lunedì 23 luglio 2018

Hidetoshi Nagasawa


Una delle figure più interessanti del panorama artistico milanese era Hidetoshi Nagasawa, morto nel marzo scorso. 


Nagasawa era giunto dal Giappone in Italia negli anni Sessanta a bordo di una bicicletta. Un viaggio d'apprendistato che per chi ama il velocipede acquisisce un surplus di significato. In un'intervista, riproposta qualche giorno fa dalla rivista Artribune, Nagasawa ricostruisce il racconto di quell'avventura, in tutta la sua accidentale vitalità: 

 «Sono partito nel 1965 quando i miei amici andavano negli Stati Uniti. A me interessava vedere i Paesi intorno al Giappone. Mi sono detto “partirò a vedere questi Paesi.” Il mezzo, beh, io volevo partire a piedi, ma camminando potevo vedere pochissimo. La macchina è troppo veloce, mentre in aereo non si vede nulla. Allora mi sono deciso per la bicicletta. Non è che ami la bici o ne avessi una passione, è stata solo una questione di velocità, molto umana. Lo scopo, la meta, non li avevo pensati, volevo solo viaggiare per un anno. I patti erano questi con mia moglie perché eravamo appena sposati. Dopo l’Asia non potevo fermarmi e, al confine con la Grecia, ho rimandato il rientro di due mesi. Poi, appena mi sono reso conto che c’era tutta l’Italia, ho rimandato ancora. A Milano mi sono trovato così bene che, a furia di rimandare, ho detto direttamente a mia moglie di venire qui».

L'intervista completa di Lorena Figliuzzi all'artista Hidetoshi Nagasawa si trova sul sito della rivista Artribune, qua.


sabato 21 luglio 2018

La carreliola © ® ™

Premetto che, quasi certamente, chi è in possesso di un benché minimo senso estetico boccerà il mio nuovo assemblaggio, anzi è già successo. Ma giudico utile codesto artefatto, almeno per me. Legna, terra, potature, una grossa quantità di attrezzi, si possono trasportare facilmente sul mezzo approntato nel Rotazioni Lab qualche giorno fa. Dall'unione del mio carrello da corsa e della vasca di una carriola, tutti ovviamente trovati, anzi salvati dalla rottamazione, nasce la Carreliola © ® ™. Carrieliola ti è utile in ogni momento della giornata, ti segue passo passo, come un animale che ti si è affezionato (se la spingi), e se la trascuri non ti guarda male. Peccato per le sue ruote piccole, ma le gonfiabili da 8" costano troppo, poi sono di plastica, ecc. Quindi goditi la carreliola così com'è, nei 33 °C del luglio romano. Tuttavia, già penso a tre piccoli ammortizzatori e a uno sgancio rapido che mi permetta di rimuovere rapidamente la vasca.


Vi avverto. Stay tuned, perché sta per sbarcare su questo blog un clamoroso réportage a puntate da uno dei luoghi di punta della meccanica e dell'autocostruzione ciclistica italiana, un luogo dove la forza di gravità, la resistenza dei materiali e anche la resistenza fisica del pedalatore sembrano varcare i limiti del conosciuto. Se parlo così non è per il caldo, è perché ci sono stato.

giovedì 12 luglio 2018

Single speed su telaio con forcellini verticali


L'ho fatto, si può fare. Non devi essere troppo schifiltoso con il numero di denti. Se puoi, prova varie corone e vari pignoni. Alla fine te la giochi tutta sui pochi millimetri gestibili sull'inclinazione della linea catena, cercando ovviamente di mantenere una linea catena accettabile. Non ho usato mezze maglie. Il discorso forse si fa criptico per i non adepti. Chi ha orecchie per intendere, intenda.


Fenomeni inspiegabili sulla graziella...


Mentre me ne vado in graziella si produce un accadimento inedito nella esperienza ciclistica: su equipaggiamento ben collaudato e rodato, la fuoriuscita simultanea di copertone e camera d'aria, attenzione, senza alcuna foratura. E le famose buche di Roma, meta di pellegrinaggi accorati da tutto il mondo, non c'entrano nulla. Si andava lisci lisci, sbarazzini, e paf, la ruota si blocca per urto sul freno posteriore. Sarà stato il calore o una dilatazione del copertone di gran marca?

giovedì 5 luglio 2018

Cao Fei, RMB City

Cao Fei, RMB City, 2008-2011, Mixed media, videos, photos, objects, computer data, ©
 The Artist - M+ Sigg Collection
La ruota ha 70 raggi. Interessantissima opera della giovane artista cinese, una delle più importanti sul mercato attuale. Un'intervista a Cao Fei si trova qui.

mercoledì 4 luglio 2018

Quando il cerchio si spezza per ossidazione



"È un peccato gettarli via, meglio cercare di riutilizzarli". Da anni era fermo un ambizioso progettino di riuso di una decina di cerchi per tubolari, accantonati perché nessuno li voleva, in un luogo all'aperto, coperto, neanche troppo umido. Giorni fa la scoperta. L'ossido aveva fatto il suo lavoro.

martedì 26 giugno 2018

Stanley Kubrick, How the Circus gets set – Balancing act with trapeze artists, 1948

Stanley Kubrick, How the Circus gets set – Balancing act with trapeze artists, 1948 (Museum of the City of New York/Geschenk von Cowles Communications, Inc/SK Film Archives, LLC)


Un'adeguata metafora visiva per i ciclisti impegnati quotidianamente nel commuting metropolitano...

martedì 5 giugno 2018

Leggete Jacek Hugo-Bader!


Del giornalista, viaggiatore e scrittore polacco in italiano sono stati tradotti Febbre bianca e I diari della Kolyma, due réportage dalla Russia profonda, due libri che ho trovato straordinari e che vi consiglio di leggere anche a fianco dei grandi narratori russi dell'Ottocento, anche per calarsi nell'ambiente. Sentirete freddo.