Una nuova rivista dedicata ai passi alpini. Si chiama Curves. Per bici e mezzi purtroppo inquinanti. Quando vai in salita in bici e incontri i mezzi a motore ti incazzi parecchio, perché già fai fatica a pedalare in salita, ci manca solo lo smog. Comunque la rivista tedesca se ne frega di questo aspetto e punta a interessare ciclisti e guidatori, tutti insieme.
Mi ricordo sulla Futa certi motociclisti che tagliavano le curve, passando vicinissimi. Tecnicamente, si chiamano pezzi di merda, poi se volete chiamateli "centauri". Molti di loro però sono rispettosi. Comunque la rivista offre mappe, reportage e itinerari. Con un occhio al vomito a causa dei tornanti, nei soggetti predisposti.
venerdì 19 febbraio 2016
Mobili per bicicletta in mini-appartamenti
Avete tutti presenti certe foto pubblicitarie di arredamento in cui la bici - preferibilmente a scatto fisso - figura appoggiata a un muro sconfinato a fianco del divano o della cucina tecnicissima? Beh, sono mondi piuttosto lontani dalla realtà. Alcuni giovani si sono applicati a realizzare una serie di mobili, non bellissimi, ma pratici, in cui la bici si può parcheggiare. Si sono chiesti: come posso rendere più amichevole la presenza di una bici nel mini-appartamento, evitando al contempo di dare una botta con la tibia sul pedale (che è una cosa dolorosissima)? Una interessante galleria di mobili per bicicletta pensati per piccoli appartamenti si trova qua.
C'è pure questo, di Claudio Calzana, non presente nella gallery che vi ho indicato, nel link c'è una preentazione dell'autore.
C'è pure questo, di Claudio Calzana, non presente nella gallery che vi ho indicato, nel link c'è una preentazione dell'autore.
David Yurman: il braccialetto con il cavo
David Yurman (New York, 1942) ha fondato anni fa con la moglie l'omonimo marchio di gioielleria, oggi celebre. A 16 anni incontrò lo scultore e saldatore cubano Ernesto Gonzales, che gli spiegò le tecniche che ancora oggi applica al suo lavoro. Poi David partì in autostop per la California, immergendosi nella San Francisco beatnik. Nei primi anni Sessanta è a bottega per qualche anno presso lo scultore Jacques Lipchitz, aprendo in seguito un proprio studio nel Greenwich Village. La sua specialità fu fin dall'inizio la gioielleria scultorea. In questo periodo incontra la moglie, la pittrice Sybil, assieme alla quale espose disegni di gioielli, sculture e quadri in diverse gallerie e fiere dell'artigianato.
Nel 1982, Yurman realizzò quello che è considerato il suo pezzo più rappresentativo: il braccialetto-cavo (nel senso di cable).
Nel 1982, Yurman realizzò quello che è considerato il suo pezzo più rappresentativo: il braccialetto-cavo (nel senso di cable).
giovedì 18 febbraio 2016
Cicloepdalata al Santa Maria della Pietà
|
||||||||||
|
Cyclist, nuova rivista
Nasce una nuova rivista di ciclismo, è l'edizione italiana del britannico Cyclist. Sono sei i settori principali d'interesse: turismo, test, scienza, bici elettriche, storie, aziende e stile. Dieci edizioni all'anno, con 60 mila copie di tiratura, con un prezzo di copertina di 6 euro.
Il sito è: www.cyclistmagazine.it
Boom di celiaci: e lo chiamano "miglioramento genetico"
BOOM DI CELIACI E IL SETTORE AGROALIMENTARE TORNA AL PASSATO
Il numero di celiaci in Italia continua ad aumentare, un incremento di oltre il 15% in due anni, dal
2012 al 2014, secondo i dati del Ministero della salute. Gli italiani affetti da questa patologia
autoimmune sono oltre 170 mila, soprattutto concentrati al nord.
