giovedì 30 gennaio 2014

Comunicato Codacons

PENSIONI: CONSIGLIO EUROPA, MINIME ITALIA INADEGUATE

CODACONS: POVERI IN COSTANTE AUMENTO, I  9,5  MILIONI DI POVERI SONO DESTINATI AD AUMENTARE

GOVERNO ALZI LE PENSIONI MINIME DI 100 EURO E LE ADEGUI ALL'INFLAZIONE REALE

In Italia l'ammontare delle pensioni minime è "inadeguato" e non c'è una legislazione in grado di garantire alle persone anziane lo stesso livello di vita del resto della popolazione.
Questa volta a dirlo non è il Codacons, ma il Consiglio d'Europa nel rapporto  per i diritti sociali.
Finalmente una conferma di quanto va sostenendo il Codacons, che dal 2002, ininterrottamente, denuncia come i pensionati abbiano avuto in questi anni un'inflazione da doppia a tripla rispetto alla media delle famiglie italiane e di come sia indispensabile un indice ad hoc appositamente costituito per loro, per rivalutare, almeno le pensioni più basse, alla loro inflazione reale. Se, infatti, vengono date pensioni da fame, almeno si abbia il pudore di mantenerle costanti in termini di potere d'acquisto.
I Governo che si sono succeduti in questi ultimi anni si sono dimostrati "inadeguati", per la semplice ragione che non hanno combattuto la povertà, ridistribuendo la ricchezza. I poveri, così, sono costantemente aumentati, come confermano i dati Istat, secondo i quali il numero dei poveri è in drammatico aumento. Secondo gli ultimi dati Istat nel 2012 le persone in povertà relativa sono ormai  il 15,8% della popolazione (9 milioni 563 mila), in netto aumento rispetto al 2011 (13,6%).
E la situazione, per il Codacons, è peggiorata nel 2013 ed è destinata a peggiorare anche nel corso del 2014. Fino a che i Governi pensano solo a salvare le banche e a graziare gli speculatori, abbandonando i milioni di italiani in difficoltà, infatti, i dati non potranno che peggiorare.
Per il Codacons la cosa più sensata e doverosa sarebbe aumentare immediatamente le pensioni minime di 100 euro netti al mese (29/1/2014).



"In futuro, il continuo degrado delle risorse naturali porterà, in misura sempre maggiore, all’insicurezza alimentare e a situazioni di conflitto.”

Rapporto Geo-1,Programma delle Nazioni unite per l’ambiente, 1997

mercoledì 29 gennaio 2014

Azione popolare

Amianto Velodromo EUR: a seguito "dell'azione popolare" Roma capitale si costituisce parte civile nel processo

Fonte: notizieradicali

21-11-2013
Si è tenuta ieri presso la Sesta Sezione Penale del Tribunale di Roma la terza udienza del processo per accertare la verità sulla vicenda della demolizione per "implosione" dell'ex Velodromo dell'Eur e per l'ipotesi di disastro colposo causato dall'enorme nuvola probabilmente contenente amianto liberata dall'esplosione.
Mi ero costituito parte civile per conto di Roma Capitale nel 2012, quando ancora non rivestivo la carica di consigliere capitolino, esercitando l'Azione popolare che (ai sensi dell'articolo 9 del Testo unico degli enti locali) consente a qualsiasi cittadino di far valere gli interessi del comune di fronte all'inerzia del comune stesso. L'iniziativa aveva proprio l'obbiettivo di far costituire il comune al fianco dei cittadini. La loro battaglia solitaria e drammatica attraverso il "Comitato per l'accertamento della verità sulla presenza di amianto nell'area dell'ex velodromo di Roma", per conoscere la verità ed ottenere l'assistenza e il giusto risarcimento nel caso sia confermata o aggravata l'ipotesi di reato formulata dal Pm Claudia Terracina, non poteva non essere la battaglia di Roma Capitale.
Per questo, assistito dall'avvocato Francesco Mingiardi, avevo deciso di esercitare l'azione popolare e far valere gli interessi del comune, fin ad allora immobile e disinteressato alla questione.


Membro del Comitato nazionale di Radicali italiani. Consigliere comunale a Roma, eletto nella lista civica per Marino sindaco.
Il 24 luglio 2008 l'impianto sportivo costruito alla fine degli anni Cinquanta per le Olimpiadi di Roma del 1960 fu demolito per "implosione" con 120 Kg di tritolo poichè l'area doveva ospitare gli impianti sportivi della "Città dell'acqua", progetto mai realizzato. Come testimoniano i residenti e tutta la documentazione video e fotografica, l'esplosione produsse un'enorme nuvola bianca che avvolse i palazzi circostanti, le auto, i passanti e poi fu portata dal vento verso i quartieri di Roma più a sud. Nei mesi successivi alla demolizione emerse la presenza di amianto in varie parti della struttura fatta esplodere tanto che fu necessaria una bonifica dell'area.
Ci sono quindi serie probabilità che la nuvola che si propagò dall'esplosione contenesse amianto.
Da qui il rinvio a giudizio per l'ipotesi di disastro colposo a carico del dirigente responsabile della procedura per conto di Eur Spa, proprietaria dell'edificio e dell'area.
Questa ipotesi per i cittadini residenti nella zona rappresenta l'incubo con cui convivono da anni, un incubo che ha sconvolto le vite di numerose famiglie e la loro possibilità di guardare al futuro proprio e dei propri figli senza angoscia.
 

Nicola Villa, mostra Ladro di biciclette a Milano

Dal 21 novembre al 31 dicembre 2013, alla Galleria Bellinzona di Milano (in via Volta, 10) si può visitare la  mostra di Nicola Villa (Lecco, 1976), intitolata Ladro di biciclette. È concepita come un omaggio all'artista Tino Vaglieri (Trieste 1929 – Milano, 2000).

La mostra parte dal quadro di Vaglieri ititolato Biciclette, realizzato nel 1955. Quattro lavoratori sostano vicino ai loro unici mezzi di trasporto.
Carlo Coronati, maestro elementare appassionato di escursionismo, ha pubblicato Roma una vera bellezza (edizioni del Lupo), una guida con dieci itinerari in bicicletta per la Città eterna. Potete leggere la recensione al libro scritta dall'ottima Cecilia Gentile per il quotidiano La Repubblica, qui.

Morto Renzo Zanazzi

Ieri mattina è morto a Milano Renzo Zanazzi. Lutto nel mondo del ciclismo. Leggi l'articolo di Marco Pastonesi, che pedalava con lui, qua.
Aveva vinto tre tappe al Giro d’Italia, una nel 1946 e due nel 1947, e indossato la maglia rosa tre giorni nel 1947.

Ciclabile Nomentana

Data l'importanza del tema, riporto integralmente il testo dal blog ciclabilenomentana: Nonostante i progetti già presi in esame, il II e III municipio hanno presentato a sorpresa un nuovo progetto che non tiene conto delle osservazioni e del lavoro svolto in questi anni. Ai passi carrabili i ciclisti devono dare la precedenza (non sia mai che qualcuno venga investito e faccia causa...).


Ciclabile Nomentana: corta e modesta subito!!

