mercoledì 13 febbraio 2013

DIECI QUESITI DEL COMITATO PENDOLARI FR8a CARROZZA E DEL C.I.U.Fe.R. (Comitato Italiano Utenti Ferrovie Regionali) AI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE LAZIO
  1. Come pensa di assicurare ai cittadini della Regione Lazio un trasporto ferroviario confacente all’art. 12  DPR 753/80, che stabilisce: “L'orario e la composizione dei treni nonché l'orario o il numero delle corse degli altri mezzi di trasporto sono stabiliti in relazione alle esigenze del traffico, in modo che il servizio sia adeguato alla normale affluenza di viaggiatori e alla richiesta di trasporto delle merci, tenuto conto delle caratteristiche tecniche degli impianti, del materiale mobile e delle necessità dell'esercizio con particolare riguardo alla sicurezza. Inoltre, le aziende esercenti adotteranno tutte le possibili misure per fronteggiare le maggiori esigenze del traffico in determinati periodi o in eccezionali circostanze”?
  2. Quali interventi prioritari ha in mente per lo sviluppo di UN SERVIZIO PUBBLICO di mobilità efficiente e sostenibile nel territorio della Regione Lazio? Condivide con noi l’urgenza del potenziamento ferroviario con adeguati raddoppi dei binari unici e adeguamenti alla domanda del materiale rotabile sulle linee regionali?
  3. è disponibile a costruire con modalità partecipative, democratiche e dal basso le strategie per una mobilità veramente utile ai bisogni dei cittadini nella Regione? Se sì, con quali strumenti di consultazione e partecipazione?
  4. Nel rapporto con il licenziatario/concessionario dei servizi ferroviari, come pensa di monitorare l’effettivo svolgimento dei servizi garantiti nel contratto di servizio?
  5. Quali e quante risorse (in termini assoluti e di percentuale di bilancio) ha intenzione di destinare allo sviluppo del TPL nella Regione Lazio e per quali voci di spesa?
  6. Conviene con noi che sono urgenti OVUNQUE la realizzazione DI ISOLE PEDONALI, NONCHÉ lo sviluppo di una rete di intermodalità basata su forme integrate di TPL, piste ciclabili, percorsi pedonali sicuri, car e bike-sharing, car-pooling piuttosto che Alta Velocità?
  7. è d’accordo sul fatto che la realizzazione di nuove arterie autostradali sottrarrebbe allo sviluppo della Regione Lazio risorse preziose, tanto in termini economici, per quanto riguarda l’investimento di denaro pubblico e per quanto riguarda l’impedimento allo sviluppo di attività produttive (quali ad esempio l’agricoltura innovativa e biologica nell’agro romano/pontino), quanto per la sottrazione alla collettività di beni comuni, quali il suolo, l’aria pulita, la biodiversità, il paesaggio, la naturale vocazione turistica e produttiva attraverso forme di occupazione locale diffusa (anche in termini energetici, vista la situazione climatica favorevole ai microimpianti di energie rinnovabili)?
  8. In che modo pensa di utilizzare  le opportunità offerte dall’UE per lo sviluppo di comunità intelligenti e sostenibili anche in termini di mobilità (es. smart cities and communities)?
  9. Secondo lei una politica di incentivi per enti pubblici e privati a sostegno di rapporti di telelavoro con i propri dipendenti e collaboratori non potrebbe essere utile a migliorare la qualità della vita dei cittadini della Regione Lazio e consentire un notevole risparmio di risorse?
  10. Conviene sul fatto che l’estensione della rete stradale (a pagamento), oltre che anacronistica in questa fase di crisi economica in cui spontaneamente, per contenere le proprie spese, i cittadini convergono sul maggiore utilizzo dei mezzi pubblici, è pericolosa, aumentando l’esposizione e il numero degli incidenti stradali (che sviluppano ulteriori costi sanitari e sociali), mentre è urgente la messa in sicurezza dell’esistente (es. SS. 148 Pontina)?
Comunicato ADP