Il dato non tiene conto della sensibilità e dell'intolleranza al glutine sviluppata da sempre più ampie
fasce della popolazione e che portano disturbi di vario genere, spesso confusi con malattie
dell'intestino, come il morbo di Crohn. Oltre a preoccupare le autorità sanitarie nazionali, il boom
dei celiaci ha interessato anche l'industria alimentare e la Grande Distribuzione. Grazie
all'innovazione tecnologica sono stati sviluppati processi in grado di separare il glutine e quindi
produrre cibi adatti ai celiaci. Un percorso a ritroso dopo che, negli anni 1950, proprio l'industria
aveva stimolato il miglioramento genetico dei cereali, ma anche della soia, per l'ottenimento di
farine ad alto tenore di questa proteina. Se l'industria alimentare pensa a come eliminare il glutine
in fase di preparazione del cibo, sempre più spesso gli artigiani del cibo italiani guardano al passato
per produrre paste, farine e prodotti da forno naturalmente poveri di glutine. Tutto parte da scoperte
archeologiche, come quella di un laboratorio del pane in Sardegna, risalente a 1300 anni prima di
Cristo, scoperto presso la casa del nuraghe Arrubiu. Anche grazie a queste scoperte è stato possibile
accertare che i grani antichi erano molto poveri di glutine. È partita così una corsa alla valorizzazione
del nostro germoplasma cerealicolo. Tra i grani oggi riscoperti vi sono il Senatore Cappelli, ma anche
il Saragolla, la Tumminia, il Grano Monococco, il Gentil Rosso, la Verna, il Rieti. Questi grani hanno il
vantaggio di avere un più equilibrato rapporto tra amido e proteine, tra cui il glutine. La pasta, il pane
e i prodotti da forno ottenuti con tali farine spesso vantano caratteristiche di migliore digeribilità e
anche assimilazione dei nutrienti rispetto ai prodotti standard, oltre che sapori, gusti e odori più
complessi. Di fronte alla crescente attenzione all'alimentazione, industria e artigiani del gusto
prendono strade diverse, la prima affidandosi all'innovazione di processo, i secondi riscoprendo virtù
salutistiche che vengono dal passato.
[Fonte: Teatro Naturale per Sol&Agrifood]
Il numero di celiaci in Italia continua ad aumentare, un incremento di oltre il 15% in due anni, dal
2012 al 2014, secondo i dati del Ministero della salute. Gli italiani affetti da questa patologia
autoimmune sono oltre 170 mila, soprattutto concentrati al nord.
Il dato non tiene conto della sensibilità e dell'intolleranza al glutine sviluppata da sempre più ampie
fasce della popolazione e che portano disturbi di vario genere, spesso confusi con malattie
dell'intestino, come il morbo di Crohn. Oltre a preoccupare le autorità sanitarie nazionali, il boom
dei celiaci ha interessato anche l'industria alimentare e la Grande Distribuzione. Grazie
all'innovazione tecnologica sono stati sviluppati processi in grado di separare il glutine e quindi
produrre cibi adatti ai celiaci. Un percorso a ritroso dopo che, negli anni 1950, proprio l'industria
aveva stimolato il miglioramento genetico dei cereali, ma anche della soia, per l'ottenimento di
farine ad alto tenore di questa proteina. Se l'industria alimentare pensa a come eliminare il glutine
in fase di preparazione del cibo, sempre più spesso gli artigiani del cibo italiani guardano al passato
per produrre paste, farine e prodotti da forno naturalmente poveri di glutine. Tutto parte da scoperte
archeologiche, come quella di un laboratorio del pane in Sardegna, risalente a 1300 anni prima di
Cristo, scoperto presso la casa del nuraghe Arrubiu. Anche grazie a queste scoperte è stato possibile
accertare che i grani antichi erano molto poveri di glutine. È partita così una corsa alla valorizzazione
del nostro germoplasma cerealicolo. Tra i grani oggi riscoperti vi sono il Senatore Cappelli, ma anche
il Saragolla, la Tumminia, il Grano Monococco, il Gentil Rosso, la Verna, il Rieti. Questi grani hanno il
vantaggio di avere un più equilibrato rapporto tra amido e proteine, tra cui il glutine. La pasta, il pane
e i prodotti da forno ottenuti con tali farine spesso vantano caratteristiche di migliore digeribilità e
anche assimilazione dei nutrienti rispetto ai prodotti standard, oltre che sapori, gusti e odori più
complessi. Di fronte alla crescente attenzione all'alimentazione, industria e artigiani del gusto
prendono strade diverse, la prima affidandosi all'innovazione di processo, i secondi riscoprendo virtù
salutistiche che vengono dal passato.
