sabato 11 ottobre 2014

10 anni di Ex Lavanderia

Comunicato Associazione Ex Lavanderia


Il 15 ottobre di 10 anni fa, il Padiglione 31 del S.Maria della Pietà, la Ex Lavanderia, veniva difeso nel suo uso legittimo da un
ampio gruppo di cittadini ed associazioni.
Da allora, centinaia di iniziative culturali, laboratori, difesa dei beni comuni, uno spazio riconquistato alla cittadinanza e,
soprattutto, la vertenza per un uso pubblico, sociale e culturale dell'Ex Manicomio di Roma.
L'Associazione Ex Lavanderia festeggia questo 10° compleanno durante il mese di ottobre con iniziative di teatro, musica, socialità.
In un momento in cui le istituzioni sembrano sorde e cieche di fronte alle 18.000 firme che hanno permesso la presentazione di una Delibera Comunale e di una Legge Regionale che darebbero finalmente all'Ex Manicomio di Roma un assetto trasparente, una gestione sana ed un uso pubblico che risponda ai bisogni della città.
Si inizia l'11 ottobre con una serata di teatro dedicata al "carcere liberato". Il 12 ottobre la presentazione di un laboratorio
residenziale di teatro. Il 25 edizione speciale della Milonga di tango Viejo Lavadero.
Il 31 ottobre si chiudono i festeggiamenti con il Concerto del trio di Gabriele Coen e grande festa finale.


Eventi "10 anni da paura"

Libro del procuratore Scarpinato gratis

Comunicato Chiarelettere

In seguito alle intimidazioni mafiose al procuratore generale Roberto Scarpinato, Chiarelettere distribuisce gratis fino a domenica il suo ebook. Su tutti i negozi online o in pdf qui --> http://bit.ly/Libro-Omaggio-Chiarelettere 
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Comunicato ADP



A Roma, dopo quasi 30anni -1986-2014 - sta per entrare in servizio il primo 

pezzo della vera e reale terza linea della metropolitana: la linea C; la tratta

finale della linea C.

Sulla data dellevento è dominata lincertezza: "Parte. Non parte il treno." 

Dopo circa 30anni di attesa (e di spesa; e che spesa!) ancora indecisione. 

Invece di attivarla di notte e senza far rumore, hanno "preparato la festa"

per sabato 11 ottobre 2014.

Ma ..... sembra che la "SICUREZZA" poneva certi problemi.

Secondo l'ADP - Associazione Diritti Pedoni - ovvero le persone "TPdipendenti"

- la SICUREZZA è vitale, fondamentale, non è un opzional.

Per questo motivo l'ADP ha prodotto il seguente COMUNICATO. 



COMUNICATO


8 OTTOBRE 2014 

SICUREZZA. Basta con i “parte/non parte”. SICUREZZA. 


La linea C parte. La linea C NON parte.


Scena vissuta con la linea B1 (3,5 km. reali).


Un “parte/non parte” che fa (sempre) percepire timore,

insicurezza, sfiducia, leggerezza.  


«Essendo il pedone un “TPdipendente”, ovvero il “potenziale utente” del

mezzo pubblico – sostiene Vito De Russis, presidente dell’A.D.P. –

Associazione Diritti dei Pedoni di Roma e del Lazio – siamo interessati

alla SICUREZZA DEL TP e, quindi, siamo contrari ai “parte/non parte”.»  


Roma è una capitale "antica"; per renderla "moderna" deve risolvere dei 

problemi. Uno di questi problemi è vitale: la MOBILITA’, quella

quotidiana e quella eccezionale. La MOBILITA’ nella sua “strada pubblica,

vitale bene comune”; nelle sue componenti attive (pedonale, ciclistica, TP e

veicolo privato) e passive (persone che non escono di casa per paura del

traffico); nel rispetto della parità dei diritti e della dignità di ogni persona; 

nella efficacia del rispetto della legalità; col bagaglio culturale della 

sicurezza stradale per educare alla “convivenza civile”. 

La carenza di tutto questo ha determinato il “DPCM 4 Agosto 2006 - 

Dichiarazione dello stato di emergenza determinatasi nella città di Roma 

nel settore del traffico e della mobilità.”  