Carissimi, la mobilità ciclistica ha – per noi pedoni dell’ADP e di Camminacittà – la pari dignità, importanza e diritti delle altre mobilità, con in più la fraternità. Quale correttivo della I fase rivoluzionaria del Velib a Parigi (14 luglio 2007 + incentivo acquisto bici), il 30 luglio 2008 la Municipalità Parigina decretava la introduzione dei doppi sensi ciclabili su tutte le strade a senso unico delle Z30 da realizzare entro il 30 luglio 2010. Ad Agosto 2008 incominciavano ad apparire i cartelli di segnaletica verticale che, insieme alla segnaletica orizzontale, davano concretezza a quel decreto.
Come ADP scrivemmo subito ai nostri amministratori ed a ottobre 2008 ritoccammo il lenzuolino di "chi siamo". (www.assopedoni.it ) Anche nella indimenticabile invasione di bici di via dei Fori Imperiali (28 aprile 2012) l’ADP, sul suo volantino, richiamava l’attenzione su questo strumento che a Parigi dava ottimi risultati. Dopo appena un mese, il 31 maggio 2012, alle ore 11 ricompare la fermata delle 18 linee del TPL - ATAC di via del Plebiscito che era scomparsa (deseparecido) improvvisamente alle ore 23 del 28 dicembre 2009 e che tanti danni aveva provocato .Appena l’ADP ha scaricato quel pesantissimo problema, ha attivato, a Roma, la richiesta dei doppi sensi ciclabili. Se andate su internet e cercate su Google “Parigi incentivi acquisto bici 2007”; andate a cliccare “dopo la fermata Plebiscito: bici controsenso” leggerete la notizia. Le ultime notizie da Parigi ci confermano il proseguimento dell’incentivo municipale (a fondo perduto, fino al 25% del prezzo di listino con un massimo di 400 euro) all’acquisto delle bici elettriche e ciclomotori fino alla fine di questo anno (2013). Lo hanno già utilizzato 6.500 persone (non dimentichiamo che siamo in periodo di crisi). Niente di negativo? Parigi è la gemella di Roma che vive sul pianeta della normalità; è Roma che vive nella “anormalità” e non ci pensa minimamente a sortirne (pur avendo in atto, dal 4.8.2006, un DPCM e la consequenziale OPCM n. 3543 del 26.9.2006 che nomina il Commissario delegato alla emergenza da traffico e da mobilità).

Un abbraccio.
Vito De Russis n.q. presidente ADP

martedì 12 febbraio 2013

Non è successo niente

Il 12/12/12 alle ore 12.12.12 ho pensato 12 e non è successo niente.






FERROVIE REGIONALI ITALIANE, PATRIMONIO DA DIFENDERE E VALORIZZARE
UN CONVEGNO NAZIONALE A MILANO, INTERVIENE ANCHE LA FIAB

Venerdì 22 Febbraio a Milano, presso il Salone Liberty della Società di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo (via San Gregorio 48) si terrà il Convegno Nazionale "Le Ferrovie regionali italiane: un patrimonio da difendere e da valorizzare", per iniziativa di CO.Mo.Do, la Confederazione della Mobilità dolce.
Tra i relatori Umberto Rovaldi del Gruppo Tecnico FIAB interverrà sul tema “Dalle rotaie alle bici”.
Il convegno inaugura gli eventi della sesta Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, prevista per domenica 3 marzo 2013 e voluta da CO.MO.DO, cui aderiscono le più importanti associazioni ambientaliste, di mobilità sostenibile, di promozione del turismo ferroviario, del cammino e della salvaguardia del paesaggio italiane, tra cui la FIAB.

Dichiara Albano Marcarini, past president di CO.MO.DO: “La rete ferroviaria italiana, nella seconda metà dell’Ottocento, ha potentemente contribuito all’unificazione del nostro Paese, facilitando gli spostamenti tra province contigue ma, fino ad allora, di fatto isolate. Questa funzione si è poi sviluppata con i collegamenti tra il Nord ed il Mezzogiorno e, più recentemente, con le relazioni ad Alta Velocità che hanno di molto accorciato i tempi di viaggio tra le maggiori città italiane. Al tempo stesso il treno ha favorito l’evoluzione dei costumi e della cultura, mentre ferrovie e stazioni hanno plasmato – spesso in maniera gradevole, grazie ad edifici e strutture di notevole valore architettonico – il paesaggio italiano”.
Oggi, proprio mentre il treno ritorna protagonista nel mondo dei trasporti in Europa e nelle potenze emergenti dell’Asia, e torna ad essere utilizzato anche dalla nostra classe dirigente, il patrimonio infrastrutturale costituito dalla rete ferroviaria minore rischia nuovamente l’abbandono e l’incuria. Questo non tanto perché ci si continui ad illudere, come mezzo secolo fa, che il trasporto su gomma sia la panacea di tutti i problemi (il bus, in particolare, si è rivelato una alternativa perdente rispetto alla rotaia), ma perché ora la crisi della finanza pubblica e la conseguente ridimensionamento dello stato sociale suggeriscono il disimpegno della mano pubblica dai servizi periferici ritenuti, a torto, meno importanti. Con pesanti ricadute sull’ambiente, sul paesaggio, sugli equilibri territoriali, sul diritto alla mobilità garantito dalla Costituzione. Mentre, invece, proprio la rete secondaria dovrebbe costituire il complemento indispensabile dell’Alta Velocità per ragg iungere capillarmente tutti i capoluoghi di provincia.
"Senza dimenticare - continua Marcarini - che anche i sedimi ferroviari ormai da tempo abbandonati e difficilmente ripristinabili per il passaggio del treno nel futuro prevedibile possono essere riconvertiti in splendidi percorsi ciclopedonali con grandi benefici per la mobilità dolce e la valorizzazione del territorio, come è già avvenuto in diverse zone della Penisola. Occorre però maggiore attenzione da parte delle istituzioni nazionali e regionali a questa importante partita e le Associazioni aderenti a Co.Mo.Do. intendono, con la promozione di questo Convegno, attirare l’attenzione e chiedere un chiaro impegno ai candidati di tutti gli schieramenti politici affinché non venga trascurato un patrimonio di infrastrutture tuttora utile ed irrinunciabili".