[Fonte: Teatro Naturale per Sol&Agrifood]
Comunicato Adoc
ANIMALI
DOMESTICI, PER UN GATTO SI SPENDONO CIRCA 800 EURO L’ANNO, PER UN CANE QUASI
1800 EURO
Giro
d’affari annuo di 12 miliardi di euro
Roma,
17 febbraio 2016 - In occasione della Giornata Mondiale del Gatto l’Adoc
diffonde un’indagine sui costi degli animali domestici presenti nelle case
degli italiani. Una presenza importante, visto che circa il 40% delle famiglie
ne possiede almeno uno. Per un gatto si spendono circa 800 euro l’anno, per
un cane di taglia media quasi 1800 euro, praticamente più di uno stipendio
medio. E rispetto a 10 anni fa si spende il 70% in più.
“Occuparsi
di un cane costa poco meno di 1800 euro l’anno tra alimenti, accessori e spese
mediche – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – mentre per un gatto
si spendono quasi 800 euro l’anno. La spesa è aumentata in media del 70%
dall’introduzione dell’euro, circa il 5% ogni anno. Per un gatto, festeggiato
oggi a livello internazionale, si spende in media, solo per gli alimenti, il
62% in più rispetto al 2001, per un cane la cifra lievita al +86%. Nel 2001,
infatti, per mantenere un cane di media taglia bastavano circa 1000 euro
l’anno, per un gatto servivano massimo 300 euro. Oggi accudire un animale
domestico rappresenta una spesa e un costo considerevoli, che va ad aggiungersi
agli altri problemi di bilancio delle famiglie. Senza contare che circa il 10%
della spesa per gli amici a quattro zampe finisce nella pattumiera: dalle
nostre indagini risulta che il 7% dei prodotti alimentari acquistati non viene
utilizzato, perché scaduto o “non gradito” dall’animale, mentre c’è uno spreco
di medicinali di circa il 3%. La causa principale è il mal confezionamento, non
conforme alla terapia prevista.”
Secondo
l’Adoc il giro d’affari per cani e gatti è pari a poco più di 12 miliardi di
euro annui.
“Il
40% delle famiglie possiede un cane o un gatto, per un totale stimato di circa
10 milioni di amici a quattro zampe – continua Tascini – la spesa media di
mantenimento annua è di 1260 euro, per un totale di oltre 12 miliardi di euro.
Considerando che la media di vita, sia per un cane che per un gatto, è di circa
15 anni, mantenere un cane per tutta la sua vita costa circa 26mila euro, un
gatto si spendono più di 9mila euro. Cifre considerevoli, molto più elevate
rispetto a quelle sostenute per altri animali domestici come tartarughe,
criceti o uccellini: sebbene per questi ultimi la spesa iniziale sia più
sostenuta, nell’ordine di circa 150 euro, comprensiva di acquisto dell’animale,
di gabbiette e prime cure. Ad ogni modo le spese di “gestione” non superano in
media i 300 euro l’anno”.
