lunedì 29 aprile 2013

COMUNICATO COORDINAMENTO DEI COMITATI DI ROMA NORD
27 Aprile 2013

CAMPI ELETTROMAGNETICI E TUMORI.

A QUASI DUE ANNI DI DISTANZA DALL’INSERIMENTO DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIO FREQUENZA NELLA CATEGORIA DEI POSSIBILI CANCEROGENI PER L’UOMO A CURA DELL’AGENZIA INTERNAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO, ORGANISMO SCIENTIFICO DELL’ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’, VIENE PUBBLICATO IL RAZIONALE SCIENTIFICO CHE DOCUMENTA, IN BASE ALLE EVIDENZE EPIDEMIOLOGICHE MONDIALI, IL NESSO FRA TUMORI CEREBRALI ED ESPOSIZIONI AI CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIOFREQUENZA E, IN PARTICOLARE, QUELLI GENERATI DA TELEFONI CELLULARI E CORDLESS.

Il 24 Aprile scorso, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organismo dell’OMS, ha pubblicato la Monografia “Non Ionizing Radiation – Part 2 – Radiofrequency Electromagnetic Fields”, Volume 102 delle “Monografie sulla Valutazione dei Rischi Cancerogeni per l’Uomo(http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol102/index.php).

Questo documento contiene il RAZIONALE SCIENTIFICO che ha determinato, il 31 maggio del 2011, l’inserimento, da parte della IARC (Press Release n. 208, http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2011/pdfs/pr208_E.pdf), dei campi elettromagnetici a radiofrequenza nella categoria degli agenti fisici e chimici possibili cancerogeni per l’uomo (Categoria 2B).

Così, dopo circa 10 anni dall’inserimento nella stessa categoria IARC dei campi elettromagnetici generati dalle cabine di trasformazione e dalle linee di trasporto e distribuzione dell’energia elettrica, anche per i campi elettromagnetici a radiofrequenza, in base agli studi epidemiologici mondiali, esistono positive associazioni fra esposizione alla radiazione della radiofrequenza dei telefoni cellulari e dei cordless e tumori. In particolare, esiste associazione positiva con i gliomi, tumori maligni del cervello, e i neurinomi, tumori quasi sempre benigni che sono causa di sordità.

Il Gruppo di Lavoro che è arrivato a queste conclusioni era formato da 31 scienziati di 14 Paesi ed aveva esaminato centinaia di pubblicazioni scientifiche sui risultati di indagini epidemiologiche internazionali. Una prima valutazione di quei risultati era stata pubblicata da Lancet Oncology a Luglio del 2011, che riassumeva il lavoro svolto da quegli scienziati (http://www.thelancet.com/journals/lanonc/article/PIIS1470-2045(11)70147-4/fulltext). 

Nella Monografia pubblicata nei giorni scorsi viene concluso che, rispetto agli adulti, nei bambini l’esposizione media al cellulare è due volte più elevata nel cervello e dieci volte più elevata nel midollo osseo del cranio. Questo perché nei bambini è minore lo spessore del cranio, è minore il contenuto di grassi del midollo osseo ed è maggiore la sua quantità d’acqua. Queste caratteristiche si invertono con l’età. Tali tessuti hanno quindi una maggiore conducibilità e, di conseguenza, acquisiscono più energia dalle sorgenti a radiofrequenza. 

Il prof. Joel Moskowitz, direttore del Centro per la Salute delle Famiglie e delle Comunità, Scuola di Salute Pubblica, Università di Berkeley, California, a seguito della pubblicazione della Monografia IARC n. 102 ha affermato che “questo è il più importante rapporto sanitario istituzionale mai pubblicato sulla radiazione da telefoni cellulari. Tutti i Governi dovrebbero studiare questo rapporto e seguire il Principio di Precauzione per intraprendere appropriate azioni includenti l’educazione all’uso sicuro, adottando stringenti regolamentazioni di sicurezza e finanziando la ricerca per sviluppare tecnologie più sicure.” (http://www.prlog.org/12125230-most-significant-government-health-report-on-mobile-phone-radiation-ever-published.html).

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