Ovvero; come depotenziare e rendere innocua una ciclabile che altrimenti poteva essere rivoluzionaria!
Ieri i rappresentati del Secondo e Terzo Municipio ci hanno presentato a sorpresa il nuovo progetto della ciclabile nomentana, che dovrebbe  essere realizzato a brevissimo termine. Doppio stupore!! Il primo per la notizia di un imminente appalto che credevamo ormai dimenticato, il secondo per la revisione di un progetto che era già stato discusso e approvato molti anni fa.
Marchionne Prudente
nella foto:
Il presidente del Terzo Municipio Paolo Marchionne con Massimo Prudente che scruta le carte; al lato Patrizia Brescia e Vito De Russis
Uno sguardo alle carte e l’amara sorpresa. Il progetto si è afflosciato; non si arriva più a Piazza Sempione  ma a Via Valdarno,  ai passi carrabili i ciclisti devono dare la precedenza, in molti punti la pista scompare, a metà strada ci si sposta dal lato destro al sinistro della Nomentana, e per evitare il tratto un po’ in pendenza nei pressi di Via Bencivenga si fa un giro di un chilometro nell’ansa dell’Aniene. Insomma, quanto basta per far preferire la carreggiata ordinaria alla maggioranza dei ciclisti, e soprattutto, non invogliare le migliaia di potenziali ciclisti a lasciare auto e moto per la bici.
Abbiamo 24 ore per presentare osservazioni e suggerimenti al dipartimento mobilità, giovedì 30 gennaio c’è la conferenza dei servizi.  Ci dice il presidente del terzo municipio Paolo Marchionne.
Ci guardiamo con gli amici ciclisti… che facciamo? Ci incazziamo? Rovesciamo il tavolo? Marchionne aggiunge; questo lavoro si fa perché è arrivato un finanziamento europeo specifico per realizzare piste ciclabili. E’ fuori dal piano quadro,e non ha nulla a che vedere con i biciplan di quartiere. Questa è un offerta del giorno, prendere o lasciare. Alla conferenza dei servizi di giovedì possiamo presentare osservazioni, ma se chiediamo la revisione del progetto i tempi si allungano e scade il termine per spendere quei soldi.
Ok, discorso chiarissimo. Facciamola!  Vi appoggiamo pienamente, e vi sosterremo e difenderemo durante tutti i lavori.
In corso d’opera faremo le nostre istanze, chiedendo di eliminare gli errori più grossi, come le precedenze ai passi carrabili; ma quando i lavori saranno alla fine  ed i difetti saranno palesi ed evidenti a tutti, protesteremo duramente con il sindaco ed i responsabili dell’opera.
Ed ora entriamo nello specifico:
Un po’ di attenzione: verso sinistra direzione Piazza Sempione, verso destra direzione Porta Pia.
ponte - caserma2 In alto a destra c’è la caserma, al centro in alto lo svincolo per la tangenziale direzione San Giovanni, a sinistra il ponte sulla tangenziale. La ciclabile colorata di rosso arriva da Porta Pia lato destro; all’altezza dello svincolo scompare, e riappare al lato sinistro dopo almeno 100 metri di attraversamenti da fare con la bici a mano. Poi  (fuori dall’immagine) gira a sinistra verso la fermata FM Nomentana, con un altro attraversamento pericoloso a mano all’imbocco della rampa per la tangenziale in direzione Salaria.
Il precedente progetto, molto più semplice e lineare, proseguiva dritto verso Piazza Sempione con attraversamenti dedicati e ciclosemafori. Possiamo stare sicuri che ben pochi ciclisti faranno tutto questo giro con semafori pedonali e bici a mano, la maggior parte andranno dritti sulla carreggiata (o abusivamente sul marciapiede).
Seconda scansione, attenzione ai dettagli:
Passi carrabili pressi Ventuno Aprile1
Questo è un tratto nei pressi di Viale Ventuno Aprile, ci sono vari passi carrabili, la pista si interrompe davanti ai passi carrabili, e, aguzzate la vista, al margine della pista ci sono le linee d’arresto alla corsia destra. Questo significa che il progettista, contro le disposizioni del C.d.S. ha previsto di dare la precedenza a chi entra ed esce dai passi carrabili; in caso di sinistro è facile capire quali sono le conseguenze civilistiche di tale fesseria.  Sembra incredibile ma alcuni comuni lo fanno, e rischiamo di trovarci con la ciclabile nomentana come quella di questa foto, con ridicolo sciupio di cartelli:
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Andiamo avanti; in alcuni tratti la pista scompare, osservate qui sotto, il tratto tra Via Giuseppe Vasi e Via Sant’Angela Merici:
Via Vasi - S.Merici1
la pista scompare. Perché? Conoscendo la strada, probabilmente per fare posto alla corsia di svolta a destra. Questo è un errore di progettazione da cartellino rosso. La pista può essere interrotta e ripresa quando è a senso unico, i ciclisti possono fare tranquillamente un tratto in carreggiata e poi riprendono la pista. Ma qui stiamo parlano di una pista a doppio senso. Chi va in direzione centro viaggia a senso contrario delle automobili, come fa a passare? Inoltre in quel tratto il marciapiede è stretto. Inaccettabile e totalmente fuori norma. Stesso errore nei pressi di Via Batteria Nomentana.
Non voglio dilungarmi oltre in tecnicismi, accenno solo che in molti incroci non sono previsti gli attraversamenti ciclabili, ma solo pedonali (quindi con bici a mano) e la pista si ferma parecchi metri prima dell’attraversamento. Non è chiaro come la pista è divisa dal marciapiede, c’è un gradino o cambia solo colore il pavimento? Inoltre non sembrano essere previsti paletti e cordoli per impedire il parcheggio abusivo. C’è invece, il cordolo anti sportellata nei tratti dove le auto parcheggiano in parallelo alla pista.
In conclusione, dopo un ampio confronto con gli amici ciclisti, io darei questi quattro suggerimenti:
1) Ai passi carrabili rispettare il C.d.S. e non interrompere la pista. Chi esce dall’area privata attraversa marciapiede e pista ciclabile, e deve dare la precedenza a tutti gli altri utenti della strada, non il contrario.
2) Se proprio non possiamo arrivare a Piazza Sempione con la pista in sede propria, almeno tracciamo una bikeline per terra. Da Via Bencivenga a Piazza Sempione è fattibilissima una corsia laterale di un metro di larghezza per senso di marcia, evidenziata solo da una striscia bianca ed il simbolo della bici ricorrente. In quel tratto non c’è parcheggio ne corsia bus. Si può fare con spesa minima e supplirebbe discretamente al taglio subito dal progetto originale. Restituirebbe un po’ di respiro a tutta l’operazione.
3) Dare continuità alla pista, ci sono decine di interruzioni ingiustificate; la striscia rossa deve continuare anche nelle intersezioni ed ai passi carrabili. Aumenta la visibilità della pista e rende chiaro che sono le auto che salgono sulla pista, non sono le bici a scendere in strada.
4) FATELA SUBITO!!!
Per un dettaglio delle singole posizioni trovate un bell’articolo di Mario Vicentini su amicoqua

martedì 28 gennaio 2014

«Il possesso di un’identità è una presunzione vera che incoraggia automaticamente gli altri a distruggere non solo l’identità, ma l’esistenza stessa del presuntuoso. E come nelle culture arcaiche la volontà di conquistare un’identità sia vissuta come una sfida alla legge comune che, invece, impone l’anonimato [...] I soggetti più nevrotici si difendono dal rischio della possessione rinunciando a qualsiasi tipo d’identità mentre gli altri si costruiscono un’identità-maschera. Questi due atteggiamenti – la rinuncia e il mascheramento – sono accomunati da una stessa resistenza all’annientamento. Infatti, chi conosce l’identità di un uomo ne conosce anche la vulnerabilità e potrebbe immediatamente sottometterlo».

