venerdì 1 marzo 2019

La liquefazione del pixel


Il pittore britannico Francis Bacon aveva previsto tutto. Forme che si squagliano e che, così facendo, emanano meglio la loro essenza interiore: il tempo che pare deformare gli istanti a suo piacimento. La corruzione della forma nell'amorfismo. Tutto questo davanti a un televisore che funziona male, o che finalmente sta funzionando bene. Non mi stanco di guardare queste immagini che, invece di variare, si fissano in istanti di corruzione cromatica e lineare. La liquefazione del pixel come il frazionamento delle particelle elementari... Poi ci pensa la sintonia automatica a interrompere il sogno baconiano di un'ulteriore angolazione della forma.


giovedì 21 febbraio 2019

15 anni non sono pochi: La Stazione delle Biciclette a Milano


Comunicato La Stazione delle Biciclette (con tanti auguri da parte del blog Rotazioni Lab):

Era novembre 2003, la data esatta non si sa. Inauguravamo La Stazione delle Biciclette a San Donato Milanese. Abbiamo fatto scorrere un po' di ruote nel frattempo e siamo arrivati a quindici anni.
Il decennale ci è sfuggito, ma adesso abbiamo una gran voglia di fare festa, una festa in piena regola, con giochi, musica, biciclette, la giusta dose di gradazione alcolica e un cuoco d'eccezione per la serata.

Dalle 18.00 alle 20.00 si spilucca qualcosa e si giuoca:
·  un maestro di monociclo per chi vuole imparare le basi,
·  qualche garetta con la canguro bike,
·  il campionato intergalattico di ciclotappo (portate il vostro tappo di fiducia se lo avete),
·  una sala cinema con proiezioni di chicche in loop,
·  uno spazio bimbi per colorare e giocare con le bici di carta,
·  La mostra di illustrazioni del nostro Alessio (@salae.illustratore).
.Dalle 18.30 alle 20.30 in diretta dal vivo PopUp la trasmissione in trasferta di Radio Popolare e poi musica dal vivo con Blu Klein.
Alle 20.00 Beppe Dalera, cuoco e ciclista, ci sforna qualche manicaretto e per finire una bella torta con le candeline. 22.30 tutti a nanna


Evento facebook qui.

Sabato 2 Marzo 2019 dalle 18.00 La Stazione delle Biciclette via Ettore Ponti 21.
Altri appuntamenti
Il trittico 2019 la presentazioneMercoledì 27 febbraio. Upcycle Milano Bike Cafè.

Bici Biomeccanica e Birra: giovedì 7 marzo. Bikefellas Bergamo.

Mountainbike in notturna a Milano: Venerdì 22 Marzo. Porto di mare un parco per Milano

giovedì 14 febbraio 2019

RIP Opportunity (2004-2019)

Una spettacolare immagine della sonda che proietta la sua ombra sulla superficie di Marte, di gran lunga il pianeta del sistema solare che più amiamo

Dopo 15 anni di servizio su Marte e 5000 cicli di ricarica, la sonda Opportunity della Nasa ha terminato il suo ciclo vitale. Curiosity è ancora in azione, ma tutto fa pensare che nei prossimi anni il mondo delle sonde planetarie cambierà con l'arrivo di nuove macchine cinesi e indiane. Se mai mi trovassi a passare su Marte, qualche pezzo di Opportunity lo prenderei.

Opportunity su Marte in una ricostruzione artistica

Tanta strada ha percorso la sonda sul pianeta rosso
Il luogo dell'ammartaggio di Opportunity è intitolato a Ray Bradbury (1920-2012). Una personalità incredibile, semplice, geniale, a noi Bradbury era molto simpatico anche perché, nonostante abitasse a Los Angeles, città infernalmente motorizzata non aveva mai guidato l'automobile. Questo, nonostante le descrizioni di automobili a tavoletta tra i deserti di Marte. Si fatica a descrivere Bradbury come uno scrittore di fantascienza: questa sembra più che altro una semplificazione commerciale. Anche perché tra le sabbie rosse arrivano messaggi di saggezza tutta terrestre, per i terrestri. In Cronache marziane, scrive: "Gli uomini di Marte si accorsero che per sopravvivere avrebbero dovuto dimenticare la solita domanda: Perché vivere? La vita era risposta a se stessa. La vita era propagazione di maggior vita e di un vivere la miglior vita possibile. La vita era bella ora e non abbisognava di discussioni e di analisi.” Addio, Opportunity, un altro sogno dell'umanità si è compiuto.

Theo Jansen a Milano







Sculture, leggerissime, mosse dal vento, spinte dall'uomo, in dialogo costante con le forze della Natura. Le opere dell'artista olandese Theo Jansen (1948) sono in mostra dal 20 febbraio a Milano, al Museo della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci", in un clima assolutamente leonardesco. Strandbeest - letteralmente 'animali da spiaggia' -, sculture mobili, zoomorfe o quasi, che vengono spostate dal vento. Certo, Leonardo usava il legno e Jansen, almeno negli anni Novanta, quando iniziò a produrli, il PVC. Perché, ovviamente, Jansen deve essersi studiato bene certe macchine del genio di Vinci, questo è evidente. Certo vedere la plastica su una spiaggia vicino al mare fa subito scattare associazioni non entusiastiche, specie in clima di riduzione dei consumi dell'usa e getta e potremmo anche vagheggiare una versione 2.0 dei Strandbeest. D'altra parte, è pur vero che la plastica è un materiale straordinario, che non va assolutamente gettato e, per lo scopo che si propone l'artista, è quasi insostituibile. Noi, ostinati a cercare assonanze col mondo della bici, abbiamo scovato anche qualche scultura dotata di ruote, ma altre sembrano avere delle strane zampe. Ruote, arti, articolazioni, pulegge, forcelle: tutto si mescola nella fantasia inesauribile degli artisti che lavorano con opere cinetiche. Non a caso la mostra si intitola "Dream Beasts". Coraggio, visitatori incalliti della locomozione artistica, continuate a sognare e a sperimentare! (LC)