Il programma del convegno:
Ore 9.30 Registrazione
Ore 9.45 Saluto ai convenuti ed introduzione
• Perché dobbiamo valorizzare un patrimonio irrinunciabile
Massimo FERRARI (Presidente UTP - Assoutenti)
Ore 10.00 Inizio lavori
• Le ferrovie in rete: come i treni hanno unificato il paese
Stefano MAGGI (Docente Università di Siena, Presidente Fondazione Cesare Pozzo)
• Ferrovie secondarie ed ecologia del paesaggio
Virginio BETTINI (Docente Università IUAV di Venezia)
Vittorio INGEGNOLI (Docente Università degli Studi di Milano)
In collaborazione con Associazione IUBILANTES
• La ferrovia Merano - Malles: un’esperienza di successo
Marco STABILE (Sostituto Direttore d’Esercizio della Ferrovia Merano - Malles)
• La Lombardia: una regione in controtendenza
Luigi LEGNANI (AD Trenord Spa)
• Ferrovie delle meraviglie: ieri, oggi, domani
Massimo BOTTINI (Comitato Scientifico Nazionale Italia Nostra)
• Dalle rotaie alle bici
Umberto ROVALDI (Gruppo Tecnico FIAB Onlus)
Interventi programmati dalle Associazione confederate a Co.Mo.Do.
• Il recupero ai fini turistici delle ferrovie dismesse
Silvio CINQUINI (Presidente Associazione Ferrovie Turistiche Italiane)
• La desertificazione delle zone interne della Campania e la ferrovia
Pietro MITRIONE (Presidente Associazione In-Loco-Motivi, Avellino)
Ore 13.00 Conclusioni
Albano MARCARINI (Fondatore e past President Co.Mo.Do.)

lunedì 11 febbraio 2013

Inondati dal fascismo


Comunicato Verdi

REGIONALI: BONESSIO (RIVOLUZIONE CIVILE), SOLIDALIETA' A RUOTOLO
PROBLEMA NON SONO "FASCISTI ROTTAMI DELLA STORIA" MA CHI LI SDOGANA

"Ecco perche' Sandro Ruotolo, al quale va tutta la nostra solidarieta', ha fatto bene a non stringere la mano all'esponente di Casa Pound nei giorni scorsi. Con gli squadristi non ci può essere nessuna connivenza". Lo dichiara Nando Bonessio Presidente dei Verdi del Lazio e capolista per Rivoluzione Civile alla Regione Lazio, commentando l'aggressione subita a Civita Castellana da Sandro Ruotolo opera di esponenti di Casa Pound.

"E' evidente che per qualcuno oggi dichiararsi antifascisti, come fecero i Padri Costituenti, e' cosa da reprimere con metodi degli del ventennio, ma il problema non risiede in questi pochi fascisti rottami della storia, ma in chi li sdogana ogni giorno, come hanno fatto Silvio Berlusconi, la Polverini e Alemanno e in chi li usa come 'militanti', come dimostra la presenza della bandiera con una croce celtica a un gazebo di Francesco Storace che si candida alla Presidenza della Regione Lazio, per tutto il centrodestra - conclude Bonessio -. Ora piu' che mai e' necessario dichiararsi 'orgogliosamente antifascisti' ed essere contro ogni violenza in qualsiasi contesto".
Comunicato Libera