George Devereux, La rinuncia all’identità: difesa contro l’annientamento, Conferenza tenuta presso la Società Psicoanalitica di Parigi – 17 novembre 1964. 




Comunicato Marcello

Una preziosa, segnalazione del Comitato Serpentara  ci  permette, cliccando al Link  http://www.youtube.com/watch?v=ta_CDk6U6Y0, di verificare con gli occhi rapidamente come le Giunte di Centro-sinistra e Centro-Destra insediatesi in Campidiglio tra il 1998 ed il 2013 abbiano nei fatti perseguito lo stesso obiettivo politico: assecondare e favorire gli interessi della Roma dei palazzinari e poi di quella della rendita fondiaria.

Questa scelta è stata fatta pagare ai cittadini in termini di uno spaventoso e sconsiderato consumo del territorio, di un indebitamento del Comune colossale che ipoteca il futuro anche che dei nostri nipoti, un drastico peggioramento della qualità della vita particolarmente dei ceti più deboli concentrati nelle vaste e lunari periferie a ridosso o a cavallo del GRA.

Le due puntate condotte e pubblicate dal Corriere della Sera nelle pagine della Cronaca romana in questi ultimi giorni, che potete leggere cliccando ai link di seguito riportati, documentano in maniera spietata e aderente lo stato pietoso della Capitale d'Italia, anche se non può non lasciare perplessi l'inaspettato zelo del quoridiano milanese nel denunciare con ritardo quel che centinaia di Comitati e Associazioni, decine di intellettuali, urbanisti, tantissimi testate, radio, tv locali, invano ed ignorate spesso dallo stesso Corriere denunciano da più di dieci anni. 


1° puntata -
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/14_gennaio_21/roma-sporca-caotica-insicura-caduta-una-capitale-senza-governo-1e621a4c-826b-11e3-9102-882f8e7f5a8c.shtml
A nove mesi dalla sua elezione. la Giunta Marino, sostenuta anche da forze politiche che, purtroppo,  hanno enormi responsabilità per questo passato, che cosa ha fatto sinora , sta facendo  e, soprattutto, quali impegni intende prendere, affinché non tutto ma almeno qualcosa cambi? Sarebbe necessario tentare nuove strade, in termini anche di obiettivi, sperimentare nuove forme di iniziativa e organizzazione, per ottenere risposte concrete, credibili, a questa domanda che una crescente schiera di romani, troppi, oggi non si pone proprio più, riffuggendo ormai da ogni impegno sociale e politico.

lunedì 27 gennaio 2014

Notizia Aduc

Le elite economiche mondiali agiscono sulle classi dirigenti politiche per truccare le regole del gioco economico, erodendo il funzionamento delle istituzioni democratiche e generando un mondo in cui 85 super ricchi possiedono l'equivalente di quanto detenuto da meta' della popolazione mondiale. Alla vigilia del World Economic Forum di Davos, il rapporto di ricerca Working for The Few, diffuso oggi da Oxfam, evidenzia come l'estrema disuguaglianza tra ricchi e poveri implichi un progressivo indebolimento dei processi democratici a opera dei ceti piu' abbienti, che piegano la politica ai loro interessi a spese della stragrande maggioranza. Una situazione che riguarda i paesi sviluppati, oltre quelli in via di sviluppo, dove l'opinione pubblica ha sempre piu' consapevolezza della concentrazione di potere e privilegi nelle mani di pochissimi. Dai sondaggi che Oxfam ha condotto in India, Sud Africa, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti, la maggior parte degli intervistati e' convinta che le leggi siano scritte e concepite per favorire i piu' ricchi. In Africa le grandi multinazionali - in particolare quelle dell'industria mineraria/estrattiva - sfruttano la propria influenza per evitare l'imposizione fiscale e le royalties, riducendo in tal modo la disponibilita' di risorse che i governi potrebbero utilizzare per combattere la poverta'; in India il numero di miliardari e' aumentato di dieci volte negli ultimi dieci anni a seguito di politiche fiscali altamente regressive, mentre il paese e' tra gli ultimi del mondo se si analizza l'accesso globale a un'alimentazione sana e nutriente. Negli Stati Uniti, il reddito dell'1% della popolazione e' aumentato ed e' ai livelli piu' alti dalla vigilia della Grande Depressione. Recenti studi statistici hanno dimostrato che, proprio negli USA, gli interessi della classe benestante sono eccessivamente rappresentati dal governo rispetto a quelli della classe media: in altre parole, le esigenze dei piu' poveri non hanno impatto sui voti degli eletti. ''Il rapporto dimostra, con esempi e dati provenienti da molti paesi, che viviamo in un mondo nel quale le e'lite che detengono il potere economico hanno ampie opportunita' di influenzare i processi politici, rinforzando cosi' un sistema nel quale la ricchezza e il potere sono sempre piu' concentrati nelle mani di pochi, mentre il resto dei cittadini del mondo si spartisce le briciole'', afferma Winnie Byanyima, direttrice di Oxfam International. ''Un sistema che si perpetua, perche' gli individui piu' ricchi hanno accesso a migliori opportunita' educative, sanitarie e lavorative, regole fiscali piu' vantaggiose, e possono influenzare le decisioni politiche in modo che questi vantaggi siano trasmessi ai loro figli''. Il rapporto di Oxfam evidenzia, ad esempio, come sin dalla fine del 1970 la tassazione per i piu' ricchi sia diminuita in 29 paesi sui 30 per i quali erano disponibili dati. Ovvero: in molti paesi, i ricchi non solo guadagnano di piu', ma pagano anche meno tasse. Questa conquista di opportunita' dei ricchi a spese delle classi povere e medie ha contribuito a creare una situazione in cui, nel mondo, 7 persone su 10 vivono in paesi dove la disuguaglianza e' aumentata negli ultimi trent'anni, e dove l'1% delle famiglie del mondo possiede il 46% della ricchezza globale (110.000 miliardi dollari) ''Se non combattiamo la disuguaglianza, non solo non potremo sperare di vincere la lotta contro la poverta' estrema, ma neanche di costruire societa' basate sul concetto di pari opportunita', in favore di un mondo dove vige la regola dell' ''asso pigliatutto', conclude Winnie Byanima. Negli ultimi anni il tema della disuguaglianza e' entrato con forza nell'agenda globale: Obama lo ha identificato come una priorita' del 2014, e proprio il World Economic Forum ha posto le disparita' di reddito diffuse come il secondo maggiore pericolo nei prossimi 12-18 mesi, mettendo in guardia su come stia minando la stabilita' sociale e ''minacciando la sicurezza su scala globale''.

