mercoledì 3 aprile 2013

Parola di candidato


Leggo che il candidato a sindaco di Fiumicino della lista Fratelli d'Italia ha promesso un sacco di cose sulla ciclabilità (la fonte è qui). Ha detto Gonnelli: "Intendiamo realizzare un sistema ampio ed articolato di piste ciclabili in grado di collegare le varie frazioni". E poi: “Investire sulla bicicletta, sulle piste ciclabili, sulla sicurezza per i ciclisti urbani, gioverebbe a tutti e tutte, in termini di risparmio, di salute, di traffico e di inquinamento. È il momento di fare di Fiumicino, una città a misura di bicicletta”.
Anche David Sassoli, candidato alle primarie del Pd a Roma, circa un mese fa ha lanciato qualche slogan sulla ciclabilità, riassunto nella frase invero un po' criptica: “Piste ciclabili con percorsi per destinazione”. Cito dal suo sito: “Roma avrà la più grande rete di mobilità a due ruote d’Europa”; inoltre ha scritto:“dobbiamo rivoluzionare la mobilità a Roma e avvicinarla sempre di più all’Europa migliore”.
Quello della ciclabilità è un tema ricorrente dei candidati di tutte le parti politiche. C'è una memorabile foto (chissà, forse era un fotomontaggio) di Rutelli su una bici con il cavalletto abbassato.
I candidati si fanno ritrarre in sella a un velocipede, raggiungono i comizi pedalando. È un effetto irresistibile. Forse è per smaltire lo stress della campagna elettorale, ma più probabilmente si tratta dell'ennesimo caso di green washing. Poi, una volta eletto, il sindaco, della bici, ma anche degli autobus, se ne frega. Dice che la città ha tanti problemi, non ci sono soldi, a qualcuno magari aggiunge confidenzialmente che lui il sindaco neanche lo voleva fare, ecc.  Nella Capitale comunque sarà difficile fare peggio dell'attuale sindaco, il peggior sindaco di Roma dal 753 a.C. a oggi.

Sassoli  promette una cosa grossa: la più grande rete di mobilità a due ruote d'Europa. Scusate se sono scettico, con il dovuto rispetto, a me sembra una cazzata torrenziale. Posso capire se uno dice "una delle prime dieci reti di mobilità d'Europa". E già sarebbe dura.

Perché non stabiliamo delle tappe in questo processo rivoluzionario che porterà Roma a primeggiare tra le città europee in tema di ciclabilità? Se il sindaco in carica - poco importa se di Roma o di Fiumicino - non mantiene i patti, si dimette irrevocabilmente.
Il candidato sindaco firma un documento, lo rende pubblico e, in caso di elezione, dopo uno-due anni se non ha mantenuto il 20-50% delle promesse se ne va. Ma questo lo ha già fatto una volta il signor B. da Bruno Vespa: con immenso successo.

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