lunedì 7 aprile 2014

Comunicato Legambiente

Ogm, Legambiente indice referendum simbolico: 98% dei votanti sceglie Italia ogm free

Un 98% di no agli ogm. E’ questo l’esito del referendum simbolico organizzato sabato scorso da Legambiente in molte città d’Italia, un risultato che ribadisce la contrarietà di una buona parte degli italiani al cibo geneticamente modificato e alle colture ogm nel nostro Paese.
Legambiente ha allestito numerosi presidi informativi - che sono stati anche l’occasione per rivendicare l’importanza delle nostre tradizioni e tipicità culinarie, portando in piazza specialità locali dalla polenta a pane e panelle, dalle cicerchie ai cavatelli al sugo, dall’acquacotta allo gnocco fritto, dalla pizza ai rustici - e raccolto la volontà degli italiani sull’agricoltura e il cibo transgenici, chiedendo loro di scegliere tra le due opzioni “ITALIA OGM - se vuoi portare a tavola alimenti transgenici” e “ITALIA NO OGM - se vuoi portare a tavola prodotti non Ogm, biologici, tipici e di qualità”.
Delle 8.000 persone che hanno partecipato al referendum di Legambiente, nell’ambito della giornata di mobilitazione #ItaliNOogm organizzata dalla Task Force per un’Italia Libera da OGM, il 98% ha optato per un’Italia no ogm mentre solo il 2% dei votanti si è detto a favore del transgenico nel piatto. I comuni che hanno ospitato l’iniziativa sono Bologna, Milano, Firenze, Genova, Torino, Venezia, Vicenza, Rovigo, Padova, Reggio Calabria, Palermo, Udine, Perugia, Ancona, Grosseto, Roma, Bari, Modena, Imola, Foggia, Lecce, Arezzo, Salerno, Feltre (Bl), Ponzano (Tv), Codroipo (Ud), Bagheria (Pa), Succivo (Ce), Monterotondo (Rm), Rieti, Modica, Medicina (Bo), Budrio (Bo), Castenaso (Bo), Solofra (Av), Gemona del Friuli (Ud), San Canzian d’Isonzo (Go) e in provincia di Salerno a Pontecagnano, Battipaglia, Eboli, Paestum, Cava dè Tirreni, Minori, Bellizzi, Baronissi e Sapri.
“I risultati non ci sorprendono - dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente -poiché non è una novità che la maggioranza degli italiani sia contraria agli ogm. Ma è bene sottolinearlo e ripeterlo quanto più possibile. Specialmente in un momento come questo, in cui siamo in attesa del pronunciamento del Tar del Lazio sul ricorso di un agricoltore friulano contro il decreto che proibisce la semina di mais geneticamente modificato. Così come è bene fare chiarezza sulle molte bugie che si dicono sugli ogm, dal loro ruolo contro la fame nel mondo, ai costi, alla resistenza agli insetti e ai rischi di contaminazione. Se il 9 aprile il ricorso fosse accolto – aggiunge la direttrice di Legambiente – si rischierebbe di aprire la strada a semine incontrollate di colture geneticamente modificate, introducendo un rischio incalcolabile per i nostri campi, le nostre sementi e quel patrimonio nazionale che sono in nostri prodotti tradizionali e tipici. Ecco perché riteniamo necessario un provvedimento urgente che tuteli l’intero territorio nazionale da possibili semine ogm”.
Mobilitazione anche in rete: su facebook, twitter, pinterest, instagram molti utenti stanno pubblicando le foto dei loro piatti preferiti dichiarando "Io mangio #ItaliaNOogm", esprimendo così il loro voto contrario alla diffusione degli organismi geneticamente modificati.
#ItaliaNOogm su Facebook, Twitter e Instagram

Manifesto per un’Europa di progresso

Il mondo è in rapida trasformazione. Società ed economia della conoscenza hanno profondamente ridisegnato equilibri ritenuti consolidati. Aree geografiche depresse hanno conquistato, in tempi storicamente irrisori, potenziali enormi di sviluppo e crescita. Conoscenza, cultura e innovazione rappresentano più che mai il traino decisivo verso il futuro.