Corsi di meccanica alla Ciclofficina Stecca di Milano

Comunicato Ciclofficina Stecca

Anche quest’anno tornano alla Ciclofficina Stecca in via de Castillia 26 a Milano i corsi di ciclomeccanica base dell’associazione +bc; come per le passate edizioni le lezioni verranno tenute in diversi moduli di due ore, divisi per argomenti. I corsi sono riservati ai Soci, il contributo richiesto è di 55€, più tessera associativa annuale 5€ con un massimo di 15 iscritti, ecco il calendario.
> Martedì 4 Febbraio, ore 19:00 Modulo  Toppe Manutenzione essenziale per la riparazione di una foratura.
> Martedì 11 Febbraio ore 19:00 Modulo  Freni Manutenzione e principi di funzionamenti di diversi tipi di freno.
> Martedì 18 Febbraio ore 19:00 Modulo  Palline Manutenzione regolazione e funzionamento dei cuscinetti a sfera di una bici.
> Martedì 25 Febbraio ore 20:30 Modulo  Cambio e varie Manutenzione regolazione e funzionamento del cambio e spazio per argomenti tralasciati dagli altri moduli.
A grande richiesta quest’anno arriva anche il corso ruote avanzato, due i moduli di due ore ciascuno, dove potrete far nascere una ruota dai suoi componenti base, l’associazione mette a disposizione mozzi raggi e cerchi (ma la ruota che farete resta all’officina). Il contributo richiesto è di 40€, più tessera associativa annuale 5€ con un massimo di 12 iscritti, in omaggio un tira raggi, ecco il calendario.
> Lunedì 17 Febbraio ore 20:30 Modulo  Teoria Teoria della raggiatura e centratura, calcolo dei raggi, prova di centratura.
> Giovedì 20 Febbraio ore 20:30 Modulo  Pratica Raggiatura della ruota, centratura e campanatura.
Per informazioni e prescrizione (necessaria): Scriveteci!

venerdì 24 gennaio 2014

Un bambino affronta i cecchini per portare da mangiare alla famigia nella città siriana di Deir Ezzor (foto Afp)

In Olanda acceso dibattito sulle nuove bici elettriche

Si discute molto in Olanda della nuova bici a pedalata assistita che supera i 25 Km/h: la Buelabel Cruiser. Esteticamente è orrenda, più brutta del solito. Le bici a pedalata assistita non brillano per eleganza, mi scuseranno gli amici che gestiscono e lavorano in negozi del genere. In certi contesti e per alcune categorie di persone, però, è indubbiamente una soluzione vantaggiosa.

La Bluelabel Cruiser
In Olanda molte persone credono che non sia giusto che una bici che va abbastanza veloce, e non certo in ragione dell'impegno muscolare, possa usufruire delle piste ciclabili. L'associazione dei ciclisti Fietserbond è contraria. Il portavoce Arien de Jong afferma: “È un buon mezzo di trasporto, ma non credo proprio che dovrebbe beneficiare delle ciclabili”. Ricordiamo che nei Paesi Bassi anche i motorini (ne circolano pochi) possono usufruire delle piste ciclabili. È un Paese a misura di bici, notoriamente piatto, oltre che sotto il livello del mare per alcuni tratti. Ma a che cosa serve la bici a pedalata assistita in Olanda, con tutto quello spreco di batterie inquinanti? I dati dei paesi Bassi sono impressionanti: 32.000 km di piste ciclabili, 4,700 km di strade con corsie dedicate e 18 milioni di bici in circolazione, su 16 milioni di abitanti. Le bici in Olanda vanno anche in giro da sole. Tornando seri, c'è il rischio che si faccia una Critical Mass di protesta. Sarebbe una novità per un Paese abituato a masse quotidiane di ciclisti.
Un tema che si fa quantomai caldo, anche perché l'Ente nazionale olandese per turismo e congressi ha scelto la bicicletta come tema portante della sua campagna pubblicitaria nazionale e internazionale del 2014.
La famiglia reale dei Paesi Bassi in bicicletta
 Potete vedere il re dei Paesi Bassi, Sua Maestà Willem-Alexander, andare in bici con tutta la famiglia qui.

giovedì 23 gennaio 2014

La protesta viaggia sulle ruote della graziella

Fonte: Tribuna di Treviso

In “Graziella” a Roma per la marcia del 28

Quindici rappresentanti del presidio del Foro Boario partono domani in bici, tappe da 70 km al giorno

di Davide Nordio 
 
CASTELFRANCO. Partiranno in bicicletta giovedì mattina alla volta di Roma per partecipare alla manifestazione dei presidi M9D (Movimento 9 dicembre) che si terrà il 28 gennaio: sono una quindicina di attivisti del presidio all’ex Foro Boario che però non sono mossi dalla passione per le due ruote. Per loro niente sofisticate bici da corsa, ma qualche “Graziella” e qualche mountain bike d’ordinaria amministrazione. «È l’unico modo che abbiamo per poterci permettere di essere presenti a quell’appuntamento», spiega Michele Fiorotto detto Fiore, 31 anni, artigiano, «andiamo da umili cittadini, ci fermeremo a mangiare e a dormire ai presidi che incontreremo lungo la strada, dopo tappe di 60-70 chilometri. Vogliamo incontrare la gente per spiegare il motivo della nostra protesta che dura da più di un mese: per questo passeremo lungo le piazze delle città».
L’obiettivo del gruppo è quello di consegnare una petizione nei palazzi della politica «perchè le cose cambino subito», dice Fiore, «Si deve dare forza e dignità al lavoro, nel sacrosanto rispetto dell’articolo uno della Costituzione. Oggi anche chi potrebbe lavorare si trova bloccato come il sottoscritto».
Fiore è un artigiano nel settore del mobile e degli allestimenti: ha lavorato come subappaltatore in contesti importanti come il megastore della Apple a Parigi e a Ginevra, navi da crociera, ecc.. Ma ora nessuno lo chiama più: «Colpa dei pagamenti mai rispettati che non mi permettono di essere in regola con i diversi contributi. E se non sei in regola, niente Durc, il documento di regolarità contabile. E niente Durc vuol dire non aver accesso ad alcuna commissione, neppure in subappalto. Così mi ritrovo a 31 anni senza avere un futuro: e come me, purtroppo, ce ne sono tanti, che non hanno più nulla da perdere. Che lo sappiano a Roma». Per Fiore e per altri attivisti del presidio castellano la prima emergenza non può che essere il lavoro: «Dobbiamo liberarci da tutti quei vincoli che non ci permettono di esprimere la nostra potenzialità».
Comunicato Naga 
 
Abrogazione reato d’immigrazione clandestina: mossa di facciata, qualche riflesso positivo anche se poca incidenza effettiva.
Il commento dei legali del Naga.

 Milano, 22 gennaio 2014. Ieri il Senato ha approvato l’abrogazione del reato dimmigrazione clandestina, conservando però ilrilievo penale delle condotte di violazione dei provvedimenti amministrativi adottati in materia”.

