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domenica 2 giugno 2019

Richard Carapaz vince il Giro d'Italia 2019


Richard Carapaz, ecuadoriano, latinoamericano, el rey del Giro d'Italia 2019. La sua prima bicicletta fu trovata dal padre nella spazzatura. Da quel giorno ha pedalato, ha scalato, ha vinto. E ora è entrato nell'albo d'oro dei grandi, aggiudicandosi il Giro d'Italia 2019 a Verona. A proposito, lo so che è una battaglia persa: la parola 'ecuadoreño' non esiste in nessuna lingua di questo pianeta, tanto lo so che domani qualcuno lo metterà finanche nei titoli. Ciclisti latinoamericani, invadete il vecchio ciclismo europeo con la vostra tenacia! E Chad Haga, vincitore di tappa, quasi ammazzato da un'automobile. Martoriato, dato peer spacciato come agonista, è tornto a vincere. L'ombra del male sullo sport di questi atleti generosi, che lottano ogni giorno contro la fatica.

mercoledì 24 aprile 2019

Che mi metto stasera?


Cari sorelle e fratelli, siamo entrati in qualche modo nel periodo di quaresima Ciemmonica. Attraverso le festività del 25 aprile e del 1° maggio, le prime pedalate lunghe, abbronzature e forse persino i primi bagni al mare, questo periodo di preparazione e risveglio culmina nelle tre giornate di celebrazione della Ciemmona. Ciclisti paesani (i migliori), sportivi, urbani, ecc. si raccolgono in assemblee gremite per pedalare insieme. Periodo di allenamenti, certo, ma anche di feste e bisbocce.
Quando sei a casa da solo e afferri il telecomando per fare una telefonata, ossia ti osservi mentre compi un errore tecnologicamente marchiano, in cui prevale l'analogia sulla logica assiomatica, capisci che è giunto il momento di una bella pedalata notturna, nel silenzio misterioso, andando a caso o con precise tappe obbligate. In questo contesto di Liberazione, c'è una domanda fondamentale che devi farti. "Chemmemetto stasera?". Cioè, che me metto sotto al culo per farmi vedere, senza contare troppo su questo aspetto nei miei movimenti furtivi ma armoniosi, tra auto in sosta, incroci e buche nella notte romana e auto in movimento, ora che la gente guida guardando Facebook? La scelta nel mio lab è varia, anche per un paio di luci trovate in terra pedalando. Comunque, per la cronaca, preferisco le luci con batterie AAA o AA, ovviamente ricaricabili. Quindi, care sorelle e fratelli, mettete una luce rossa sotto la sella, un'altra davanti sul manubrio o sul casco. E pedalate accorti nelle notti romane, quando gli altri dormono, i semafori sono luci gialle intermittenti e persino le fontanelle fanno rumore.

domenica 29 luglio 2018

Nell'antro dei pignoni roventi: da Valerio

L'appuntamento è al Gianicolo, alle 8 di sabato mattina. Arrivo nel luogo concordato con la mia minibike con ruote da 14". La corona a 28 denti mi'ha ha obbligato a circa 750 mila giri di pedale per arrivare fin qui, ma forse sto sovrastimando. Comunque, un viaggio da criceto nella sua grande ruota. Questo pedalare a vuoto  è anche una delle ragioni dell'appuntamento. La strada è deserta. Poi si materializza una bici. La persona in sella sembra non faticare minimamente, nonostante la velocità sostenuta. Si tratta di un tipo dalle fattezze orientali. La bici in realtà è un tandem. L'uomo mi si accosta: mi parla con uno spiccato accento russo. Carichiamo la mini bike sul portapacchi. Il tipo mi chiede di salire dietro, poi mi benda. Inizia un giro piuttosto tortuoso, il mio accompagnatore pedala forte e, ovviamente, devo adeguarmi al suo ritmo. Un paio di volte mi chiede se è tutto a posto, gli rispondo di sì. Il mio desiderio di visitare una delle batcaverne ciclistiche più interessanti di Roma sta probabilmente per esaudirsi, ovviamente insieme all'incontro con uno dei più tenaci pedalatori che io abbia mai visto. Oltre ad affrontare viaggi lunghi impervi, salite dei passi alpini con le sue bici a due piani, sempre in autonomia, con un bagaglio di tutto rispetto, Valerio è anche uno dei migliori saldatori che io conosca.
L'arrivo è preceduto da una ripida discesa, il rimbombo mi conferma che stiamo scendendo in un garage. Il russo orientale sparisce in un baleno con il suo tandem. Dopo, probabilmente, verrà a riprendermi per portarmi da qualche parte. Una semplice misura precauzionale per mantenere il giusto riserbo sulla collocazione di questo luogo. Lo spazio è molto grande, ben illuminato e pieno di bici, in particolare bici a due piani, in inglese tall bike. Le opere di Valerio denotano un notevole lavoro per rendere questi telai leggeri e robusti, superando la fase pionieristica del duepianismo italiano 1.0, in cui semplicemente due telai venivano saldati uno sopra all'altro. Non troppo belli dal punto di vista estetico, questi primi modelli avevano anche lo svantaggio di impennarsi facilmente.Forse il primo esempio di una nuova tendenza è stata una bici di Piero apparsa in una Ciemmona, con i foderi verticali che dalla ruota arrivavano alla sella, in quel caso erano barre quadre di ferro.Valerio è andato in quella direzione e ha proseguito, fino all'ultimo esemplare di bici da viaggio con ruote da 29", che è uno spettacolo.