All’opposto l’Occidente, e alcuni aspetti del suo modello di sviluppo, sono entrati in una crisi profonda. L’Europa, in particolare, risulta investita da gravissimi e apparentemente irresolubili problemi: disoccupazione, crisi del tessuto produttivo, riduzione sostanziale del welfare. A pochi anni dalla sua formale consacrazione, con la nascita ufficiale della moneta comune, l’Europa rischia di deflagrare come sogno di una comunità di cittadine e cittadini che avevano ambito ad una nuova Nazione comune: più ampia non solo geograficamente, quanto nello spazio dei diritti, dei valori e delle opportunità. Lo storico americano Walter Laqueur ha parlato della “fine del sogno europeo”.
Le responsabilità sono diverse e distribuite e investono certamente l’eccessiva timidezza nel processo di costituzione politica del soggetto europeo: la responsabilità di presentare questo orizzonte politico, culturale e sociale con le sole fattezze della severità dei “conti in ordine”. L’Europa dei mercanti e dei banchieri, della restrizione e del rigore: una sorta di gendarme che impone limiti spesso insensati, piuttosto che sostegno nell’ampliare prospettive di visuale sugli sviluppi del futuro.
Proprio a causa di ciò, assistiamo, in corrispondenza della crisi, ad un’impressionante crescita di egoismi locali, di particolarismi e di veri e propri nazionalismi.
Fenomeni spesso intenzionalmente organizzati per sfruttare malesseri veri, e reali stati di sofferenza, ma che rischiano di produrre reazioni esattamente opposte a quanto oggi servirebbe alle popolazioni d’Europa.
Come scienziate e scienziati di questo continente - consapevoli che esiste un nesso inscindibile tra scienza e democrazia - sentiamo quindi la necessità di metterci in gioco. Di ribadire che il processo di costruzione degli Stati Uniti d’Europa è la più importante opportunità che ci è concessa dalla Storia. Che società ed economia della conoscenza -essenziali per il processo di reale evoluzione civile, pacifica, economica e culturale- si alimentano di comunità coese e collaborative, di comunicazioni intense e produttive e di uno spirito critico che permei strati sempre più vasti della società.
L’unica risposta possibile alla crisi incombente è allora la costruzione dell’Europa dei popoli, di un’Europa di Progresso! Realizzata sulla base dei principi di libertà, democrazia, conoscenza e solidarietà.
Nutriamo la stessa speranza con cui Albert Einstein e Georg Friedrich Nicolai nel “Manifesto agli Europei” del 1914 richiamarono alla ragione i popoli europei contro la sventura della guerra, e con cui Altiero Spinelli, Eugenio Colorni ed Ernesto Rossi ispirarono l’idea d’Europa nel loro “Manifesto di Ventotene” del 1943. Le stesse idee che ebbero indipendentemente fautori illustri anche in tutti i Paesi d'Europa.
Vogliamo riprendere ed estendere all’Europa lo spirito che nel 1839 portò gli scienziati italiani a organizzare la loro prima riunione e a inaugurare il Risorgimento di una nazione divisa.