Il provvedimento riporterebbe la situazione ante "Pacchetto sicurezza 2009". Consideriamo positiva l’eventuale l’abrogazione, anche se solo sul piano simbolico, vista la poca incidenza in concreto restando invariati i reati per l'inottemperanza all'ordine del prefetto (cioè all'espulsione) e l'inottemperanza all'ordine del giudice (cioè alla sentenza/decreto di espulsione) Dichiarano i legali del Naga .

La decisione del Senato, se andasse a buon fine, è da apprezzare perché migliorerebbe la norma dal punto di vista dell'impatto teorico-comunicativo della legge: stabilire che l'immigrazione irregolare non sia più un reato è un fatto positivo di civiltà giuridica. Si deve però rilevare come la norma non incida sulla sostanza, né sull'approccio criminalizzante alla base della legge.” Proseguono i legali.

Sinteticamente possiamo, quindi, affermare che ciò che ha deciso ieri il Senato appare come una mossa di facciata con qualche riflesso positivo e poca incidenza effettiva. In ogni caso, almeno politicamente è un segnale di parziale inversione di tendenza o quanto meno di non uniformità nella discriminazione a priori del cittadino irregolare. Seguiremo gli sviluppi.” Concludono i legali del Naga.

martedì 21 gennaio 2014

La caduta di Roma

Roma sporca, caotica, insicura:
la caduta di una capitale senza governo

Ogni cento abitanti 67 auto, 56 pedoni uccisi in un anno, 660 Kg di immondizia prodotta procapite.

Fonte e articolo. Corriere della sera

lunedì 20 gennaio 2014

Claudio Abbado (1933-2014)

Bici regalata al maestro Claudio Abbado del Club Abbadiani Italiani nel 2002

Comunicato ADP

Il PUT - Piano Urbano del Traffico (art. 36 del D.L.vo n. 35/1992   NCDS   Nuovo Codice della Strada) ha questi obiettivi:
-     migliorare le condizioni della circolazione e della sicurezza stradale;
-     ridurre gli inquinamenti (acustico ed atmosferico);
-     realizzare il risparmio energetico (ovvero il contenimento dei consumi energetici).

I PUT non si trovano per strada o in commercio.
I PUT devono essere *fatti* rispettando le regole stabilite nella Direttiva Ministero Lavori Pubblici emessa il 24 giugno 1995 (dopo giorni 1.120 - oltre 3 anni - di lavorazione).
I PUT, quindi, vanno fatti per raggiungere i citati obiettivi e cambiare il livello di *convivenza* (vivibilità).

          Come fare un PUT?
Per fare un PUT ci vogliono i Piani esecutivi (progetti esecutivi).  
Per fare un Piano Particolareggiato ci vuole il PGTU – Piano Generale del Traffico Urbano.
Per fare la Politica dei Trasporti, ci vuole una Mentalità Urbana più Umana e più rispettosa della dignità della persona e del buon uso dei beni comuni (strada, aria, salute, legalità, ecc. e servizi pubblici); una Mentalità Urbana non succube dei prepotenti *cavalli meccanici*.
Per fare la Mentalità Urbana più Umana e più rispettosa della dignità della persona e del buon uso dei beni comuni (strada, aria, salute, legalità, ecc. e servizi pubblici) è essenziale rispettare la *Carta europea dei diritti del pedone*.
La *Carta europea dei diritti del pedone* c’è - link: http://www.assopedoni.it/home/depliant-e-volantini/depliant_europa.pdf ) - ed ha compiuto 25 anni il 12 ottobre 2013 (approvata a Strasburgo dal Parlamento europeo nella sessione plenaria del 12 ottobre 1988) ed è in vigore da 25 anni compiuti il 14 novembre 2013 (pubblicata sulla G.U. N. C290 del 14.11.1988) ed è stata immediatamente applicata nella UE.
Rendendo efficiente ed efficace la *Carta europea dei diritti del pedone* si raggiungono gli obiettivi di:
-     aver migliorato le condizioni della circolazione e della sicurezza stradale;
-     aver ridotto gli inquinamenti (acustico ed atmosferico);
-     aver realizzato il risparmio energetico (ovvero il contenimento dei consumi energetici);
-     aver conservato la buona salute (alle persone, all’ambiente, ai monumenti); e di
-     aver realizzato sulla strada, bene comune, quell’educazione alla *convivenza civile* che rende liberi, uguali e dignitose le persone ed anche la società.

Il PUT a Roma?
Si può sostenere che, ad oggi, a Roma, è ancora ignorato il sopra rappresentato *itinerario*. Pertanto,

Roma è ferma al PGTU (del 1999)
Perchè sappiamo che, dopo gg. 1.465 di *lavorazione* dalla citata Direttiva Ministeriale (quindi, dopo 2.585 giorni totali dal NCDS: 7 anni!), il 28 giugno 1999 (con Del. C.C. n. 84) nasce a Roma il PGTU che è ancora in vigore.
Sappiamo, anche, che esiste un *Aggiornamento* - al quale hanno lavorato 24 persone, 3 specialisti e 11 contributi - datato *febbraio 2005*, approvato con DGC n. 87/2005 e mai discusso dal Consiglio Comunale.
Per fare l*Aggiornamento*, tutte quelle persone avranno esaminato i risultati ottenuti dal PGTU 1999, gli atti inerenti le Politiche dei Trasporti, Urbanistiche ed Edilizie; avranno formulato dei quesiti; avranno cercato di dare una risposta per permettere di fare i Piani Particolareggiati.

Politica della mobilità.
La mobilità romana è in emergenza da traffico da oltre 20 anni; certificata dal DPCM 4.8.2006.
Ignorata la *Carta europea dei diritti del pedone*, sono stati disuguagliati i diritti tra le quattro mobilità: 1. pedonale; 2. ciclistica; 3. servizio pubblico del TPL; 4. veicoli privati.
I circa 7.530 km. di strade comunali sono stati egemonizzati dalla *mobilità con i veicoli privati* ovvero dai cavalli meccanici.
Il TPL ha ignorato il suo ruolo di servizio pubblico, bene comune e resa inconsistente la *mobilità col servizio pubblico TPL* (era del 18,2% nel 2008; diventata 22.8% nella CdS ATAC 2013: sarebbe giusto conoscerne con quali strumenti si è ottenuto l’aumento di oltre il 25%!) visto la totale assenza di *corsie riservate* al TPL; la illegalità diffusa sulla strada; l’assenza del dovuto rispetto ai viaggiatori; le fermate dei bus (quasi tutte) sono occupate illegalmente da veicoli privati; le fermate dei bus prive di pensiline, orari, informazioni; ecc.
La *mobilità ciclistica* resta effimera per la sua enorme pericolosità; per l’assenza della *rete di piste ciclabili* ma anche delle *piste ciclabili*; per la costante e culturale non dignitosa ricerca di spazi residuali da dedicare alla mobilità ciclistica. che.
La *mobilità pedonale*: ignorata la efficienza della *Carta europea dei diritti del pedone*; ignorato quel 15% delle persone che non escono dalle loro case *anche* per paura del traffico (assassino); accettata e consolidata la cultura della mobilità dei minori (i figli) come fossero pacchi postali; abbandonati al loro destino i marciapiedi; resi autentiche *trappole mortali* gli attraversamenti pedonali; considerata *opzional* la segnaletica verticale; ecc. resta lontanissima anche da quanto sostenuto a pagina 18 dell’Aggiornamento del febbraio 2005.