100 MILA FIRME PER LA CAMPAGNA

DI LIBERA E GRUPPO ABELE

700 CANDIDATI RAGGIUNTI IN UN MESE


11 febbraio 2013100mila firme in un mese: tante sono le adesioni raccolte da Riparte il futuro, la campagna promossa da Libera e Gruppo Abele. Un vero record per una petizione online, prima in Europa di tale portata, che chiama a raccolta i cittadini su un tema cruciale nella vita sociale, economica e politica del nostro paese: la corruzione.
Una piccola marea, composta da cittadini di ogni età, professione, provenienza politica, regione, che cresce ogni giorno al ritmo di oltre 3000 adesioni e vuole far sentire la propria voce per far ripartire le migliori energie del Paese e della buona politica, ma con uno strumento diverso, aperto alla partecipazione di tutti, senza colore né partito. Grazie alla forza del web e dei social network, ogni cittadino potrà contare su sistemi di monitoraggio e informazione civica, fino ad oggi poco utilizzati in Italia, per combattere insieme questo fenomeno subdolo e nascosto.

Riparte il futuro chiede a tutti i candidati alle prossime elezioni cinque impegni stringenti di trasparenza, integrità e responsabilità, mettendo in rete il curriculum vitae, la condizione reddituale e patrimoniale, l'eventuale presenza di conflitti d’interesse, la situazione giudiziaria. E li impegna a riformare nei primi 100 giorni della nuova legislatura l'art. 416 ter del Codice Penale, la norma che riguarda lo scambio elettorale politico-mafioso.

Oltre alle 100 mila firme di  semplici cittadini, personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, delle istituzioni, ad oggi oltre 700 candidati hanno sottoscritto i 5 impegni per la trasparenza e contro la corruzione. I “braccialetti bianchi” – è questo il simbolo della campagna che i candidati potranno indossare nei primi 100 giorni della prossima legislatura – si contano nelle fila di diversi schieramenti politici, tra loro anche leader di partito e candidati premier.

L’elenco completo, con le dichiarazioni dei candidati e la documentazione presentata, è consultabile su www.riparteilfuturo.it.

Decalogo Fiab per i candidati alle elezioni

Comunicato Fiab

FIAB, MOBILITA’ IN BICICLETTA: UN DECALOGO PER I CANDIDATI ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE
TRA I PRIMI IMPEGNI RICHIESTI, LA RICOSTITUZIONE DEL GRUPPO INTERPARLAMENTARE PER LA MOBILITA’ CICLISTICA

Come da copione, nemmeno questa volta si parla  di mobilità sostenibile nei programmi elettorali delle prossime elezioni politiche.
Per questa ragione la FIAB, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, sta contattando uno per uno i candidati, capilista o con buone possibilità di essere eletti, e che negli anni hanno dimostrato sensibilità e attenzione verso i temi della mobilità ciclistica attraverso atti concreti, per chiedere loro di sottoscrivere un impegno morale a sostegno della ciclabilità e della “mobilità nuova”.
Il documento che viene proposto è infatti il “Decalogo mobilità nuova: iniziative legislative e di Governo”, discusso e approvato a Reggio Emilia nei giorni 5 e 6 ottobre 2012, nel corso degli Stati Generali della Bicicletta e della Mobilità Nuova, promossi dall’ANCI in collaborazione con FIAB, Legambiente e Salvaiciclisti.
Di quei 10 punti, in particolare, la FIAB che si occupa principalmente di ciclabilità, ritiene prioritario un impegno di Parlamento e Governo su 6 di quei 10 punti, che sono i temi su cui si batte da anni. Vale a dire:
1. Istituzione del Servizio Nazionale per la Mobilità Ciclistica;
2. Revisione organica del Codice della Strada e delle norme tecniche;
3. Aggiornamento della legge di finanziamento sulla mobilità ciclistica;
4. Equiparazione della bicicletta al trasporto pubblico nell’infortunio in itinere;
5. Monitoraggio e sicurezza stradale;
9. Promozione e valorizzazione del turismo sostenibile attraverso la realizzazione della rete ciclabile nazionale “BICITALIA”.
Dichiara Antonio Dalla Venezia, Presidente nazionale FIAB: “Stiamo contattando in tutte le regioni candidati che già hanno fatto qualcosa di concreto per la mobilità in bicicletta e abbiamo già una ventina di adesioni ad un documento, il decalogo, già largamente condiviso dalla FIAB con ANCI, Legambiente e Salvaiciclisti, in occasione degli Stati Generali della Bicicletta".
"Il nostro obiettivo - prosegue Dalla Venezia - è raggiungere quota 50. Pubblicheremo sul nostro sito i nomi dei candidati che hanno dichiarato il loro sostegno. Una volta eletti, l’obiettivo è ricostituire il “Gruppo interparlamentare per la mobilità ciclistica” con cui avere un filo diretto e continuo per iniziare a lavorare insieme sui punti del decalogo ma, soprattutto, riprendere i numerosi progetti di legge mai approvati, a partire dal riconoscimento della tutela giuridica dell'infortunio in itinere in bicicletta, a sostegno del quale ci sono più di 100 adesioni di enti locali e territoriali”.