Promotori (*) e Primi firmatari
Ugo AMALDI (CERN, Ginevra)
Giovanni BACHELET (Università di Roma “La Sapienza”)
Giorgio BELLETTINI (Università di Pisa e INFN)
Carlo BERNARDINI (*) (Università di Roma “La Sapienza”)
Sergio BERTOLUCCI (Direttore di ricerca, CERN, Ginevra)
Vittorio BIDOLI (INFN, Roma)
Giovanni BIGNAMI (Presidente Istituto Nazionale di AstroFisica – INAF)
Marcello BUIATTI (Università di Firenze)
Cristiano CASTELFRANCHI (Università Luiss, Uninettuno e ISTC-CNR)
Vincenzo CAVASINNI (*) (Università di Pisa e INFN)
Remo CESERANI (Università di Bologna e Stanford University, CA)
Emilia CHIANCONE (Presidente Accademia dei Quaranta)
Paolo DARIO (Scuola Superiore Sant’Anna, Pisa)
Tullio DE MAURO (Università di Roma “La Sapienza”)
Luigi DI LELLA (CERN, Ginevra)
Rino FALCONE (*) (CNR Roma, Direttore Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione)
Stefano FANTONI (Presidente Agenzia Nazionale Valutazione Università e Ricerca)
Sergio FERRARI (già vice direttore ENEA)
Ferdinando FERRONI (Presidente Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – INFN)
Fabiola GIANOTTI (CERN, Ginevra)
Mariano GIAQUINTA (Scuola Normale Superiore, Pisa)
Pietro GRECO (*)(Giornalista e scrittore, Roma)
Angelo GUERRAGGIO (Università Bocconi)
Fiorella KOSTORIS (Agenzia Nazionale Valutazione Università e Ricerca)
Francesco LENCI (*) (CNR Pisa e Pugwash Conferences for Science and World Affairs)
Giorgio LETTA (Vice Presidente Accademia dei Quaranta)
Lucio LUZZATTO (Istituto Toscano Tumori)
Tommaso MACCACARO (INAF)
Lamberto MAFFEI (Presidente Accademia dei Lincei)
Italo MANNELLI (Scuola Normale Superiore, Pisa e accademico dei Lincei)
Giovanni MARCHESINI (Università degli studi di Padova)
Ignazio MARINO (Thomas Jefferson University, Sindaco di Roma)
Annibale MOTTANA (Università di Roma 3 e accademico dei Lincei)
Paolo NANNIPIERI (*) (Università di Firenze)
Pietro NASTASI (*) (Università di Palermo)
Luigi NICOLAIS (Presidente Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR)
Giorgio PARISI (Università di Roma “La Sapienza”, accademico dei Lincei)
Maurizio PERSICO (Università di Pisa)
Giulio PERUZZI(*) (Università degli studi di Padova)
Caterina PETRILLO (Università degli studi di Perugia)
Pascal PLAZA (CNRS e Ecole Normale Supérieure, Paris)
Claudio PUCCIANI (*) (Vice Presidente Associazione Caffè della Scienza – Livorno)
Michael PUTSCH (CNR Genova, Direttore Istituto di Biofisica)
Carlo Alberto REDI (Università di Pavia)
Giorgio SALVINI (Università di Roma “La Sapienza”, già Presidente dell’Accademia dei Lincei)
Vittorio SILVESTRINI (Presidente della Fondazione IDIS – Città della Scienza, Napoli)
Settimo TERMINI (*) (Università di Palermo)
Glauco TOCCHINI-VALENTINI (National Academy of Sciences, CNR-EMMA-Infrafrontier-IMPC, Monte Rotondo, Roma)
Guido TONELLI (CERN, Ginevra e Università di Pisa)
Enric TRILLAS (Emeritus Researcher European Centre for Soft Computing, già Presidente CSIC, Spagna)
Fiorenzo UGOLINI (Università di Firenze)
Nicla VASSALLO (Università di Genova)
Virginia VOLTERRA (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione - CNR)
Elena VOLTERRANI (*) (Provincia di Pisa e INFN)
John WALSH (INFN)

Domani martedì 8 aprile al Consiglio Nazionale delle Ricerche di Piazzale Aldo Moro a Roma verrà presentato il “Manifesto per un’Europa di progresso”. Si tratta di un contributo che un folto gruppo di scienziati italiani, alcuni di loro con incarichi istituzionali rilevanti, hanno inteso dare per un concreto rilancio del sogno degli Stati Uniti d’Europa, proprio nel momento di maggior difficoltà della sua realizzazione. Il “Manifesto” origina dalle preoccupazioni che gli scienziati valutano nei riguardi di un processo d’integrazione delle nazioni europee in profonda crisi. Dalla consapevolezza che la piena estensione dei confini oltre i limiti nazionali rischi d’interrompersi bruscamente a causa delle inadeguatezze strategiche di chi fino ad ora ha condotto questo progetto. Dalla constatazione che le opportunità di reale progresso per i cittadini europei, in ambito di sviluppo civile, economico, democratico, culturale, pacifico, non possano prescindere dalla realizzazione di un’Europa dei popoli. Scienza, sapere e nuova conoscenza tendono a svilupparsi in modo naturale e hanno da sempre oltrepassato qualunque limite geografico, artificiale o mentale che si sia provato loro ad imporre. Gli scienziati intendono testimoniare la straordinarietà di questa “natura” che poi altro non è che la natura stessa dell’uomo, consapevoli che lo sviluppo e la diffusione del pensiero critico, che è proprio della scienza, possa contribuire ad ampliare l’esercizio effettivo dei diritti e della partecipazione democratica. Il riferimento esplicito va ad altri storici Manifesti, quali quello di Einstein e Nicolai; e quello di Spinelli, Colorni e Rossi. Ricordando che nella prima metà dell’Ottocento riunioni di scienziati italiani contribuirono alla realizzazione concreta dell’unità d’Italia, si propongono di dare un contributo per una realizzazione piena dell’unione politica dell’Europa, di un’Europa dei popoli. La stesura del Manifesto ha visto per ora coinvolti, a parte pochissime eccezioni, i soli scienziati italiani. L’obiettivo è di estendere rapidamente questa iniziativa in tutta Europa, provando ad avviare un movimento che possa sollecitare l’intera società continentale.