Leggera, con i freni a disco, ma con i bolt sia per le ruote da 26 che da 28, con un manubrio da viaggio che sembra il ponte di comando di un'astronave, questa bici è davvero straordinaria e già battezzata e collaudata con parecchi chilometri, e anche parecchie salite molto impervie (a Valerio piacciono le salite alpine). La due piani è smontabile e può essere caricata facilmente sul treno. Ma queste cose le devi calcolare bene e le devi saper fare.

La parte gialla si divide da quella arancione


Sistemi semplici e ingegnosi permettono di stipare i pezzi, che forniscono il materiale di base alle lavorazioni.



Il banco di lavoro è fatto con palanche da cantiere. Rozzo, robustissimo e perfetto per il suo scopo. Sul tavolo parecchie cose. Osservo che bisognerebbe tenere in ordine, che tutti insistono con questa cosa dell'ordine, che serve a prevenire gli infortuni, a concentrarsi meglio, ecc. ma poi almeno per me il tavolo è come una lavagna sulla quale stanno segnate le cose da fare, pezzi smontati messi in un recipiente, punti interrogativi da risolvere. Almeno a me piace molto portarmi avanti due o tre cose alla volta, perché quando un lavoro va in crisi ed è necessaria una pausa di riflessione, mi butto su un'altra cosa, magari più facile. Quindi il disordine è inevitabile, o quasi. Valerio è molto alto e fatica a trovare un telaio normale della sua misura. Non so se è per questo che si è dedicato assiduamente alle due piani o comunque ha imparato a saldare bene e farsi le bici da solo.

Particolare dell'ultima creatura di Valerio
L'ultima bici da viaggio realizzata è piena di attacchi per le borracce. Il suo autore pensa a viaggi lunghi e in luoghi con poca acqua. Comunque la versatilità del mezzo è notevole. Con il sedere a due metri da terra, non gli mancherà nulla.

Parliamo ininterrottamente, ma gli argomenti non finiscono mai. Il tempo sembra sospeso, mentre imparo un sacco di cose. Taglio qualche tubo, poi Valerio fa la sagomatura decisiva. Alla fine accende il saldatore. Il casco spaziale è pronto. Si salda. Vedete il mio progettino realizzato qui.Comunque gli ho chiesto se per favore mi saldava una seconda scatola per il movimento centrale sopra quella preesistente per permettermi di montare una corona più grossa.


Tra le bici realizzate da Valerio, ce n'è una che sembra il prototipo della bici paesana. Anche lui apprezza e coltiva il ciclismo paesano.Asimmetrica, sorta, arrugginita come un badile di campagna che ha preso troppa acqua. Potrei dire, esagerata e sconveniente nel dettaglio, ma magnifica nell'insieme.


Grazie al riuso, la saldatura permette di glorificare anche i telai più indigesti
Tra le altre cose, c'è anche un cargo davvero notevole. Provo a farci un giro, per me è un po' complicato sterzare.

Noto su Instagram come Pedalerio, facendo un giro sul web è facile capire che i viaggi di Valerio sono costellati di incontri e grazie all'ospitalità di tante persone spesso non è neanche necessario montare la tenda.

Courtesy meteocalabria.net

 Le ore corrono. Dopo che il lavoro è finito e il ferro si raffredda, continuiamo a chiacchierare fittamente. Poi è il momento di salutarci. In un attimo, il tandem con l'orientale russo a bordo di materializza. Monto la bici sul portapacchi, davvero molto soddisfatto per la svolta decisiva del mio progettino. Bendato, comincio a pedalare. Dopo una quarantina di minuti, in pieno centro, scendo dal tandem, saluto e proseguo in mini bike. 

giovedì 11 agosto 2016

Museo dei mestieri in bicicletta di Fabriano (AN)

La bicicletta del meccanico di biciclette (Emilia-Romagna)


Il museo fa abbastanza impressione. Biciclette o tricicli stacarichi di materiali, al punto che finiscono per scomparire. Appesantiti all'inverosimile, a fronte di una totale mancanza di rapporti: tutto single speed, semmai c'è la "pedalata assistita", con un motore a scoppio. "Nulla di inventato, tutto copiato al giorno d'oggi", dice saggiamente la guida.



