brevettata
- ReVita funziona. E’
stato testato intensamente da autorevoli ed indipendenti laboratori di ricerca
internazionali ed ha conseguito molti riconoscimenti industriali nel
mondo.
- ReVita è ecologico,
perché ricarica le batterie “usa e getta” che altrimenti verrebbero gettate
via
- ReVita fa
risparmiare, perché - ricaricando anche le batterie “usa e getta”, oltre a
quelle ricaricabili - consente davvero di ottimizzare i costi per l’acquisto di
nuove batterie
- ReVita è
performante perché è in grado di ricaricare velocemente anche tutte le batterie
ricaricabili stilo e ministilo da 1,2V
La tecnologia alla
base di ReVita è coperta da brevetti internazionali già attribuiti in USA, Cina,
Giappone, Taiwan, Korea, Germania, Australia,
Germania ed Italia. Sono già state presentate le domande di registrazione di
brevetto in molti altri importanti mercati mondiali.
La linea ReVita è
composta attualmente da 3 modelli: il modello RV1, di rete 220V, con spazio per
ricaricare contemporaneamente fino a 4 batterie; il modello RV2 sempre a 4 spazi
ed alimentabile direttamente da una porta mini USB, o dall’alimentatore di uno
smartphone mini USB; ed il modello più compatto RV3, anch’esso USB, con
scomparti per sue sole batterie.
Ogni caricabatterie
ReVita permette di ricaricare anche una sola batteria alla volta oppure batterie
diverse anche di differenti produttori. Il sistema intelligente di ReVita testa
immediatamente la batteria e verifica se questa possa essere ricaricata o meno
in quanto compromessa chimicamente.
ReVita è sicuro in
quanto verifica costantemente la temperatura durante la ricarica, si “spegne”
automaticamente al termine del processo
oppure qualora la batteria si riveli
danneggiata dopo l’inizio della carica.
lunedì 24 marzo 2014
Indipendenza energetica
Comunicato Greenpeace
GREENPEACE A LEADER EU: INDIPENDENZA ENERGETICA SI ALLONTANA SENZA DECISIONI IN MATERIA DI RINNOVABILI.
Roma, 21.03.2014 - I leader dell'Unione Europea, riunitisi ieri e oggi al Consiglio Europeo hanno, per l’ennesima volta, rinviato le decisioni su un nuovo accordo in tema di clima ed energia che avrebbe finalmente permesso all'Europa di non dipendere più da costose importazioni di combustibili fossili.
I capi di Stato e di governo hanno riconosciuto la necessità per l'Europa di rafforzare la propria indipendenza energetica sulla scia della crisi ucraina, ma non hanno adottato le necessarie misure. Non sono riusciti a trovare un accordo su nuovi obiettivi per ridurre le emissioni di CO2, sviluppare le energie rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica entro il 2030.
«Sembrerebbe che Putin e tutti i petrolieri tengano al guinzaglio i leader europei – commenta Luca Iacoboni, responsabile clima ed energia di Greenpeace Italia, alla fine del vertice. Rimandando la decisione, fiumi di soldi continueranno ad uscire dall’Unione Europea per entrare nelle tasche degli oligarchi russi, degli sceicchi arabi e dei soliti noti da cui a parole vorremmo diventare indipendenti: cosa impossibile senza un chiaro sostegno allo sviluppo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica».
Nel 2012, l’Europa ha speso in totale circa 545 miliardi di euro per le importazioni di energia, e l’Italia da sola ne ha spesi circa 62 miliardi di euro, sei volte il taglio IRPEF promesso da Renzi.
«Renzi in questo campo finora è stato un rottamatore solo a parole: la sua posizione sulla lotta ai cambiamenti climatici è troppo debole e non lascia presagire nulla di buono in vista del semestre italiano di Presidenza UE – prosegue Iacoboni - in due giorni più di 15 mila persone hanno chiesto al Presidente del Consiglio un impegno concreto per obiettivi ambiziosi in favore di rinnovabili ed efficienza, ma lui ha dimostrato di essere ancora legato al passato e alla lobby delle fonti fossili. Abbiamo invece bisogno e presto de #lasvoltabuona anche per il clima».
Greenpeace supporta tre obiettivi vincolanti a livello nazionale per la riduzione di almeno il 55 per cento delle emissioni di CO2, l’aumento al 45 per cento della quota da rinnovabili e l’incremento del 40 per cento dell’efficienza energetica
GREENPEACE A LEADER EU: INDIPENDENZA ENERGETICA SI ALLONTANA SENZA DECISIONI IN MATERIA DI RINNOVABILI.
Roma, 21.03.2014 - I leader dell'Unione Europea, riunitisi ieri e oggi al Consiglio Europeo hanno, per l’ennesima volta, rinviato le decisioni su un nuovo accordo in tema di clima ed energia che avrebbe finalmente permesso all'Europa di non dipendere più da costose importazioni di combustibili fossili.
I capi di Stato e di governo hanno riconosciuto la necessità per l'Europa di rafforzare la propria indipendenza energetica sulla scia della crisi ucraina, ma non hanno adottato le necessarie misure. Non sono riusciti a trovare un accordo su nuovi obiettivi per ridurre le emissioni di CO2, sviluppare le energie rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica entro il 2030.
«Sembrerebbe che Putin e tutti i petrolieri tengano al guinzaglio i leader europei – commenta Luca Iacoboni, responsabile clima ed energia di Greenpeace Italia, alla fine del vertice. Rimandando la decisione, fiumi di soldi continueranno ad uscire dall’Unione Europea per entrare nelle tasche degli oligarchi russi, degli sceicchi arabi e dei soliti noti da cui a parole vorremmo diventare indipendenti: cosa impossibile senza un chiaro sostegno allo sviluppo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica».
Nel 2012, l’Europa ha speso in totale circa 545 miliardi di euro per le importazioni di energia, e l’Italia da sola ne ha spesi circa 62 miliardi di euro, sei volte il taglio IRPEF promesso da Renzi.
«Renzi in questo campo finora è stato un rottamatore solo a parole: la sua posizione sulla lotta ai cambiamenti climatici è troppo debole e non lascia presagire nulla di buono in vista del semestre italiano di Presidenza UE – prosegue Iacoboni - in due giorni più di 15 mila persone hanno chiesto al Presidente del Consiglio un impegno concreto per obiettivi ambiziosi in favore di rinnovabili ed efficienza, ma lui ha dimostrato di essere ancora legato al passato e alla lobby delle fonti fossili. Abbiamo invece bisogno e presto de #lasvoltabuona anche per il clima».
Greenpeace supporta tre obiettivi vincolanti a livello nazionale per la riduzione di almeno il 55 per cento delle emissioni di CO2, l’aumento al 45 per cento della quota da rinnovabili e l’incremento del 40 per cento dell’efficienza energetica
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