sabato 21 luglio 2018

La carreliola © ® ™

Premetto che, quasi certamente, chi è in possesso di un benché minimo senso estetico boccerà il mio nuovo assemblaggio, anzi è già successo. Ma giudico utile codesto artefatto, almeno per me. Legna, terra, potature, una grossa quantità di attrezzi, si possono trasportare facilmente sul mezzo approntato nel Rotazioni Lab qualche giorno fa. Dall'unione del mio carrello da corsa e della vasca di una carriola, tutti ovviamente trovati, anzi salvati dalla rottamazione, nasce la Carreliola © ® ™. Carrieliola ti è utile in ogni momento della giornata, ti segue passo passo, come un animale che ti si è affezionato (se la spingi), e se la trascuri non ti guarda male. Peccato per le sue ruote piccole, ma le gonfiabili da 8" costano troppo, poi sono di plastica, ecc. Quindi goditi la carreliola così com'è, nei 33 °C del luglio romano. Tuttavia, già penso a tre piccoli ammortizzatori e a uno sgancio rapido che mi permetta di rimuovere rapidamente la vasca.


Vi avverto. Stay tuned, perché sta per sbarcare su questo blog un clamoroso réportage a puntate da uno dei luoghi di punta della meccanica e dell'autocostruzione ciclistica italiana, un luogo dove la forza di gravità, la resistenza dei materiali e anche la resistenza fisica del pedalatore sembrano varcare i limiti del conosciuto. Se parlo così non è per il caldo, è perché ci sono stato.

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