Un museo dedicato ai mestieri in bicicletta 1920-1960, con qualche pezzo sparso, come una bici da pista dei primi del '900 e alcune da corsa. Tutto messo insieme dalla passione testarda di un uomo, Luciano Pellegrini, che ha raccolto negli anni questi esemplari. Finita l'epoca delle bici da lavoro, e con la motorizzazione di massa, sostituiti da  furgonicini e motorini, sarebbero stati venduti come rottami.
Per me, il capolavoro, e l'emblema della mostra, è la bicicletta del meccanico di bici. Ci sono soluzioni, come diceva la guida, che sono state riprese oggigiorno: senza conoscere i precedenti, pensiamo che siano nuove. Prendete la bici cargo, un mezzo fantastico chenelle metropoli oggi i bike messenger utilizzano per consegnare pacchi, arrivando spesso prima dei mezzi a motore. Questa è sempre senza rapporti.



La bici dei prodotti farmaceutici














La bici dello scrivano

mercoledì 13 aprile 2016

Osservazioni del ciclista paesano di ritorno nella Caput Mundi

Alcune pedalate pre-elettorali mi hanno tenuto lontano da Roma per un po', in nome della vecchia saggezza paesana, che impone una discreta distanza da iniziative che coinvolgano il mio vecchio mezzo di trasporto autosufficiente, libero e libertario. Potete prendere visione dei criteri geometrici che regolano le mie distanze di sicurezza dalle iniziative che riguardano la bici qua. Non posso però nascondermi il problema delle buche a Roma, che ora stanno diventando delle vere e proprie voragini. Una volta sobbalzavi, poi ti si distruggeva la ruota, il telaio, oppure rischiavi di cadere se le braccia ingenue si allentavano un po'. Adesso, c'è la novità, che sembra fatta apposta per propiziare un'idea di voto alle elezioni comunali, ma quale voto? In effetti, non viene in mente nessuno che possa "riparare tutti questi guasti" (Ivano Fossati, Ventilazione). Altro che fossati: sulla Casilina si è aperto un cratere, tipo quelli della Luna o di Marte, a pochi passi dai binari del trenino che collega la stazione Termini al Casino, volevo dire al Casilino. Lunedì scorso la linea è stata bloccata per un deragliamento. Alle 6.30 di ieri mattina è stata sospesa. Un buco piuttosto grosso si è aperto nei paraggi. Vengo a sapere che un geologo del Comune ci si è calato dentro! Forse ha scoperto qualcosa di interessante, tipo Indiana Jones. Non è che è riuscito ad arrivare al centro della Terra? Nonostante la bellezza della notizia, con tutto quello che di avventuroso comporta, la voragine sembra il simbolo di una condizione irrecuperabile della città di Roma,, l'Urbe, la Caput Mundi, ecc. Il buonsenso del ciclista paesano imporrebbe di emigrare.

lunedì 29 febbraio 2016

Titos Mabota, Bicicleta rural, legno e corde, 1998

Titos Mabota, Bicicleta rural , legno e corde, 1998
L'artista mozambicano Titos Mabota (all'anagrafe Fernando Agostinho Mabota, nato nel 1963)  ha creato il suo monumento alla bicicletta rurale, mezzo di trasporto e perfino di emancipazione in molte zone dell'Africa. Un caso perfetto di ciclismo paesano...

venerdì 26 febbraio 2016

Distanze di sicurezza del ciclista paesano

Rispetto alle iniziative più o meno istituzionali che coinvolgono la bicicletta, il ciclista paesano - che si muove anche in città - nutre serie perplessità. (Tempo fa abbiamo tratteggiato i connotati intramontabili del ciclismo paesano qua.) Per questo, con mentalità sospettosa, tipicamente paesana, il ciclista ha stilato una classifica a cui corrisponde la distanza di sicurezza, espressa in Km, da assumere di fronte a queste iniziative. Se, per esempio, il ciclista paesano venisse a sapere di un incontro organizzato da un candidato sindaco in cui si parlerà di bici, lui si terrà lontano dall'iniziativa almeno 10 Km. Le tabelle possono variare in base alle esigenze paesane individuali.


1) Incontro elettorale che implichi la bici in qualsiasi forma: 10-12 Km (a seconda dei partiti).
2) Convegno politico sulla bicicletta: 9-11 Km (idem)
2) Convegno istituzionale sulla bici: 8.5 Km
3) Convegno sulla mobilità ciclistica in sede istituzionale: 8 Km
4) Giornata Nazionale della Bicicletta: 7 Km
5) Riunione di associazioni legate alla bici o che si riuniscono per parlarne: 6 Km
6) Biciclettata di associazioni che promuovono iniziative diverse dalla bici: 5-6 Km
7) Biciclettata istituzionale per promuovere la bicicletta: 4 Km
8) Biciclettata di un'associazione per promuovere la bici: 1-2 Km