Come abbiamo visto:
il *PUT* è nell’art. 36 del NCDS in vigore;
nel 1999 nasce il *PGTU* che doveva proseguire il suo iter per arrivare a *fare* nascere il PUT;
nel 2005, abortisce un “Aggiornamento* del *PGTU 1999*;
oggi, 2014, il tema posto sul tavolo è un nuovo *PGTU*, stazione di transito per raggiungere il *PUT*.
Sono trascorsi 22 anni senza far nascere il *PUT* (1992 – 2014).
Sono trascorsi oltre 25 anni (1988 – 2014) senza rendere efficace la *Carta europea dei diritti del pedone*. *Cambiamo tutto* per non cambiare niente?


Vito De Russis
n.q. presidente ADP – Assoc. Diritti Pedoni di Roma e Lazio

Pedalare a Oslo d'inverno

Dedicato a tutti coloro che si lamentano per il freddo. Un video che mostra come si pedala a Oslo, Norvegia d'inverno, con bimbo e carrellino al seguito. Qui
Thomas Pynchon, Slow Learner [racconti, copertina della prima edizione], Little, Brown, New York, 1984

giovedì 16 gennaio 2014

Borraccia

Negli ultimi tempi non ho fatto molto nel Lab, salvo provare a farmi spazio tra carcasse di bici, grancasse, sedie e materiale vario trovato per strada. Ultimamente, però, ho provato a risolvere un problema che riguarda la borraccia, usata sia in bici che a piedi. Accantonando quelle di plastica, per me orripilanti, mi sono chiesto: come tenere legato il tappo alla borraccia senza il rischio di perderlo, come aprire la borraccia rapidamente, come ridurre i rischi di perdere l'intera borraccia quando è riposta nella tasca esterna dello zaino? Alla mia borraccia d'alluminio, comprata presso una nota catena di articoli sportivi, per prima cosa ho segato un po' il tappo, dandogli alla fine una limata per rimuovere i trucioli di plastica. Non ne potevo più di svitare all'infinito, soprattutto in bici. (La lunghezza della filettatura non garantiva una maggior tenuta stagna.) Dopo la modifica la borraccia si svita rapidamente. Ho poi fissato un cordino alla borraccia, al tappo e a un moschettone, nel seguente modo.


In questa maniera, quando si svita il tappo, il cordino ruota con tutto il resto attorno al collo della borraccia. Quando è chiusa, la borraccia risulta così legata doppiamente al cordino, per il collo e per il tappo.



mercoledì 15 gennaio 2014

La Parigi di Edgar Morin

«Riparato a Tolosa, per sfuggire all'avanzata dei nazisti, nel 1942 entra nella resistenza e riesce a tornare nell'amata Parigi sotto falsa identità. Il traffico è diminuito in un modo impressionante. Tra le biciclette-taxi e le rare auto a gas svettano i veicoli neri della Gestapo. Non poche brasserie sono state trasformate in Soldatenheim, i cartelli stradali sono in tedesco come le divise grigioverdi sui marciapiedi. Tra le file dell'opposizione emergono personaggi straordinari come la generosa anarchica May che per ostentare la sua fede internazionalista ha fatto tre figli: uno con un nero, uno con un indiano d'America e l'altro con un ebreo».

Giuseppe Scaraffia, "Città infame e meravigliosa", [recensione al libro di memorie di Edgar Morin, La mia Parigi. I miei ricordi, Raffaello Cortina, Milano.] Il Sole-24 ore, Domenica, 12 gennaio 2014, p. 46.
Il vélo taxi, in gran voga durante l'occupazione tedesca di Parigi


Vento docu film sulla Pianura padana in bici


Si può fare, la strada è bellissima e purtroppo pochi la percorrono.
Il diario di un viaggio lungo otto giorni da Torino a Venezia
 È uscito “Vento”, il docu-film sulla Pianura padana in bicicletta

Il film di Paolo Casalis, Pino Pace e Stefano Scarafia è disponbile sul web. Un viaggio di 630 km sulla  che potrebbe essere la via ciclabile più lunga d’Italia.

Il trailer del film e l'intera pellicola a pagamento in streaming qui.

martedì 14 gennaio 2014

A Roma non si progetta sul lungo termine

A Roma, la Città della Scienza si farà non più all'Ostiense, ma al Flaminio. I Ponti della Scienza e della Musica si scambieranno i nomi. Intanto si attende da 38 anni la destinazione dell'ex Mattatoio. E poi la Città del giovani, annunciata da Veltroni. E il destino dell'area dell'ex Fiera di Roma. Quando si dice pianificare... Per analogia: sulla ciclabilità seria, secondo voi, quanto bisognerà attendere?

Leggi:

Cittadelle e ponti sbagliati
Romani in attesa da inizio millennio

Fonte e articolo completo: Corriere della Sera, 14 gennaio 2014, p. 1

 di GIUSEPPE PULLARA



Contrordine, compagni. La Città della Scienza non si fa più all’Ostiense ma al Flaminio, il Ponte della Scienza (che collega Marconi e Ostiense) e il Ponte della Musica (in zona Foro Italico) si scambiano il nome perché non può essere che da una parte c’è la Città e dall’altra il Ponte anche se è vero che via Cavour guarda il Colosseo e invece Piazza Cavour Castel S.Angelo. Roma è strana: mentre aspettiamo da ben 38 anni che l’«operazione ex Mattatoio», a Testaccio, faccia un passettino avanti per una conclusione verso il 2045, mentre attendiamo che sorga agli ex Mercati Generali dell’Ostiense la «Città dei Giovani», annunciata all’avvio del millennio da Veltroni, mentre siamo in attesa che si utilizzi finalmente l’area della ex Fiera di Roma sulla via Colombo e che la Nuvola dell’Eur prenda forma, mentre infine speriamo che non vadano sprecati i tanti milioni spesi per la Città dello Sport di Tor Vergata, il Campidoglio annuncia la nascita della Città della Scienza, davanti al Maxxi di via Guido Reni al Flaminio.
In tre anni la nuova struttura multifunzionale dovrebbe essere pronta, secondo le promesse del sindaco Marino.
Al posto di un’ex inutile caserma, un grande museo scientifico ma anche abitazioni, case sociali, negozi, biblioteca, ambulatorio. Non ci sarà la fantastica Géode, la sfera a specchio emblema della omologa Città della Scienza di Parigi sorta sui resti dell’ex mattatoio alla Villette. Ma non si può avere tutto. Del resto, i romani sono abituati ad accontentarsi. Per il momento, infatti, siamo tutti contenti che dal Comune parta un’operazione di rigenerazione urbana che va nel senso giusto: riutilizzare i vecchi edifici piuttosto che occupare nuove aree, tenere lo sguardo all’orizzonte, mirando al futuro di una città che sembra sempre più vocata a nutrirsi del suo illustre passato.

