mercoledì 24 aprile 2013

Intervista alla ciclofficina popolare ExLavanderia, integralmente qui.

Chi sa insegna, e si impara facendo


I ruoli di maestro e allievo, a seconda del problema, si scambiano. Alla fine, come in ogni officina, si rimettono a posto tutti gli attrezzi e si lascia tutto pulito. Coloro che passano alla ciclofficina dello spazio sociale ex Lavanderia di Roma, spesso portano qualcosa che si ritrovano a casa, a cominciare dalle vecchie biciclette, oppure lasciano una piccola donazione o spendono qualche ora del loro tempo a conversare. Le ciclofficine restano luoghi di ricomposizione dei legami sociali importanti. La Lavanderia dell’ex «ospedale dei pazzi di Roma» è nota anche per l’Accademia popolare di Saldobrasatura, il cui obiettivo è mettere quante più persone nelle condizioni di costruirsi una bici su misura, partendo dal telaio. Del resto, vivere relazioni di gratuità, scambiare saperi e sperimentare pratiche di altra mobilità, come racconta in questo articolo Chiara (intervistata da Comune-info), restano entusiasmanti e dilaganti follie.
Che ci fa una cicloffcina in un’ex lavanderia?
Per partire una ciclofficina ha bisogno di persone che amino la bici. Nel gruppo di gestione dell’ex Lavanderia Emiliano ha lanciato la proposta di aprire una ciclofficina. Alcuni, Danilo, Cesar, Luca, Pietro, Ilaria, Raf, Filippo, Francesco, Marco, Chiara, Fabio hanno aderito con entusiasmo. Gli amanti della bici o, come ci chiamiamo tra noi, i ciclostinati, ed altri, con entusiasmo, hanno aiutato a portare a buon fine il progetto. Non è stato difficile, perché la scelta dell’utilizzo della bici comporta una molteplicità di connessioni con la riflessione sui temi del riutilizzo, riuso e riciclo e con la partecipazione, che sono temi propri dell’esperienza della ex Lavanderia. Inoltre porta a ragionare da un punto di vista molto particolare a proposito di territorio: il ciclista vive il territorio senza le barriere, che caratterizzano invece gli automobilisti in transito. Poiché questi temi sono parte fondante dell’esperienza della ex Lavanderia, nello spazio del Santa Maria della Pietà, è stato un inserimento naturale. Presa la decisione, poiché le ciclofficine popolari nascono “per gemmazione”, ovvero chi già esiste aiuta altri a venire alla luce, con la ex Lavanderia si è valutato se esistesse uno spazio adatto o adattabile edè stato chiesto alla ciclofficina della ex Snia una mano su due versanti: la progettazione, nello spazio trovato, della ciclofficina vera e propria e le lezioni di meccanica.

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