Nel dicembre 1986 ci pensò Craxi, n.q. PCM, presentando il ddl che

divenne - dopo 4 anni esatti, dicembre 1990 - la Legge 15 dicembre

1990, n. 396.  

Tale Legge 396/90, popolarmente "Legge Roma Capitale", assegnava

risorse per un totale di Lire 1.694.000.000.000 (circa millesettecento

miliardi) attraverso legge finanziarie. Per il potenziamento del TP su

ferro – cod. d4 – erano stanziati circa Lire 113 miliardi (112.987.512.511)

per n. 8 azioni. In queste 8 azioni vi era - col cod. d4.2.8 -  la “Indagine

e progettazione della linea C e degli interventi connessi all’inserimento

urbano delle stazioni” con uno stanziamento di lire 67.417.140.000; 

nel 1999 risultavano versati circa Lire 52 miliardi (51.959.820.000).


«Siamo alla vigilia del suo 25° anniversario di studi e di un pozzo di

risorse finanziarie; dei suoi 15 anni di lavori; dell’attivazione di un primo

pezzo della linea C – aggiunge il presidente ADP – e non dimentichiamo

le tante decisioni apparse (o percepite) “capricciose”; le tante energie

consumate da chi aveva a cuore la migliore riuscita dell’opera e,

contemporaneamente, cercava di impedire il possibile spreco di risorse

finanziarie (visto il profondo pozzo).»


Per “la SICUREZZA”, l’ADP batte il tasto della fase “COLLAUDO”.


Nei “cronoprogramma” contrattuali viene specificata la

durata del collaudo “dopo la consegna degli impianti”.


Sono le persone “TPdipendenti” interessate ad avere - su tutta la

delicata e fondamentale fase del “COLLAUDO” - la massima

trasparenza e partecipazione e coinvolgimento del popolo, oltre alla

visibile e documentata “SORVEGLIANZA-PRESENZA” dei preposti 

soggetti istituzionali.


L’ADP pensa all’ AVCP, alla Corte dei Conti, ai VdF, alle ASL, ai vari

Ordini professionali, ecc.


L’ADP, da sempre, “teme” i tempi ballerini perchè li ritiene estranei

e contrari alla SICUREZZA.  


«Mai più spettacoli di “Treno che PARTE/NON PARTE”; di ”GIOCO

DELLE TRE CARTE”, conclude Vito De Russis. Si stabilisca il 

momento della apertura solo dopo la chiusura del fascicolo 

“COLLAUDO”; la sua rilettura totale (possibilmente ripetuta); la 

capillare e seria organizzazione dellevento.» 

Domenica 12 ottobre: tutti al lago che combatte

Festa a Roma per "Il lago che combatte".  

La festa si svolge a partire dalle 13 fra Csoa ex Snia e il Parco delle Energie, in via Prenestina 163. Un pranzo popolare, due cortei e tanta musica.
Scopo dell'iniziativa: liberare il lago. Un lago nato come per miracolo da un tentativo di speculazione. Un simbolo della lotta contro il cemento, in questa città disastrata. A un anno dall’inizio della lotta per la liberazione del cosiddetto lago di Roma. Nell'agosto scorso il Comune ha aperto l'ingresso su via del Portonaccio. 

Si comincia alle 13 con un pranzo popolare e si prosegue alle 15 con due cortei che entreranno nello spazio del lago dal Parco delle Energie e da Casalbertone.
Poi spazio alla musica con Piotta, Adriano Bono & Reggae Circus, Banda Jorona, oltre ad Assalti Frontali (nella foto) e Il Muro del Canto, autori del brano dedicato alla storia del lago “Il lago che combatte”

Riga, protesta con bici ingombranti

Le auto occupano troppo spazio. I ciclisti protestano a modo loro.

Singolare Critical Mass a Riga, in Lettonia, il 22 settembre scorso. Pochi, ma ingombranti (Fonte: La Repubblica).