Ma sul segno positivo delle buone intenzioni pesa purtroppo l’esperienza. Quanti annunci sono stati fatti? A tre anni dalla chiusura dell’«Abattoir» parigino già c’era un progetto organico e dopo nove anni Mitterrand ha tagliato il nastro della Cité. A parte il caso deprimente del Mattatoio, monumento all’incapacità di fare (meglio evitare il paragone col Matadero di Madrid), tutte le previsioni sui tempi di realizzazione di grandi interventi urbani sono saltate, sempre. A proposito del metro C, chiudiamo gli occhi e pensiamo ad altro. Il Sistema Roma sembra incapace di mantenere qualsiasi promessa.

E quando la Città della Scienza sarà pronta, come portarvi gli studenti, le famiglie, i turisti? La Città della Musica, nei pressi, è servita, col Maxxi, da un anemico tram 2, il cui numero dà l’idea di quanto possa risolvere il problema del collegamento di un polo culturale al resto della città. Possibile che non si pensi fin d’ora a creare efficienti innesti nella rete urbana della mobilità, ad adeguati parcheggi? Le navette notturne che servono l’Auditorium sembrano viatici per il Nulla. Ecco: i romani hanno la musica ma manca il resto. Siamo abituati ad accontentarci, e ce la caveremo anche con le scienze. Provando e riprovando, prima del 2026 forse si troverà una soluzione.

Fonte: Commissione Europea

Le biciclette raggiungono la velocità di crociera, grazie all'Erasmus

Novembre 2013

Biciclette © Oliver Weber
Grazie a un programma dell'UE, alcuni piccoli imprenditori lituani hanno reso il proprio negozio di biciclette una fiorente attività di consegne.
Quando i titolari del negozio di biciclette Velobic, in Lituania, hanno deciso di diversificare l'attività offrendo servizi di consegne in bici, il sostegno dell'UE ha contribuito al successo dell'operazione.
Nell'ambito del programma, Rimvydas Butkus, uno dei titolari ha trascorso tre mesi presso un'azienda che si occupa di consegne in bici nella città austriaca di Graz, per mettere alla prova la sua idea e preparare un piano d'impresa accurato.
Grazie all'esperienza maturata durante lo scambio "Erasmus per giovani imprenditori", l'azienda ha incrementato il fatturato del 10% l'anno e prevede di assumere nuovi fattorini nelle prossime settimane.
"Ho acquisito tutte le conoscenze e le competenze necessarie per gestire questo tipo di attività", afferma Rimvydas Butkus.
La Commissione europea sostiene una parte dei costi dello scambio, che può durare da uno a sei mesi.
Finora più di 3 200 persone hanno partecipato al programma.

Passo per passo

Domanda di partecipazione: guida dettagliata

Potresti essere tu

Stai pensando di avviare un'attività in proprio o vorresti raggiungere nuovi mercati? Allora l'Erasmus potrebbe essere il progetto che fa per te!
  • Possono partecipare sia gli imprenditori agli inizi, sia quelli esperti
  • Il programma è attivo in 37 paesi, prevalentemente europei
  • Una sovvenzione dell'UE copre le spese di viaggio e di soggiorno

Per saperne di più

lunedì 13 gennaio 2014

António Conga, ferro velho reciclado...

António Conga, Transfiguração do Nkisi Nkonde, 2012, ferro velho reciclado, cm 150 x 65 x 32
In mostra al Museo Etnografico Luigi Pigorini di Roma,Piazza Guglielmo Marconi 14, 00144 - Roma EUR
nell'ambito della mostra di arte angolana Agenda Angola., Inaugurazione 22 gennaio 2014, ore 17.30.
Parti di bicicletta sono quasi sempre presenti in questo genere di artefatti. Qui una tripla corona disegna il volto della creatura....

venerdì 10 gennaio 2014

Comunicato Verdi

RIFIUTI: BONESSIO (VERDI); INVITEREMO CITTA', COMITATI E CITTADINI A COSTITUIRSI PARTE CIVILE

"Inviteremo i cittadini, i comitati e l'amministrazione di Roma a costituirsi parte civile nel processo per l'inchiesta sulla gestione dei rifiuti nella capitale e nel Lazio".  Lo dichiara il presidente dei Verdi del Lazio Nando Bonessio che aggiunge: "Sabotando la raccolta differenziata per favorire il sistema di affari che ruotava intorno a inceneritori e discariche si è commesso un duplice crimine: da un lato un crimine contro l'ambiente e la salute, dall'altro contro i cittadini".

"La differenziata è il vero antidoto a questo sistema affaristico criminale che utilizza i rifiuti per far soldi sporchi e per sottrarre la gestione del ciclo alle lobby affaristico-criminali che hanno portato la città al collasso - continua l’esponente ecologista. Le autorità giudiziarie, oggi, hanno parlato di un vero e proprio metodo Cerroni che ha condizionato la gran parte delle decisioni che riguardavano i rifiuti".

"Ci chiediamo. Quante volte e su quali altre decisioni questo modello ha avuto il sopravvento rispetto alle scelte che si sarebbero dovute fare in nome dell'interesse generale? Su questo noi Verdi che, da sempre ci battiamo contro questo sistema di gestione dei rifiuti e che proprio per questo abbiamo pagato e paghiamo prezzi politici altissimi, chiediamo alla magistratura di far piena luce”, conclude Bonessio.

giovedì 9 gennaio 2014

Domani tutti in bici a Valle Galeria all'Arancia Day

 (AGENPARL) – Roma, 9 gen – I Cittadini della Valle Galeria, appresa la notizia dell’arresto di Manlio Cerroni, Bruno Landi, Piero Giovi, Francesco Rando, Luca Fegatelli, Raniero de Filippis e Pino Sicignano, hanno organizzato per il giorno 9 gennaio 2014 allo ore 21:30 l’evento “ARANCIA DAY” presso la discarica di Malagrotta in Via del Casale Lumbroso 408.  “Dopo il grande successo del “LUCCHETTO DAY” del 30 settembre 2013 in occasione della discarica di Malagrotta, siete tutti invitati a prendere parte all’ “ARANCIA DAY”: porta anche Tu le ARANCE a Manlio Cerroni” dicono ironicamente dal comitato.
Comunicato Verdi

RIFIUTI: BONELLI (VERDI), GRAZIE A GIUDICI E NOE SI COMINCIA A FAR CHIAREZZA SU ROMA E LAZIO
SISTEMA AFFARI HA BLOCCATO L’AVVIO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA

"A Roma e nel Lazio si e' creato un sistema d’affari che ha bloccato il vero avvio della raccolta differenziata e l’affermassi di un ciclo virtuoso dei rifiuti per giustificare gli affari che ruotavano intorno alla discarica di Malagrotta e gli inceneritori". Lo afferma il Co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: "A causa delle nostre battaglie contro inceneritori e discariche siamo stati messi all'angolo accusati di dire no a tutto. Con l'inchiesta che ha portato all'arresto di Manlio Cerroni ed altre persone si comincia a comprendere come il sistema dei rifiuti nel Lazio e di Roma fosse basato su un meccanismo di affari che ha strategicamente voluto impedire l'avvio della raccolta differenziata con standard europei".