Bici rubata a Roma, fate girare

Fonte: Roma bike polo

Incazzatura

scritto da - il 3 aprile 2014
Stanotte mi hanno rubato la Montague Boston, hanno scavalcato il cancello di casa  e se la sono portata via, stava sul terrazzino.
Dato che è una bici particolare che non passa inosservata, pregherei chi la vede in giro, intanto di spaccare le rotule e quello che la sta portando,  e di segnalarmelo, Anche se la vedete in vendita su internet.
Lauta ricompensa a chi la ritrova e me la riporta
Per favore fate girare sui vari social network
Un roberto leggermente incazzato
bostonlg2012

Firma contro i motori sui sentieri di montagna in Lombardia

C'è ancora tempo per firmare la pezione del Cai (Club Alpino Italiano) Lombardia per invitaremi consiglieri regionali della Lombardia a non votare la deroga al divieto di transito imposto ai mezzi motorizzati sui sentieri, sulle mulattiere, sui pascoli e sui boschi delle montagne lombarde. Sono oltre 20 mila le firme raccolte, altre non guastano contro questa ipotesi assurda. I consiglieri della Lombardia voterrano l'8 aprile.
La petizione è qui.


Comunicato Verdi

SPIAGGE: VERDI, LIBERO ACCESSO È PRINCIPIO CHE ABBIAMO SEMPRE DIFESO.
NON ALTRETTANTO POSSIAMO DIRE DI CHI SOLO OGGI ANNUNCIA A OSTIA SOLENNI ABBATTIMENTI DI MURI E HA CONSENTITO CON I PROPRI ASSESSORI EDIFICAZIONI LUNGOMURO. PRESTO INIZIATIVA BATTIGIA LIBERA

"Il libero accesso alla spiaggia è un principio democratico che sempre abbiamo difeso e continueremo sempre a difendere". Lo dichiara il coportavoce dei Verdi di Roma Gianfranco Mascia che aggiunge: "Non possiamo dire altrettanto di chi solo oggi annuncia a Ostia solenni 'abbattimenti di muri' o chiede di 'ripristinare varchi': sono gli stessi che ieri, in Comune e in Municipio, hanno consentito  con i loro assessori l'edificazione del 'Lungomuro' di Ostia".

"Per questo noi Verdi stiamo preparando l'iniziativa 'Battigia Libera': una mobilitazione sul litorale per distribuire un dossier che abbiamo preparato che fa capire, per filo e per segno, chi sono i responsabili della situazione attuale - conclude Mascia -Insieme a questo dossier sarà allegato anche, come tutti gli anni, il nostro 'Manuale di autodifesa del bagnante' nel quale spieghiamo ai cittadini come avvalersi del loro diritto al libero accesso alla battigia per la balneazione".

Roma, 4 aprile 2014

sabato 5 aprile 2014

6 aprile 2014: inaugurazione biblioteca della bicicletta "Lucos Cozza" a Roma



Anja Niedringhaus (1965-2014)

Anja Niedringhaus/AP, Un uomo spinge la sua bici presso il check point di Falluja, Iraq, sabato 6 febbraio 2005.

Spiegazioni in 200 mila pagine

Negli Usa, la National Highway Traffic Safety Administration ha richiesto spiegazioni alla General Motors, attravero 107 domande sul richiamo di 2,6 milioni di utilitarie a causa di un difetto al sistema d'iniezione. Per rispondere alle domande la GM ha consegnato un dossier di 200 mila pagine. Il problema è collegato anche a 31 incidenti che hanno causato 13 morti.

Fiab, Congresso Nazionale

Nella sede del Parco dell'Appia Antica si è tenuta oggi la seconda giornata di lavori del Congresso Nazionale Fiab

L'arrivo di Monorotaia convinta, mentre dialoga con Alberto Fiorillo di Legambiente

Pii desideri

via Nomentana, inizio