Cosa chiede il nemico con la crisi e sotto elezioni

n.d.r.: Per fino tra i punti dell'Aci ci sono cose buone: il rilancio del trasporto locale per rinunciare all'auto in città. Per il resto c'è il disperato tentativo di remare contro corrente, con gli assurdi propositi di eliminare il superbollo, quando semmai andrebbero finalmente eliminate dalla circolazione le auto con superbollo. 
VIA I SUV E ALTRE MOSTRUOSITA' DALLE STRADE!  

postilla: L'aci (associazione calligrafica italiana) che amiamo.

rotazionilab



Comunicato Aci


ELEZIONI 2013
ACI PRESENTA 10 PROPOSTE
AL NUOVO PARLAMENTO E AL FUTURO GOVERNO

La ricetta ACI permette a 34 milioni di automobilisti di risparmiare 26,8 miliardi €, riducendo la spesa annuale per l’auto da 3.500 a 2.800 euro
(-700€, pari al 20% dei costi totali)

Oltre 34 milioni di automobilisti si recheranno alle urne il 24 febbraio. Interpretando le loro aspettative, l’Automobile Club d’Italia presenta un Manifesto con 10 proposte ai candidati premier alle prossime elezioni. La ricetta ACI permette agli automobilisti un risparmio di 26,8 miliardi di euro, riducendo la spesa annuale per l’auto da 3.500 a 2.800 euro (-700 euro, pari al 20% dei costi totali). A questi si aggiunge l’ulteriore risparmio di 850 euro di superbollo per i 200.000 intestatari di veicoli con più di 185 kw di potenza. Supera così i 1.000 euro il beneficio per 25 milioni di famiglie che posseggono in media 1,5 auto.
Le misure proposte dall’ACI sono tutte di facile adozione per il prossimo Parlamento e il futuro Governo, con un impatto nullo sul bilancio dello Stato.

“In questi giorni di fibrillazione elettorale, la politica guarda solo l’IMU che porta 24 miliardi di euro all’Erario – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – dimenticando la mole di imposte sulla mobilità che fa sborsare alle famiglie più di 60 miliardi di euro ogni anno: i beni mobili sono tassati più del doppio degli immobili. Bisogna contenere i costi dell’auto per recuperare il rapporto positivo che ha sempre contraddistinto gli italiani e il proprio veicolo. La leva fiscale deve essere uno strumento di rilancio per il settore automobilistico e non un elemento che ne compromette l’esistenza”.

“Gli indicatori di mercato per le quattro ruote sono negativi da troppo tempo – ha aggiunto Sticchi Damiani – e il 52% degli italiani dichiara che non cambierà auto fino al 2016, a scapito anche dell’ambiente e della sicurezza stradale (oltre 4 milioni di veicoli hanno più di 20 anni di età e il numero è aumentato del 64% dal 2005). Senza una strategia governativa il comparto non sopravvivrà: nell’ultimo anno hanno chiuso 350 concessionari e oltre 10.000 sono i posti di lavoro tuttora a rischio. ACI ha inviato il Manifesto degli Automobilisti ai candidati premier: chi lo ignorerà ne risponderà a 34 milioni di elettori. L’Automobile Club d’Italia è disponibile fin da subito a discutere con tutti sui temi della mobilità, della sicurezza stradale, del turismo e dell’ambiente”.

Ecco, nel dettaglio, le 10 proposte avanzate dall’ACI:

1 - VIA IL CODICE DELLA STRADA: SERVE IL CODICE DEI CONDUCENTI
Il Codice della Strada - che dalla sua prima stesura ha subito oltre 20 aggiornamenti - conta 245 articoli e numerosi richiami, con un regolamento di attuazione di 408 articoli e 19 appendici: una giungla normativa che gli italiani ignorano giudicandola “troppo tecnica” e “confusa”.
ACI chiede un nuovo Codice dei Conducenti che in 50 articoli orienti con chiarezza i comportamenti degli utenti della strada, rimandando a uno specifico regolamento tecnico l’insieme di disposizioni sulle caratteristiche dei veicoli e delle infrastrutture stradali.