Spesa
mensile gatti e cani
|
GATTO
|
Prezzo 2016
|
Spesa media mensile 2016
|
Prezzo 2001 (€/kg)
|
Diff.% 2001-16
|
|
Croccantini
|
11,20 € /kg
|
22,40 €
|
6,40 € /kg
|
+75%
|
|
Scatolette
|
1,00 €
|
25 €
|
0,65 €
|
+53,8%
|
Spesa
annua gatto: 780 euro (comprensiva di lettiere e spese mediche)
|
CANE
|
Prezzo 2016
|
Spesa media mensile 2016
|
Prezzo 2001 (€/kg)
|
Diff.% 2001-16
|
|
Croccantini
|
6,50 € /kg
|
78 €
|
3,05 €
|
+113%
|
|
Scatolette
|
0,80 €
|
61 €
|
0,50 €
|
+60%
|
Spesa
annua cane: 1743 euro (comprensiva di toeletta e spese mediche)
Altre spese (prezzi medi)
|
|
Prezzo 2016
|
|
Lettiera per Gatti
|
8,80 € (2 sacchi/1 mese)
|
|
Antiparassitari Cani
|
9,25 € (2-3 volte/anno)
|
|
Toeletta Cani
|
50 € (2-4 volte/anno)
|
|
Visita medica standard (cani/gatti)
|
50 € (1 volta/anno)
|
Comunicato Greenpeace
REFERENDUM TRIVELLE, SI VOTA IL 17 APRILE. GREENPEACE:
"LA PAURA DI RENZI COSTA AGLI ITALIANI 400 MILIONI"
Roma, 17 febbraio 2016 - Il capo dello Stato Sergio
Mattarella ha firmato il decreto sulle norme in materia ambientale che indice
il referendum popolare sulle trivelle per il 17 aprile. Greenpeace accoglie la
notizia rimettendo ai veri responsabili di questa decisione, Renzi e i suoi
ministri, responsabilità gravissime.
Secondo l'associazione ambientalista, lo spreco gratuito
di risorse pubbliche - che sarebbe stato possibile risparmiare con l'Election
Day - coincide in questo caso con una sottrazione di democrazia
ingiustificabile. La durata della campagna elettorale risulta compressa al
limite della legge: è possibile, ad esempio, che non vi siano i tempi tecnici
per garantire almeno i 45 giorni previsti dalla legge sulla par condicio.
Secondo Greenpeace Renzi ostacola apertamente il diritto
degli italiani a informarsi e a esprimersi consapevolmente il giorno del voto.
E lo fa a loro spese, sprecando tra i 350 e i 400 milioni di euro di soldi
pubblici. Tutto per scongiurare il quorum elettorale, svilire l'istituto
referendario, avvantaggiare i petrolieri.
Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e
Clima di Greenpeace, dichiara: "Renzi, pur di fare cassa, aveva esordito
vendendo auto blu su eBay. Ancora prima il PD, sempre per risparmiare risorse,
aveva giustamente fatto pressione su Berlusconi per accorpare i referendum con
le amministrative nel 2011. Oggi hanno cambiato verso. Fanno esattamente quanto
fece il loro storico avversario, nel tentativo evidente di ridurre la
partecipazione al voto. Il fatto è che la maggioranza degli italiani è
contraria alle trivelle e Renzi lo sa bene".
Greenpeace farà di tutto per informare gli italiani sulla
posta in gioco con questo referendum e per contrastare i mezzi truffaldini con
cui il governo, di fatto, pratica una strisciante censura ai danni dei
cittadini.
mercoledì 17 febbraio 2016
Francisco Toledo

Da giovane attempato - adesso ho 96 anni - in Messico mi imbattevo spesso nella figura dell'artista Francisco Toledo e nei suoi artefatti. Ossuto, capellone e indigeno, aveva un approccio all'arte in cui il quello che chiamerei 'primitivismo' - e non so neanche se così facendo ho reso l'idea, ma non mi viene in mente un altro termine altrettanto agile - figurava in forma sincera e si combinava con trame più contemporanee, senza alcuna forzatura. Su questo doppio binario, ovviamente giocava il personaggio, tra i rumori sinistri di un Messico rulfiano e l'artigianato indigeno di Oaxaca, luogo di provenienza del Nostro. Che non mancava di proporre un'idea politica, militante di arte, e per questo figurava spesso sulle pagine del mio amato giornale La Jornada.
Un personaggio davvero interessante, l'artista messicano Francisco Toledo, che anni dopo scoprii essere un utilizzatore della bici per pedalate impegnate e impegnative a rivendicazione di una serie di diritti.
E la bici fa capolino in alcune opere, piuttosto ironiche.
Iscriviti a:
Post (Atom)