"Il sistema funzionava in modo elementare: piu' 'monnezza' c'era da smaltire e bruciare e piu' si guadagnava, mentre, purtroppo, a pagare erano e sono ancora i cittadini - ricorda il leader ecologista -. L'inceneritore di Albano e' sotto inchiesta ma non è il primo; alcuni anni fa fu quello di Colleferro ad essere sequestrato dal Noe, con 13 arresti, tra cui anche un dirigente Ama, perche' in quell'impianto venivano smaltiti (bruciati) tutti tipo di rifiuti violando 'tutte le norme previste'. Parte dei rifiuti, come aveva verificato l'autorità giugidiaria, arrivavano 'di nascosto' dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi e in questo modo si conseguivano profitti illegali".

"Questa inchiesta conferma quello che, noi Verdi, sul piano politico, sosteniamo da sempre: il ciclo de rifiuti non puo' basarsi su discariche e inceneritori sostenuti da soldi pubblici o finanziati da meccanismi perversi come il Cip6 - conclude Bonelli -. Proprio contro il Cip6 dell'inceneritore di Albano noi Verdi facemmo una dura battaglia in Parlamento per impedire che venisse concesso il contributo pubblico: anche allora fummo crocifissi e bollati come 'quelli del no'".

mercoledì 8 gennaio 2014

Abitacoli auto come camere a gas

Inchiesta del settimanale Il Salvegente nel numero in edicola (2-9 gennaio 2014): gli abitacoli delle automobili sono camere a gas. Lo conferma un'inchiesta dell'associazione ambientalista Peacelink di Taranto condotta nell'arco di due anni. Sono elevatissime le concentrazioni di IPA (idrocarburi policiclici aromatici). In una vettura a benzina le concentrazioni di IPA sono sette volte quelle riscontrate al tubo di scappamento della stessa vettura: fino a 500 contro 50 ng/m3. "Ho calcolato che 10 minuti in un'automobile equivalgono, all'incirca, a fumare per un minuto una sigaretta" spiega Marescotti di Peacelink. Per le misurazioni è stato utilizzato l'analizzatore portatile Ecochem Pas2000 CE, uno strumento professionale che fornisce valori istantaneamente.
un motivo di più per usare la bici tutti i giorni.

 

domenica 5 gennaio 2014

Tutto vero

220 Km di pista ciclabile sopraelevata (chissà, forse tutta in discesa...). I soldi? Non è un problema, a Londra si fa questo e altro. Il progetto è stato presentato da Exterior Architecture, Fosters and Partners e Space Syntax. Tutto vero, state pronti a sopraelevarvi a Londra!

sabato 4 gennaio 2014

Per l'industria dell'auto la bici è irresistibile

Ne ho archiviate talmente tante di queste pubblicità, che quasi non mi fanno più effetto. Però è innegabile che l'uso della bici per vendere automobili dica molto su questo settore dell'industria. Come sempre, le strade sono magicamente vuote. L'auto pubblicizzata è la Mitsubishi ASX SUV. Lo spot è australiano. Come in qualche altro caso, è il bike messenger a essere preso in ostaggio. Perché non fare le consegne in auto?, sembra volerci dire lo spot. Il ciclista appare come un cretino che gira in auto con la bici sul tetto. La realtà, però, lo sappiamo, è ben diversa. Buona visione (si fa per dire). Qua.


venerdì 3 gennaio 2014

"Il colonialismo digitale è un'ideologia che si riassume in un semplice principio, un condizionale. Si può, quindi tu devi. Se è possibile che una certa cosa o attività migri verso il digitale, allora deve migrare.
I coloni digitali si adoperano per introdurre le nuove tecnologie in ogni settore della vita delle persone, dalla lettura al gioco, dal supporto alla decisione all'insegnamento, dalla comunicazione alla pianificazione, dalla costruzione di oggetti all'analisi medica; la tesi colonialista è data per scontata dai coloni, che ne apprezzano la semplicità: è assolutamente generale, dato che si applica a qualsiasi cosa o attività in modo indifferenziato. Facile da ricordare, difficile da contrastare. Chi si oppone al colono digitale viene rapidamente incasellato nella categoria dei luddisti, dei distruttori di macchine, di quelli che non sanno stare al passo con i tempi. Il dibattito, secondo i coloni, non dovrebbe neanche iniziare".

Roberto Casati, "Mal di scuola digitale", Il Sole-24 ore, 12 maggio 2013. Articolo completo qui.
"Fosse per me abolirei non solo i libri digitali, i libri a schermo, i libri che si accendono e si spengono (ma è mai possibile?) ma anche i libri a stampa, e tornerei all’antica Civiltà del Manoscritto, perché chi scrive studia due volte e perché la fatica della copia è anche un ottimo esercizio di ascesi: tempra il carattere. Ma non è in questa direzione che sembra andare il mondo"

Claudio Giunta, Le Armate della Distrazione. Su Pandoracampus

Anna Mei

Il record di Anna sui pedali: 738 km in un giorno

La milanese Mei , 46 anni, è un’«ultracycler». La sfida per beneficenza

Fonte e articolo: Corriere della Sera

Kalabazi

Kalabazi, spettacolo con Jessica Arpin nell'ambito della rassegna El Grito Christmas Circus, a Roma (2/1/2014). Averlo saputo.

giovedì 2 gennaio 2014

Le nuove tecnologie non ci rendono stupidi: ci impediscono di diventare intelligenti

Buon 2014.
Clic, e siamo meno intelligenti
articolo di Roberto Casati, Il Sole-24 ore, Domenica, 15 dicembre 2013, p. 41 
Recensione del libro di Manfred Spitzer, Demenza digitale, Corbaccio, Milano, 2013

Peter Sagan

In futuro tutti i ciclisti urbani saranno così...
 

Il fenomeno Sagan. Cuore e polmoni da extraterrestre
Oltre 450 watt all'ergometro, 32 battiti a riposo

Peter Sagan
 

Roma, una città che sta morendo

Comunicato Adoc

Il traffico e la pessima viabilità penalizza oltremodo il Centro Storico

Roma, 28 dicembre 2013 - La chiusura dello storico locale capitolino Cafè de Paris a Via Veneto è, secondo l’Adoc, il simbolo di una città che lentamente ma inesorabilmente sta morendo. E per la quale nessuno si sta muovendo per salvarla.
“Siamo amareggiati dalla chiusura del Cafè de Paris, uno dei luoghi simbolo di Roma - dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc - e simbolo di una città che sta morendo, che sta vedendo scomparire la sua bellezza, la sua storia, la sua cultura. Il Centro Storico di Roma va assolutamente rivisto e riorganizzato, in particolare dal punto di vista della mobilità. Va pedonalizzato e ridato ai cittadini, oggi è solo un inestricabile dedalo di ingorghi, che ha messo in ginocchio il commercio, il turismo e la cultura romana. Siamo amareggiati, inoltre, che tutto questo stia passando inosservato agli organi di governo, che nulla dicono e nulla fanno per recuperare una città che sta scomparendo”.