2 - PATENTE “A LIVELLI” PER LE AUTO PIU’ POTENTI
Ogni anno sulle strade muoiono 300 giovani che pretendono di fare al volante cose che non sanno fare. L’incidentalità costa allo Stato 30 miliardi di euro.
Come già avviene per le moto, va introdotta una gradualità per la guida di automobili più potenti. Ai neopatentati è richiesto un solo anno di pratica con veicoli di potenza limitata prima di condurre qualunque auto.
ACI chiede un percorso propedeutico che assicuri la più idonea formazione nel tempo di un bagaglio di esperienza e responsabilità, con l’obbligo di un corso di guida sicura e di un esame pratico per guidare un’auto più potente.

3 - CORSI DI RIEDUCAZIONE STRADALE PER IL RECUPERO DEI PUNTI PATENTE
Il recupero dei punti patente è oggi una formalità burocratica priva di valore formativo, che gli italiani pagano in termini di soldi (almeno 180 euro) e di tempo.
ACI chiede la riforma del sistema di recupero dei punti patente, con l’obbligo di frequentare un corso di guida sicura per i conducenti responsabili di infrazioni gravi o di sinistri mortali, prevedendo un esame teorico e pratico alla fine del corso.

4 - ABOLIRE IL SUPERBOLLO E RIFORMARE LA TASSA DI POSSESSO
Il superbollo per le auto potenti ha ucciso il mercato delle auto sportive. La fuga verso l’estero di veicoli di gran pregio ha compromesso il patrimonio automobilistico nazionale e ha penalizzato l’Erario, che ha incassato il 20% meno delle attese.
ACI chiede l’abolizione del superbollo e la riforma della tassa di possesso. L’attuale sistema di calcolo del bollo auto è obsoleto: non premia chi inquina meno con un mezzo moderno e sicuro. Il bollo va ricalcolato in base alle emissioni di CO2, anche per favorire lo svecchiamento del parco auto circolante.

5 - RIMODULARE LE ACCISE SUI CARBURANTI
Il carburante è la prima voce di spesa per gli automobilisti (1.640 euro ogni anno), più che raddoppiata in 20 anni. Solo negli ultimi due anni il costo del pieno è aumentato del 25%. Su benzina e diesel grava una lunga serie di accise (la prima risale al 1935), che insieme all’IVA frutta all’Erario oltre 32,5 miliardi di euro. Lo Stato predilige questa forma di tassazione perché diretta, ineludibile e senza costi di funzionamento per la Pubblica Amministrazione.
ACI chiede la rimodulazione delle accise sui carburanti e un efficace sistema di sterilizzazione dell’IVA per compensare i rialzi del petrolio.

6 - RIFORMA RC-AUTO PER PREVENIRE LE FRODI E CONTENERE I COSTI
L’assicurazione è la seconda voce di spesa degli automobilisti (740 euro l’anno). Dal 1990 il prezzo delle polizze è cresciuto del 150% e le tasse sono aumentate di quasi sei volte (da 700 milioni a oltre 4 miliardi di euro). Oltre 4 milioni di veicoli circolano senza assicurazione: il danno per le Compagnie sfiora i 2 miliardi di euro, con pesanti conseguenze per i conducenti onesti.
ACI chiede la riforma della rc-auto secondo il progetto di legge presentato dall’Automobile Club d’Italia al Governo Monti, in grado ridurre il costo delle polizze fino al 40% contrastando il fenomeno delle frodi assicurative e razionalizzando il sistema dei rimborsi.

7 - PROVENTI MULTE DESTINATI ALLA MOBILITA’ E FUORI DA PATTO DI STABILITA’
Nel 2012 gli automobilisti hanno speso oltre 2,5 miliardi di euro in multe. La legge stabilisce che il 50% dei proventi sia destinato alla sicurezza stradale, ma è difficile verificare dai bilanci dei Comuni che ciò avvenga realmente.
ACI chiede sanzioni agli Enti locali inadempienti e più rigorosi sistemi di controllo. I proventi delle contravvenzioni devono essere esclusi dal Patto di Stabilità, perché destinati ad investimenti per la sicurezza stradale e non a spese correnti delle Amministrazioni.

8 - PIU’ METRO, BUS E TRAM PER RINUNCIARE ALL’AUTO IN CITTA’
Gli italiani cercano ridurre l’uso dell’auto per contenere le spese, ma non sempre è possibile a causa di un sistema di trasporto pubblico obsoleto e inefficiente, i cui ricavi coprono solo il 30% dei costi. L’età media dei bus è di 10 anni, a scapito dell’ambiente, della sicurezza stradale e del comfort dei passeggeri. Le inefficienze del trasporto pubblico locale costano: per muoversi in città gli italiani spendono 1.500 euro in più rispetto agli altri europei.
ACI chiede la definizione di un Testo Unico per il TPL che regolarizzi la normativa, risolva incertezze e contraddizioni nazionali e locali, favorisca la concorrenza e avvii uno stabile percorso di riforme.