Svuotano il negozio di bici in 5 minuti
Colpo da 50mila euro a Castelfranco

Al «Freetime Biker» rotta la vetrina con la mazza

Bici rubata, denuncia ad Este, 10 ottobre 2014
„
Dai carabinieri per l'obbligo di firma Ci va con la bici rubata: denunciato (Fonte: Padovaoggi)“


Bici spezzata, succede anche questo


Treviglio, 9 ottobre 2014 - Stava rientrando a casa quando all'improvviso la bici si è spezzata e l'uomo, un 55enne residente a Treviglio, è caduto restando ferito in modo grave. Il singolare episodio si è verificato questa mattina intorno alle 9.30. (Fonte: Il Giorno). Altri dettagli qua.

venerdì 10 ottobre 2014

Maker, il documentario, e il Maker movement

Veicolo a pedali alla Maker Faire di Detroit 2010

Si intitola semplicemente "Maker" il documentario sul maker movement prodotto da Yu-Hsiu Yang / Iris Lai , regia e riprese di Mu-Ming Tsai. Sono gli stessi autori di "Design & Thinking" (2011). Il videdo, di cui è disponibile online una versione demo gratuita, ci aiuta a capire l'estrema vitalità e i rivolti sociali di questo fenomeno, che eredita una lunga tradizione di fai-da-te, da decenni un importante settore della creatività e dell'economia. I settori tradizionali dell'hobbistica e del fai da te si sono negli ultimi decenni arricchite delle tante innovazioni tecnologiche, trasformazioni che giustificano anche il nuovo termine "maker culture" che si sovrappone a tutta una serie di attività artigianali che vanno sotto il nome di Do-It Yourself e Do-It-Together. ma non bastano le stampanti tridimensionali a far pensare di essere di fronte a qualcosa di inedito.
Il do-it-yourself (in italiano 'fai-da-te', in francesce bricolage) ha origini remotissime. Potremmo dire che questa attività sia nata quando un uomo industrioso, dopo un accenno di riflessione, forgiò, scheggiandoli, i primi ciottoli per ottenerne un utensile, non ritenendo adatti quelli reperiti in natura. Ciò accadde circa 500 mila anni fa. Il passo successivo fu l'amigdala (bifacciale).


Amigdala
È evidente che il concetto di fai-da-te, inteso come fenomeno di massa e anche fenomeno commerciale, è molto più recente. Va messa in relazione alla produzione in serie, all'obsolescenza dei prodotti, non solo quella programmata, alla pubblicazione di manuali e guide sull'how to. Scartabellando tra i tomi di wikipedia, alla voce 'Do it youself' si scopre che il termine è entrato in uso nella lingua inglese negli anni Cinquanta del Novecento, a indicare un'attività di costruzione, modifica o riparazione senza l'aiuto di professionisti, svolta in ambito domestico. Luoghi elettivi per questa attività il garage, la cantina e la soffitta. Da allora è stato un usseguisi di fenomeni: la nascita di una pubblicistica specializzata che permetteva la divulgazione e il proliferare di competenze e idee che si propagavano grazie a libri, riviste e corsi; grande interesse commerciale per il fenomeno DIY che, con la promessa di far da sé e risparmiare, prometteva lauti guadagni. Tante innovazioni, ma poche novità strutturali, almeno fino alla diffusione di massa del computer domestico.  
Riviste secolari, come "Popular Mechanics" (nata nel 1902) ci ricordano che nella sfera del DIY rientrarono fin dall'inizio le innovazioni in campo elettrico ed elettronico e che, semmai, le diverse manifestazioni del fenomeno erano dovute alle personali inclinazioni e alle necessità di chi praticava il fai-da-te in ambito domestico. Inizialmente le attività domestiche sono suddivise in modo abbastanza tradizionale tra maschili e femminili. Per fortuna queste barriere sono da tempo cadute. All'inizio da un lato abbiamo falegnameria, elettricità, idraulica, muratura, dall'altro cucito, maglia, attività artistiche, gastronomiche. A tutto questo ben presto si affiancò l'elettronica. Si trattò di un settore vitalissimo che permetteva notevoli risparmi, ma richiedeva speciali competenze di base. 
Per limitarci all'Italia, a partire dall'inizio degli anni Cinquanta fu tutto un fiorire di riviste: Radiorama, Elettronica mese Settimana elettronica, fino alla celeberrima  Nuova Elettronica, fondata nel 1969. Potete trovare moltissime riviste in formato pdf, al sito di Francesco Piva, Gruppo di Biologia Computazionale dell'Università Politecnica delle Marche, alla voce 'vecchie riviste' (il sito è qui). Queste riviste favorirono la divulgazione dell'hobbistica elettronica presso un pubblico più ampio. Tutto questo per dire che il fai-da-te elettronico precede di vari decenni l'avvento del maker movement e che l'uso dell'elettronica non è la sua cifra più caratteristica. Vediamo invece cosa contraddistingue questo movimento, di cui è difficile stabilire una data di nascita. Il maker movement viene chiamato, forse un po' esageratamente la "terza rivoluzione industriale". Si impernia su concetti come l'open source, la manifattura su scala locale e il reperimento di risorse finanziare attraverso il crowd funding. Rompe l'isolamento dell'hobbista e si proietta su scala mondiale attraverso il web, ma soprattutto lavora su settori ad alto potenziale innovativo, per cui spesso i maker lanciano startup in proprio e vengono reclutati per progetti da grandi aziende. I makers innovano e rilanciano tecnologie aziendali che, a loro volta, spesso non sono nate  in centri di ricerca istituzionali, ma in laboratori e contesti informali e marginali, per poi essere lanciate nel web, nelle aree a forte innovazione, in piccole startup. Spesso le persone coinvolte sono promotrici di una ricerca diffusa, aperta, non legata a copyright, ma da condividere e migliorare.  
Riviste come Make, Craft e fiere come la Maker Faire, di cui recentemente si è svolta a Roma la versione italiana (il sito è lì), sono la testimonianza di un crescente interesse per il fenomeno. 
Un aspetto importantissimo è la condivisione sociale, all'opposto della cantina dell'hobbista. Basti pensare alle ciclofficine popolari (in lingua inglese qualcosa di molto simile sono le bike kitchens). Molto interessante,. in questo senso, la nascita recente dei repair cafè, dove si impara a riparare.