9 - PIU’ INFOMOBILITA’ A LIVELLO LOCALE
Un terzo del tempo trascorso in auto è sprecato in code e traffico. La congestione stradale costa oltre  5 miliardi di euro al Sistema Paese. L’infomobilità è la soluzione più efficace per le nostre città, in grado di razionalizzare i sistemi urbani di trasporto, riducendo del 30% gli incidenti stradali e del 15% il traffico veicolare.
ACI chiede una legge che preveda un sistema di infomobilità integrato a livello locale, per dare ai cittadini e alle imprese la possibilità di compiere scelte di mobilità efficienti e sostenibili.

10 - CABINA DI REGIA DELLA MOBILITA’ PER IL TERRITORIO
Regioni e Comuni deliberano sulla mobilità con troppe difformità e senza sinergie sul territorio, stabilendo anche inutili limitazioni alla circolazione sotto l’egida della salvaguardia ambientale. Ci sono Amministrazioni che investono in semafori, altre in rifacimento di incroci ed altre che costruiscono più idonee e sicure rotatorie.
Perfino le Polizie locali hanno modus operandi molto diversi: gli automobilisti spendono 225 euro in multe ad Ancona e appena 7 a L’Aquila.
ACI chiede l’istituzione di una Cabina di regia della Mobilità, supportata dall’Authority dei Trasporti già in fase di costituzione, che orienti in modo uniforme le scelte nazionali e locali sulla mobilità, indirizzando al meglio le risorse disponibili.

Riprendiamo il treno e le stazioni

“RIPRENDIAMO IL TRENO E LE STAZIONI”
Vertenza Ferrovie Regionali
SABATO 16 FEBBRAIO 2013, dalle 10:00 alle 13:00
In tutte le stazioni d’Italia

COMUNICATO STAMPA
L’iniziativa è promossa dal CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali), un’associazione
spontanea di cui fanno parte decine di Comitati di Pendolari del treno e molti cittadini che hanno a cuore le
sorti del trasporto ferroviario regionale.
Il sistema ferroviario nazionale sta subendo una trasformazione che si traduce in un generale squilibrio nel
diritto alla mobilità dei cittadini; si è scelto di privilegiare il TAV concentrando ingentissime risorse su
nuove linee e su servizi destinati ad una componente di utenza limitata. I viaggiatori che usano il TAV sono
solo 300 mila al giorno, mentre quelli che usano i treni regionali sono quasi 3 milioni. Appare inaccettabile
perciò la politica di governo tesa all’abbandono delle ferrovie regionali.
I servizi di trasporto ferroviario a scala regionale stanno subendo, in tutta Italia, un degrado sistematico:
manutenzioni ritardate o non eseguite, fino a rendere le linee impraticabili o spezzate in tronconi di scarsa
utilità; eliminazione dei binari di precedenza e d’incrocio; tagli di migliaia di km di linee (solo nell’ultimo
anno sono state falcidiate decine di linee regionali); cancellazione di migliaia di corse; cancellazione dei treni
a lunga percorrenza fra Nord e Sud del paese e dei treni notte; ricorso frequente ad autoservizi sostitutivi,
spesso di qualità modesta; imposizione di coincidenze estremamente scomode; invecchiamento estremo del
materiale rotabile; peggioramento continuo dei servizi in termini di offerta e qualità (pulizia, servizi agli
utenti, sicurezza); orari mal concepiti, non coordinati, spesso modificati senza preavviso; aumento dello
stress per viaggiatori e ferrovieri.
Le manifestazioni locali dei pendolari e dei cittadini, pur frequenti ma occasionali, non riescono a smuovere i
vertici di governo. Politici e gestori dei servizi esprimono promesse vaghe e lasciano sbollire la rabbia dei
cittadini, lasciando insolute le questioni. Il CIUFER si propone di organizzare le forze attraverso forme di
mobilitazione e di rivendicazione più incisive, secondo strategie chiare e azioni innovative, chiamando a
raccolta i movimenti diffusi sul territorio per dar loro una stessa voce, una voce però molto forte. Una voce
capace di esprimere esigenze e competenze, proposte costruttive composte in un Documento di Vertenza.
La prima iniziativa di mobilitazione a scala nazionale prevede il presenziamento delle stazioni ferroviarie da
parte dei sindaci, delle associazioni e dei singoli cittadini sensibili alla Vertenza,
Sabato 16 febbraio 2013.
Si tratta di una mobilitazione inedita per la simultaneità dell’evento in centinaia di stazioni d’Italia Ci si
incontrerà per discutere, per proporre, per organizzare nuove iniziative coordinate, per sensibilizzare, per
attivare azioni utili a ridare slancio e dignità al trasporto ferroviario regionale. Non bloccheremo i treni, al
contrario invitiamo tutti a viaggiare su un treno regionale in giornata anche per un breve tragitto, in modo da
riempire tutti i treni e le stazioni. Dibattiti, letture di poesie e brani di letteratura, distribuzione di volantini,
discussioni sui temi della Vertenza avranno luogo in tutte le stazioni. Chiederemo ai politici candidati di
firmare la nostra vertenza, dicendo loro che vigileremo sui loro comportamenti in sede di governo.
All’iniziativa hanno aderito anche Legambiente, Italia Nostra, ALBA (Alleanza per il Lavoro, i beni comuni
e l’Ambiente). Altre associazioni e movimenti stanno ufficializzando la loro adesione.
I documenti di riferimento sono disponibili sul sito web:
www.classactionromanettuno.org/.
Invitiamo cittadini, famiglie, associazioni a raggiungerci presso le sale di attese delle stazioni, sabato 16
febbraio alle 10:00. Più numerosi saremo, maggiori saranno l’effetto mediatico e il sostegno alla vertenza.
In allegato, il programma dettagliato dell’iniziativa