Tornando a "Maker", il documentario da cui eravamo partiti, è molto utile per ulteriori indagini scorrere la lista degli intervistati, con cui possiamo iniziare una proficua gita sul web:
  • Alec Foege: Author of 'The Tinkerers'  
  • Barry Katz: Consulting Professor in the Design Division at Stanford University 
  • Bruce Schaar: Member of BioCurious
  • Carl Bass: CEO of Autodesk 
  • Charles Adler: Co-Founder & Adviser of Kickstarter
  • Chris Anderson: Author of “Makers: The New Industrial Revolution”, CEO of 3D Robotics 
  • Dale Dougherty: CEO of Maker Media Inc.  
  • Damien Declercq: Director of New Business Development of Local Motors 
  • Danae Ringelmann: Founder of Indiegogo
  • David Lang & Eric Stackpole: Co-Founder & Founder of OpenROV 
  • Duann Scott: Designer Evangelist of Shapeways
  • Elsa & Mark Bünger: Daughter & Research Director of Lux Research
  • Eric Migicovsky: CEO of Pebble Watch 
  • Gonzalo Martinez: Director of Strategic Research at Autodesk
  • Jeremy Conrad & Helen Zelman: Co-Founders of Lemnos Labs 
  • Jim Newton: Chairman & Founder of TechShop 
  • Kristina Hathaway & Raymond McCauley: Co-Founders of BioCurious
  • Mark Dwight: Founder/CEO of Rickshaw Bagworks; Founder/Chairman of SFMade.org 
  • Matthew Hagan: 3D Printing Engineer of Shapeways
  • Mick Ebeling: Founder of Not impossible Labs
  • Navi Radjou: Co-author of 'Jugaad Innovation'
  • Nemo Gould: An artist and sculptor 
  • Peter Platzer: CEO of Nanosatisifi 
  • Ronald Miloh Alexander: Co-Founder of Type a machine
  • Scott N. Miller: CEO & Co-Founder of Dragon Innovation 
  • Sylvia Todd: Sylvia's Super-Awesome Maker Show
  • Tanya Menendez & Matthew Burnett: Founders of Maker's Row 
  • Tim O'Reilly: Founder of O'Reilly Media. 

domenica 5 ottobre 2014

Orti urbani e mattone

Il gruppo i costruttori Batelli realizzerà 150 orti urbani nella zona nord della Capitale, nei pressi del Parco della Marcigliana.  Il progetto, denominato "Horti della Marcigliana", ha lo stesso nome del complesso edilizio in costruzione nei pressi della riserva naturale.  La notizia non mi esalta.