SABATO 16 FEBBRAIO
Ore 10:00. Incontro dei cittadini presso le sale di attesa delle stazioni (per riconoscersi, si invita a
esporre un manifestino con il logo del CIUFER o la locandina dell’iniziativa). Incontro anche con
gli amici ferrovieri
Ore 10:15. Lettura documenti: Manifesto “Trasporti Equo-Sostenibili” e “Vertenza Nazionale per le
Ferrovie Regionali”
Ore 10:30. Organizzazione. Illustrazione generale dell’iniziativa, degli altri documenti, delle finalità
del CIUFER, delle prossime future iniziative, dei riferimenti utili sul web
Ore 10:45. Discussione/Dibattito/Proposte
In contemporanea si procederà alla distribuzione di volantini e alla compilazione di:
1. foglio con raccolta presenze dei singoli (nome, città, professione, mail)
2. foglio con raccolta indirizzi mail, siti web di associazioni, gruppi Facebook
3. foglio con nomi di due (o più) portavoci locali individuati sul posto, con relativi riferimenti
4. foglio con firme di politici locali che aderiscono alla vertenza (specificare ruolo, partito,
candidatura in atto)
5. foglio con suggerimenti o documenti ritenuti utili per la Vertenza
I documenti di cui sopra saranno mandati dai portavoci all’indirizzo mail seguente:
classactionromanettuno@gmail.com”.
Si suggerisce di acquisire anche foto rappresentative e filmati brevi da proporre sui social network e
da inviare all’indirizzo mail “
classactionromanettuno@gmail.com”.
Ore 11:30 (orario non vincolante, ma in rapporto agli orari dei treni). Viaggio a bordo treno
regionale su una tratta locale A/R. Incontro con i ferrovieri e con gli utenti del treno e discussione,
distribuzione volantini.
Nota bene: non blocchiamo i treni né i servizi, al contrario li usiamo come cittadini civili! La
nostra forza sta nella nostra maturità e concretezza.
Portiamo le nostre famiglie, compresi i ragazzi e gli anziani e incontriamoci con il sorriso sulle
labbra
Martedì 12 febbraio 2013

Francesco Vignarca presenta
ARMI, UN AFFARE DI STATO
Interviene:
Gianni Dragoni - Giornalista del Sole 24 Ore e Servizio Pubblico
Modera: Riccardo Troisi - Giornalista di Comune-info
Roma, IBS.it bookshop, via Nazionale 254-255 – ore 18.00



SCHEDA LIBRO
C’è un business internazionale che continua a macinare miliardi. La Grecia sull’orlo del default è il paese in Europa che spende di più per la difesa. L’Italia è il quinto produttore mondiale di armi, che esporta in tutto il mondo. Simboli del made in Italy, anche in questo settore, sono la corruzione e gli scandali, soprattutto quelli legati a Finmeccanica. Soldi, soldi, soldi. È fondamentale provare a guardare il mondo attraverso questo business che arricchisce una lobby internazionale potentissima. Un mercato cresciuto del 50 per cento negli ultimi dieci anni. Questo libro percorre per la prima volta la filiera delle armi raccontandone affari, interessi e ritorni economici. Con nomi e cognomi di banche, politici, manager e imprenditori. IN COLLABORAZIONE CON “ALTRECONOMIA”